Un’arma nucleare che può bloccare le comunicazioni satellitari degli Usa: cosa sappiamo dell’ultima minaccia russa
di Anna LombardiLa Russia avrebbe sviluppato un’arma spaziale nucleare in grado di prendere di mira la vasta rete di satelliti americani e dunque distruggere le comunicazioni civili, il sistema di sorveglianza dallo spazio e pure la rete di comando e controllo delle operazioni militari da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Quel che più fa paura è che per ora gli americani non hanno strumenti in grado di contrastare una simile eventualità.
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) Include Ucraina]]
La corsa agli armamenti
Eccola la “minaccia spaziale” resa parzialmente pubblica dal deputato Michael Turner: repubblicano dell'Ohio e presidente della Commissione Intelligence della Camera, che mercoledì ha invitato l’amministrazione Biden a declassificare le informazioni al riguardo. Una mossa che ha colto di sorpresa i democratici, visto che la Russia non sembra poi così vicina allo spiegamento dell’arma: e dunque il pericolo non sarebbe troppo urgente. Ma che di sicuro ha risvegliato fondati dubbi…
La Russia avrebbe sviluppato un’arma spaziale nucleare in grado di prendere di mira la vasta rete di satelliti americani e dunque distruggere le comunicazioni civili, il sistema di sorveglianza dallo spazio e pure la rete di comando e controllo delle operazioni militari da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati. Quel che più fa paura è che per ora gli americani non hanno strumenti in grado di contrastare una simile eventualità.
[[(FckEditorEmbeddedHtmlLayoutElement) Include Ucraina]]
La corsa agli armamenti
Eccola la “minaccia spaziale” resa parzialmente pubblica dal deputato Michael Turner: repubblicano dell'Ohio e presidente della Commissione Intelligence della Camera, che mercoledì ha invitato l’amministrazione Biden a declassificare le informazioni al riguardo. Una mossa che ha colto di sorpresa i democratici, visto che la Russia non sembra poi così vicina allo spiegamento dell’arma: e dunque il pericolo non sarebbe troppo urgente. Ma che di sicuro ha risvegliato fondati dubbi sulla volontà effettiva della Russia di restare ancora a lungo nel “Trattato sullo spazio extra-atmosferico” del 1967, che vieta tutte le armi nucleari orbitali. Uno dei primi grandi accordi sul controllo degli armamenti negoziati tra Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica: e soprattutto uno degli ultimi ancora in vigore. Se la Russia decidesse di uscirne e, com’è probabile, lasciasse scadere pure il trattato New START che limita le armi nucleari strategiche fino a febbraio 2026 – di recente hanno già abbandonato diversi trattati sul controllo degli armamenti risalenti alla Guerra Fredda – c’è il rischio più che concreto di un liberi tutti capace di innescare una nuova corsa agli armamenti, come non si vede dai tempi della Guerra Fredda.
Di questo tipo di armi si parla infatti ormai da almeno mezzo secolo. Tanto che fu addirittura il sottotema di un celebre episodio della saga Star Trek a fine anni 60: puntata girata proprio mentre il trattato stava entrando in vigore e della questione nucleare, dunque si faceva un gran parlare. E pure a dicembre su Netflix è sbarcato un thriller con Julia Roberts e Mahershala Ali, Il mondo dietro di te, in cui si rappresenta proprio questo scenario dell’attacco ai satelliti. Il fatto che il pericolo non è imminente, confermano fonti che preferiscono restare anonime al New York Times, non significa infatti che si è al sicuro: semmai, che c’è un periodo di tempo, per altro limitato, in cui si può lavorare per impedire il miglioramento di quell’arma e la sua messa in uso.
Da Rumsfeld a Trump
Che Russia e Cina stiano da tempo studiando sistemi per militarizzare lo spazio è cosa nota: tanto che già nel 2019 Donald Trump aveva istituito un corpo militare speciale, dedicato appunto alle guerre nello spazio proprio con l’obiettivo di proteggere gli asset Usa in orbita, a cominciare proprio dai satelliti. Un’idea a sua volta non nuova: l’aveva infatti già proposta nei primi anni Duemila una commissione presieduta dall’allora segretario di Stato Donald Rumsfeld.
In realtà finora gli Stati Uniti hanno solo sperimentato tecnologie spaziali ma non le hanno mai implementate. Mentre Mosca lavora allo sviluppo delle sue capacità spaziali da decenni. E infatti già un rapporto pubblicato lo scorso anno evidenziava lo sviluppo da parte russa di armi per “accecare” i satelliti, osservando allo stesso tempo che si era astenuta dall’utilizzare l’intera gamma di capacità anti-satellitare sviluppata. Non c’è dubbio che lo schieramento di un’arma nucleare nello spazio rappresenterebbe dunque un progresso significativo nella tecnologia russa e un’escalation potenzialmente drammatica.
La rabbia della Casa Bianca e gli aiuti a Kiev
Intanto però la decisione presa da Turner mercoledì di condividere le informazioni riservate con altri membri del Congresso ha creato molta agitazione a Washington: e fatto infuriare la Casa Bianca, che teme di mettere così a rischio le fonti che evidentemente hanno passato le informazioni. Capire dunque le intenzioni del deputato non è del tutto semplice: “Chiedo al presidente Biden di declassificare tutte le informazioni relative alla minaccia affinché il Congresso, l'amministrazione e i nostri alleati possano discutere apertamente le azioni necessarie per rispondere”, ha detto. In teoria, lui è uno dei pochi alleati della Casa Bianca sulla questione degli aiuti all’Ucraina su cui si sta impantanando Capitol Hill. Una questione ritenuta cruciale da parte dei dem e da alcuni repubblicani, Turner incluso. La maggioranza dei repubblicani della Camera - compreso lo speaker Mike Johnson - respinge le richieste di mettere ai voti in aula il pacchetto di aiuti esteri da 60,1 miliardi di dollari per Kiev (e che prevede forniture di aiuti militari a Israele e Taiwan) già approvato dal Senato. Fermi nelle loro convinzioni soprattutto dopo le parole di Trump sulla Nato che ha addirittura incoraggiato la Russia “a fare quello che diavolo vuole” a qualsiasi Paese economicamente inadempiente nell’Alleanza.
Interrogato ieri dai giornalisti, il portavoce del Consiglio di Sicurezza Jack Sullivan si è detto “sorpreso” della mossa: “Avevamo già programmato un briefing per i membri della Camera della cosiddetta Gang degli Otto ", ha detto, riferendosi al nomignolo con cui si indica il gruppo di leader di entrambi i partiti al Congresso. “Sono sorpreso che Turner abbia parlato pubblicamente prima dell’incontro previsto”. Jim Himes, democratico del Connecticut e membro della Commissione Intelligence della Camera, ha però difeso l’operato del collega: sottolineando che la questione è “seria” e che Turner ha ragione a concentrarcisi. Il senatore Mark Warner, democratico della Virginia, e il senatore Marco Rubio, repubblicano della Florida, hanno affermato in una dichiarazione congiunta che la Commissione Intelligence del Senato di cui fanno parte se ne sta occupando fin dall’inizio e ha già discusso una eventuale risposta con l’amministrazione Biden. Di sicuro nelle prossime ore se ne discuterà ancora.