Sfida per l’Africa tra Washington e Pechino: i progetti per una base cinese in Gabon preoccupano gli Usa
di Massimo BasileNEW YORK - Un nuovo fronte si è aperto nelle difficili relazioni tra Stati Uniti e Cina: l’Africa. Ad agosto a Washington è scattato l’allarme quando l'allora presidente del Gabon Ali Bongo aveva ammesso di aver segretamente promesso al leader cinese Xi Jinping l’accesso alla costa atlantica per farne una base navale militare. Lo rivela il Wall Street Journal. E' stato lo stesso vice consigliere alla sicurezza nazionale americana Jonathan Finer a raccontare di averlo saputo durante una visita al palazzo presidenziale in Gabon. Finer aveva subito chiesto a Bongo di ritirare l’offerta. Poche settimane dopo il presidente è stato deposto da un colpo di stato militare e messo agli arresti domiciliari. Gli Stati Uniti hanno provato a convincere la nuova giunta a non concedere aperture a Pechino, ma la situazione di incertezza riguardo al piano resta.
Gli Stati Uniti considerano l’Atlantico il loro “cortile” strategico per la politica internazionale. La presenza di una base cinese, in partic…
NEW YORK - Un nuovo fronte si è aperto nelle difficili relazioni tra Stati Uniti e Cina: l’Africa. Ad agosto a Washington è scattato l’allarme quando l'allora presidente del Gabon Ali Bongo aveva ammesso di aver segretamente promesso al leader cinese Xi Jinping l’accesso alla costa atlantica per farne una base navale militare. Lo rivela il Wall Street Journal. E' stato lo stesso vice consigliere alla sicurezza nazionale americana Jonathan Finer a raccontare di averlo saputo durante una visita al palazzo presidenziale in Gabon. Finer aveva subito chiesto a Bongo di ritirare l’offerta. Poche settimane dopo il presidente è stato deposto da un colpo di stato militare e messo agli arresti domiciliari. Gli Stati Uniti hanno provato a convincere la nuova giunta a non concedere aperture a Pechino, ma la situazione di incertezza riguardo al piano resta.
Gli Stati Uniti considerano l’Atlantico il loro “cortile” strategico per la politica internazionale. La presenza di una base cinese, in particolare navale, dove Pechino potrebbe armare e riparare le sue navi da guerra, è vista come una minaccia alla sicurezza americana. “Ogni volta la Cina mette il naso nei Paesi africani della costa atlantica - ha ammesso un rappresentante dell’amministrazione Biden - noi diventiamo ansiosi”.
Il Gabon è solo l’ultimo tassello del risiko africano che Pechino sta cercando di realizzare da tempo, per poter mettere un piede sull’Atlantico. Di recente gli Stati Uniti, secondo il quotidiano finanziario newyorchese, hanno portato avanti uno sforzo parallelo per convincere altri leader africani a non aprire le porte alla Marina dell’esercito popolare di liberazione della Cina, tra le più grandi al mondo, con i suoi cinque corpi, dalla flotta sottomarina alle forze di difesa costiera e aviazione navale. Il motto della “casa” è “La Marina del Popolo avanza”, ed è proprio ciò che gli Stati Uniti vogliono evitare. Alle richieste di conferme da parte del Wall Street Journal, il ministero degli Esteri cinese ha risposto di non essere a conoscenza dei piani militari in Gabon. Una frase che ha accentuato le preoccupazioni.
Finora, dicono a Washington, la battaglia sul fronte africano sembra vinta: nessun Paese ha firmato ancora un accordo ufficiale con la Cina. “Crediamo - ha commentato Finer - che il Gabon non permetterà una presenza stabile dei militari cinesi”. Ma non c’è certezza. E come vicino, a Nord, c’è la Guinea Equatoriale, altro Paese che si affaccia sull’Oceano Atlantico e finito da tempo nelle mire di Pechino. Gli Usa non registrano nessun movimento e le autorità locali hanno promesso che non concederanno autorizzazioni per la costruzione di basi navali. Ma intanto l’accerchiamento va avanti: negli ultimi vent’anni le compagnie di navigazione cinese hanno costruito un centinaio di porti in Africa, dalla Mauritania al Kenya. Ufficialmente soltanto un porto fa da base permanente alle navi da guerra cinesi: quello di Gibuti, Stato dell’Africa orientale, che si affaccia nello strategico Mar Rosso.