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Lo shock degli europei: “Trump fa il gioco di Putin, mette a rischio la sicurezza di tutti, anche degli Usa”

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La reazione dopo che il tycoon ha incoraggiato la Russia ad attaccare i partner Nato che non versano i contributi all’Alleanza. Stoltenberg: “L’Organizzazione difende i suoi membri”
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BRUXELLES- Donald Trump sta diventando un vero e proprio incubo l’Unione europea. Le sue ultime dichiarazioni con l’invito a Vladimir Putin ad attaccare i Paesi europei che sono in arretrato con i contributi militari, hanno infatti gettato l’allarme sui 27 e anche nel resto dell’Alleanza Atlantica. Al punto da costringere il segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg, a rispondere con decisione alle parole esorbitanti dell’ex presidente degli Stati Uniti. «La Nato - puntualizza Stoltenberg - resta pronta a difendere tutti i suoi alleati. Ogni affermazione in cui si parli della possibilità che i Paesi membri non si difenderanno reciprocamente mette a rischio la sicurezza di noi tutti, inclusa quella degli Usa, ed espone i soldati americani ed europei a rischi crescenti».

Non si tratta di una dichiarazione estemporanea ma di una riflessione concordata per filo e per segno con la Casa Bianca, e quindi …

BRUXELLES- Donald Trump sta diventando un vero e proprio incubo l’Unione europea. Le sue ultime dichiarazioni con l’invito a Vladimir Putin ad attaccare i Paesi europei che sono in arretrato con i contributi militari, hanno infatti gettato l’allarme sui 27 e anche nel resto dell’Alleanza Atlantica. Al punto da costringere il segretario generale della Nato, il norvegese Jens Stoltenberg, a rispondere con decisione alle parole esorbitanti dell’ex presidente degli Stati Uniti. «La Nato - puntualizza Stoltenberg - resta pronta a difendere tutti i suoi alleati. Ogni affermazione in cui si parli della possibilità che i Paesi membri non si difenderanno reciprocamente mette a rischio la sicurezza di noi tutti, inclusa quella degli Usa, ed espone i soldati americani ed europei a rischi crescenti».

Non si tratta di una dichiarazione estemporanea ma di una riflessione concordata per filo e per segno con la Casa Bianca, e quindi con l’attuale “Commander in chief”, Joe Biden. «Mi aspetto - ha sottolineato ancora il segretario generale dell’Alleanza - che, indipendentemente da chi vincerà le elezioni presidenziali, gli Stati Uniti resteranno un forte e fedele alleato all’interno della Nato».

La posizione di Trump, però, riguarda in primo luogo l’Europa. La possibilità che con il suo avvento il Vecchio Continente non possa più contare sulla difesa dell’Organizzazione atlantica rappresenta uno stravolgimento degli assetti internazionali e una mano tesa a Mosca. «L’Alleanza transatlantica - ha allora avvertito il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel - sostiene la sicurezza e la prosperità di americani, canadesi ed europei da 75 anni». Quindi «dichiarazioni sconsiderate sulla sicurezza della Nato e sulla solidarietà dell’articolo 5 servono solo l’interesse di Putin» e «non portano più sicurezza o pace nel mondo». La convinzione di Michel è che semmai «al contrario, sottolineano nuovamente la necessità che l’Ue sviluppi ulteriormente con urgenza la propria autonomia strategica e investa nella sua difesa». Si tratta però di un progetto al momento solo avviato e con un lungo percorso temporale prima della sua realizzazione. A vivere con particolare angoscia l’invito di Trump sono i paesi baltici, confinanti con la Russia. L’ex presidente Usa è « semplicemente puerile» scrive l’eurodeputato lituano Petras Austrevicius. Secondo il presidente della Commissione Esteri del Parlamento estone, Marko Mihkelson, «il suo atteggiamento sconsiderato nei confronti degli alleati non è cambiato». Di certo la linea confermata da Trump trasforma dunque l’Europa in una sostenitrice di Biden e nello stesso tempo spingerà l’Ue ad accelerare nella costruzione di un esercito comune.

Giovedì prossimo a Bruxelles si riuniranno i ministri della Difesa della Nato. Sarà quella la prima occasione per discutere sulle parole dell’ex presidente americano e anche sulle eventuali conseguenze. Ma sarà anche il primo appuntamento per fare il punto sul vertice che si terrà ad aprile in occasione del 75esimo anniversario della nascita della Nato. Un’occasione nella quale i partner sono intenzionato a designare il nuovo segretario generale in sostituzione di Stoltenberg. Le esasperazioni trumpiane, però, potrebbero modificare l’andamento del dibattito su questa nomina. Negli ultimi mesi infatti, appariva in pole position Mark Rutte, il premier olandese dimissionario. Ma a questo punto non è escluso che possa essere selezionata una personalità considerata maggiormente in grado di fronteggiare Trump se a novembre prossimo dovesse vincere le elezioni.

Riflessioni che inevitabilmente si intersecheranno con le analisi relative alla guerra in Ucraina. E anche con le interpretazioni delle mosse di Putin connesse alla accondiscendente intervista rilasciata al giornalista americano Tucker Carlson.

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