✕

Brasile, è allarme dengue: “Si temono 4 milioni di contagi”. E l’infezione sta arrivando anche negli Usa

(reuters)
A rischio tutto il continente: la colpa è anche del Nino, che ha sconvolto il clima della regione
2 minuti di lettura

Il dengue rischia di travolgere il Brasile. Il ministero della Sanità è allarmato. Stima che quest’anno la pericolosa puntura della zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche della zika e della chikungunya, potrebbe colpire 4,2 milioni di persone. Un dato che supererebbe i 4,1 milioni registrati nel 2023 ma in tutti i 42 paesi del Continente americano. C’è allarme perché il contagio non resterebbe limitato all’emisfero meridionale, con le croniche carenze di assistenza e protezione.

I suoi andamenti, seguiti nel corso dei decenni, dimostrano che la zanzara cerca nuove zone e territori e presto potrebbe invadere anche gli Usa, partendo da Puerto Rico.

Il Brasile non è sorpreso dall'impennata di contagi e infezioni. Si aspettava un anno negativo. La presenza del Niño, vero spauracchio per chi lavora e vive condizionato da questo fenomeno naturale, ha sconvolto l’equilibrio meteorologico provocando forti acquazzoni altern…

Il dengue rischia di travolgere il Brasile. Il ministero della Sanità è allarmato. Stima che quest’anno la pericolosa puntura della zanzara Aedes Aegypti, responsabile anche della zika e della chikungunya, potrebbe colpire 4,2 milioni di persone. Un dato che supererebbe i 4,1 milioni registrati nel 2023 ma in tutti i 42 paesi del Continente americano. C’è allarme perché il contagio non resterebbe limitato all’emisfero meridionale, con le croniche carenze di assistenza e protezione.

I suoi andamenti, seguiti nel corso dei decenni, dimostrano che la zanzara cerca nuove zone e territori e presto potrebbe invadere anche gli Usa, partendo da Puerto Rico.

Il Brasile non è sorpreso dall'impennata di contagi e infezioni. Si aspettava un anno negativo. La presenza del Niño, vero spauracchio per chi lavora e vive condizionato da questo fenomeno naturale, ha sconvolto l’equilibrio meteorologico provocando forti acquazzoni alternati da ondate di calore. L’inquinamento ambientale ha accelerato lo scompenso.

E’ caduta più acqua del normale e le pozzanghere, gli invasi, i piccoli laghi artificiali sono diventati ottimi nidi per la schiusa delle larve. “Il caldo record in Brasile”, ha spiegato il ministro della Sanità Nísia Trindade, “e le precipitazioni superiori alla media dello scorso anno, anche prima dell’estate, hanno aumentato il numero di siti di riproduzione delle zanzare nel paese, anche nelle regioni che avevano pochi casi”.

(reuters)

Nel mese di gennaio anche il Cile, l’Argentina, l’Uruguay e il Paraguay hanno dovuto fare i conti con un’impennata del tutto eccezionale di contagi. Il virus si sposta nei territori assieme alle stagioni e questo fa ritenere che risalga presto il Continente e sconfini negli Stati Uniti. Il New York Times dedica un ampio servizio all’emergenza. Gli esperti consultati spiegano che gli Usa non hanno mai registrato casi negli ultimi anni ma si “stanno affermando in nuove regioni, soprattutto in Florida, Texas, Arizona e California meridionale”. L’uso diffuso di condizionatori d’aria e delle zanzariere farà da argine, anche se la dottoressa Paz-Bailey, capo del Dipartimento di dengue presso la divisione malattie trasmesse da vettori presso i Centri per il controllo e la prevenzione di malattie, commenta in tono preoccupato: “Quando si osservano le tendenze nel numero di casi nelle Americhe, è spaventoso. E’ in costante aumento”.

La Florida è in testa nei contagi. Lo scorso anno sono stati 168. Ma adesso anche la California sta denunciando le prime malattie. Tre quarti delle persone punte dalla zanzara non presenta alcun sintomo. Al massimo qualche linea di febbre, come una leggera influenza. Ma l’infezione può peggiorare in breve tempo. Le persone avvertono improvvisi giramenti di testa, nausea e vomiti, febbre alta e forti dolori alle articolazioni. Per questo, tra la gente, è nota come “febbre spezza ossa”. Se non la curi in tempo può lasciarti svuotato e inerme per varie settimane. Capita solo al 5 per cento dei contagiati. L’infezione progredisce verso il dengue grave, con perdita di plasma. A quel punto l’organismo non riesce più a reagire e subisce uno schock mortale.

Leggi i commenti