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Per Biden la rete di protezione di Jill: diktat ai collaboratori e tagli ai discorsi per salvare il marito dalle gaffe

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La First Lady è sempre in prima fila pronta a fare cenni al presidente. Vigilanza stretta sui “ghost writer”
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NEW YORK - Una volta, parlando dalla casa al mare di Rehoboth Beach, nel Delaware, la first lady Jill Biden disse: “Ho visto Joe vice presidente e so quanto sia dura”. “Ma quando vedo quello che fa ora - aveva aggiunto - con una pila alta così di documenti sul tavolo e lui che ogni sera si legge tutto, penso sia davvero tanto”. Due anni dopo la moglie del presidente degli Stati Uniti Joe Biden è tra le persone più infuriate per le conclusioni del consigliere speciale Robert Hur, che ha condotto l’inchiesta sulla gestione dei file riservati e definito il presidente una “persona anziana con vuoti di memoria”. In questo momento in cui i Democratici sono preoccupati dalle gaffe e dagli inciampi del presidente, e i Repubblicani lo attaccano, Jill è diventata la principale “guardia del corpo” del marito, quella che fa da schermo con i reporter, rilegge i discorsi, consiglia i tagli, sgrida i membri dello staff.

Era stata lei, nel gennaio 2022, a tuonare contro gli aiutanti del marito, cadut…

NEW YORK - Una volta, parlando dalla casa al mare di Rehoboth Beach, nel Delaware, la first lady Jill Biden disse: “Ho visto Joe vice presidente e so quanto sia dura”. “Ma quando vedo quello che fa ora - aveva aggiunto - con una pila alta così di documenti sul tavolo e lui che ogni sera si legge tutto, penso sia davvero tanto”. Due anni dopo la moglie del presidente degli Stati Uniti Joe Biden è tra le persone più infuriate per le conclusioni del consigliere speciale Robert Hur, che ha condotto l’inchiesta sulla gestione dei file riservati e definito il presidente una “persona anziana con vuoti di memoria”. In questo momento in cui i Democratici sono preoccupati dalle gaffe e dagli inciampi del presidente, e i Repubblicani lo attaccano, Jill è diventata la principale “guardia del corpo” del marito, quella che fa da schermo con i reporter, rilegge i discorsi, consiglia i tagli, sgrida i membri dello staff.

Era stata lei, nel gennaio 2022, a tuonare contro gli aiutanti del marito, caduto in una serie di gaffe nel finale di una faticosa conferenza stampa di due ore. Biden aveva parlato di reazione non automatica in caso di “piccola incursione” della Russia in Ucraina. Un messaggio che aveva spaventato gli ucraini, perché suonata come un via libera per Vladimir Putin all’invasione, cosa poi avvenuta poche settimane dopo. “Perché non l’avete fermato?”, aveva chiesto con durezza, come emerge da un libro in uscita e scritto da una giornalista del New York Times, Katie Rogers. Tutti i membri dello staff erano rimasti in silenzio, guardandosi l’uno con l’altro, compreso l’uomo più potente del mondo.

Da quando è alla Casa Bianca, Biden ha tenuto soltanto tre conferenze stampa ufficiali. L’ultima, a novembre. Quel giorno Jill era arrivata appena prima dell’inizio e si era seduta in prima fila nella State Dining Room. Accanto a lei si era piazzato un corposo consigliere, messo in un punto strategico per non mostrare ai reporter il momento in cui la first lady avrebbe indicato al marito di chiudere la conferenza e andarsene. Da almeno due anni la Casa Bianca ha avviato una selezione dei giornalisti ammessi ai grandi eventi. A una conferenza stampa di due anni fa Biden aveva detto che avrebbe risposto a dieci domande di giornalisti “approvati" in precedenza, ma poi se n’era andato dopo nove e dopo una brutale gaffe in cui aveva parlato di ritiro dei soldati russi dalla città irachena di Falluja, invece che dalla città ucraina di Kherson.

Nell’ultimo incontro alla Casa Bianca, commentando le conclusioni dell’inchiesta sui file riservati, Biden è parso stanco, finendo per chiamare “presidente del Messico” il leader egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Non c’era neanche la trappola dell’assonanza o della vicinanza geografica. Biden stava parlando della situazione a Gaza e della decisione dell’Egitto di aprire il varco a Sud per autorizzare l’arrivo di aiuti umanitari. L’impegno decuplicato della First Lady a protezione del marito nasce anche dalla decisione, presa contro tutti, di candidarsi di nuovo, a 81 anni. Jill è stata la persona che, più di chiunque altro, ha convinto il marito a non ritirarsi, nonostante la freddezza dello staff e della coppia a cui è legata da sempre: gli Obama. L’ex presidente Barack Obama avrebbe ricordato il rischio di affrontare un’altra sfida per un uomo già considerato il più anziano inquilino della Casa Bianca nella storia. La stessa Michelle Obama ha rivelato di non dormire la notte al pensiero che Donald Trump possa vincere.

A 72 anni, tra una seduta in palestra e una conferenza, Jill è po’ chioccia e un po’ maestra. E' lei a riprendere i consiglieri per i messaggi “troppo lunghi”. “Vedi questi stivali? - aveva detto una volta all’ex autore di discorsi presidenziali Jeff Nussbaum, indicandogli i tacchi, “servono testi più brevi”. Quella dei tacchi è una metafora ma neanche troppo. Tra i vari tentativi di tamponare scivoloni mediatici che farebbero naufragare le possibilità di vincere alle presidenziali di novembre, Biden non usa più scarpe con tacchi, ma sneaker. Il motivo: evitare di cadere rovinosamente.

Ma sugli inciampi con la lingua, c’è poco da fare. Quando si presenta davanti alle telecamere e ai giornalisti, Biden è un uomo solo. E lì neanche la guardia del corpo Jill, seppure seduta in prima fila, può aiutarlo.

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