Esteri

Putin, l'intervista a Tucker Carlson: “Eravamo vicini a pace ma Kiev ha obbedito all’Occidente”

Il presidente russo all’ex anchor di Fox news. Si rivolge al Congresso americano: "Se davvero volete che la guerra finisca, smettetela di fornire armi all'Ucraina"

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I colloqui di pace tra Russia e Ucraina erano quasi "finalizzati", ma dopo il ritiro delle truppe di Mosca da Kiev, "l'altra parte ha obbedito agli ordini dei Paesi europei e degli Stati Uniti di combattere la Russia fino alla fine". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, nell'intervista concessa al giornalista Usa, ex anchor di Fox news, Tucker Carlson. Putin ha anche assicurato: "L'invasione di Polonia o Lettonia è fuori discussione". Sul conflitto: "La sconfitta della Russia in Ucraina è impossibile, impossibile per definizione, non accadrà mai. E la Nato deve accettare le conquiste territoriali di Mosca in Ucraina”.

Valdimir Putin si è rivolto al Congresso americano: "Voglio dire alla leadership Usa: se davvero volete che la guerra finisca, smettetela di fornire armi all'Ucraina".

"Non abbiamo alcun interesse ad espandere la guerra – ha spiegato poi Putin – solo in un caso invierei truppe, se la Polonia attaccasse la Russia. Non abbiamo alcun interesse in Polonia, in Lettonia o altrove. È assolutamente fuori questione". E ha aggiunto: "E' stata la Cia a far esplodere North Stream”.

Vladimir Putin ha dichiarato che era pronto diciotto mesi fa a firmare la fine della guerra con l'Ucraina, ma che l'allora premier britannico Boris Johnson fece saltare l'accordo. Nell'intervista, il presidente russo ha detto che i negoziati si erano tenuti a Instabul e che l'Ucraina aveva firmato l'accordo ma poi aveva ritirato la firma su pressione di Johnson, per il quale "era meglio combattere la Russia". Putin ha sostenuto che a mettere la firma a parte dei preliminari di accordo sarebbe stato Davyd Arakhamia, il capo del partito al governo, Servitore del popolo, e consigliere di Volodymyr Zelensky. "E' molto triste per me - ha detto Putin - perché, così come lo pensava anche Arakhamia, avremmo potuto fermare queste ostilità già da un anno e mezzo. Dov'è ora Johnson? E la guerra continua".

Putin nel corso del colloquio ha aperto alla possibilità di liberare Evan Gershkovich, il giornalista del Wall Street Journal arrestato a marzo e poi accusato di spionaggio. "Si può trovare un accordo per il suo rilascio – ha dichiarato – non esiste alcun tabù sulla questione. Siamo disposti a risolverla, ma ci sono alcuni termini che devono essere discussi attraverso canali speciali. Credo che un accordo possa essere raggiunto".

Su Biden ha risposto sarcastico: “Non mi ricordo quando è stata l'ultima volta che ci ho parlato". E racconta: "Avevo un buon rapporto con Trump, non è una questione di leader nelle relazioni tra Usa e Russia è una questione di mentalità. Ho avuto un ottimo rapporto con Bush. So che negli Stati Uniti veniva dipinto come una specie di ragazzo di campagna che non capiva nulla. Vi assicuro che non è così. Penso che abbia commesso molti errori nei confronti della Russia, ma ha esercitato pressioni sugli europei. Non era peggiore di qualsiasi altro politico americano, russo o europeo e capiva quello che stava facendo meglio degli altri”.

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