La nuova nemica di Putin: chi è Kaja Kallas, la premier estone “ricercata” da Mosca e con Bruxelles nel futuro
di Enrico FranceschiniLONDRA – Vladimir Putin l’ha messa nella lista dei “ricercati”: se entrasse in Russia verrebbe arrestata. L’Unione Europea la considera per il posto di “zar” o commissario alla Difesa, ma viene citata anche per quello di prossimo segretario generale della Nato. Per adesso rimane alla guida del proprio Paese, posto dal quale si batte per aiutare militarmente l’Ucraina, rafforzare l’Alleanza Atlantica e contrastare con fermezza Mosca. Kaja Kallas, 46enne prima ministra dell’Estonia, è la donna del momento in Europa. Ecco una scheda per capire meglio chi è e da dove viene.
Nel mirino di Putin
La Russia ha di fatto emesso un mandato di cattura nei suoi confronti per la decisione presa dal governo Kallas nel 2022 di demolire i monumenti ai soldati sovietici della Seconda guerra mondiale nella città estone di Narva. Si tratta di statue, riecheggianti lo stile del socialismo reale, che sono state erette dopo il 1945, quando l’Estonia, occupata dall’Armata Rossa sovietica, perse l’indipen…
LONDRA – Vladimir Putin l’ha messa nella lista dei “ricercati”: se entrasse in Russia verrebbe arrestata. L’Unione Europea la considera per il posto di “zar” o commissario alla Difesa, ma viene citata anche per quello di prossimo segretario generale della Nato. Per adesso rimane alla guida del proprio Paese, posto dal quale si batte per aiutare militarmente l’Ucraina, rafforzare l’Alleanza Atlantica e contrastare con fermezza Mosca. Kaja Kallas, 46enne prima ministra dell’Estonia, è la donna del momento in Europa. Ecco una scheda per capire meglio chi è e da dove viene.
Nel mirino di Putin
La Russia ha di fatto emesso un mandato di cattura nei suoi confronti per la decisione presa dal governo Kallas nel 2022 di demolire i monumenti ai soldati sovietici della Seconda guerra mondiale nella città estone di Narva. Si tratta di statue, riecheggianti lo stile del socialismo reale, che sono state erette dopo il 1945, quando l’Estonia, occupata dall’Armata Rossa sovietica, perse l’indipendenza e diventò parte dell’Urss come le altre due repubbliche affacciate al mar Baltico, Lituania e Lettonia.
Inserendola nella lista dei ricercati, il ministero degli Esteri russo l’ha accusata di “crimini contro la memoria di coloro che hanno liberato il mondo dal nazismo e dal fascismo: sarà chiamata a pagare, questo è soltanto l’inizio”. Il portavoce di Putin ha definito l’iniziativa della premier estone come “una mossa ostile contro la memoria dei nostri soldati e contro la Russia odierna”. Ma per l’Estonia quella liberazione ha segnato l’inizio di quasi mezzo secolo di occupazione da parte di Mosca, la perdita di libertà e democrazia, la dura repressione dei propri dissidenti: perciò le statue sono state abbattute. Kallas non si è lasciata intimidire dal provvedimento. “Non mi sorprende – ha commentato – È un’altra prova che sto facendo la cosa giusta. Il determinato sostegno della Ue all’Ucraina è un successo e danneggia la Russia”. L’azione di Putin è probabilmente anche una risposta all’incriminazione del presidente russo da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aia per crimini di guerra commessi in Ucraina.
Le origini di Kaja Kallas
Del totalitarismo sovietico la premier estone ne sa qualcosa personalmente: sua madre e sua nonna furono deportate in Siberia per dieci anni, dopo l’occupazione da parte delle truppe di Mosca e la forzata annessione dell’Estonia all’Urss alla fine della Seconda guerra mondiale. Agli occhi di Mosca, la sua era una famiglia sospetta: un bisnonno fu il comandante dell’esercito estone nella guerra di indipendenza del 1918-’19, anche allora contro la Russia dell’ex impero zarista, che l’aveva dominata in passato, e che voleva continuare a farlo dopo la rivoluzione bolscevica di Lenin. La guerra risultò nella sorprendente vittoria del “topolino” estone contro l’“elefante” russo e la proclamazione dell’indipendenza.
Nata nel 1977 a Tallin, la capitale estone, Kaja si è laureata in giurisprudenza, ha fatto per anni l’avvocato specializzandosi in leggi sulla libertà di concorrenza in Europa, quindi è entrata in politica nel Partito Riformista Estone, un movimento liberale. Lo stesso partito di cui prima di lei è stato leader suo padre, Siim Kallas, che in seguito è stato eletto primo ministro dell’Estonia, dal 2002 al 2003, e nominato commissario europeo dal 2004 al 2014.
Prima donna premier
Kaja Kallas è diventata deputata nel 2011, rimanendo membro del parlamento estone per tre anni. Nel 2014 ha vinto un seggio da deputata al parlamento europeo di Strasburgo, dove è rimasta fino al 2018, quando è tornata in patria, candidandosi alla leadership del Partito Riformista e diventando la prima donna a guidarlo. Nel 2019 è stata rieletta al parlamento estone. Alle elezioni del 2021 ha portato il suo partito al governo, diventando la prima donna a occupare il posto di premier nella storia dell’Estonia. Alle elezioni del 2023 ha rafforzato la propria maggioranza, formato una coalizione con il partito socialdemocratico e mantenuto l’incarico di capo del governo.
Come prima ministra si è schierata con determinazione in campo europeo per l’appoggio militare all’Ucraina e la resistenza all’invasione russa. Nel gennaio di quest’anno il suo governo ha legalizzato il matrimonio fra persone dello stesso sesso, primo Paese baltico e prima ex repubblica sovietica ad approvare una legge in materia. Kallas ha divorziato dal primo marito dopo quattro anni di matrimonio, poi ha convissuto con il ministro delle Finanze estone Taavi Veskimagi, dal quale ha avuto un figlio, e, dopo la separazione da quest’ultimo si è risposata con un banchiere e uomo d’affari, Arvi Hallik, che aveva due figli da un precedente rapporto.
Un ruolo in Europa
Secondo indiscrezioni pubblicate dal sito giornalistico Politico, Kallas potrebbe essere candidata al posto di “zar” ovvero responsabile o commissario europeo per la Difesa, specie se l’attuale presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, verrà rieletta dopo le elezioni del giugno prossimo nella Ue. Ma non è la sua unica possibilità di giocare un ruolo chiave in Europa, dopo averlo fatto in patria: il suo nome circola spesso anche come possibile successore di Jens Stoltenberg come segretario generale della Nato, un incarico per il quale la premier estone ha manifestato interesse.
A 46 anni, la leader dell’Estonia è diventata una spina nel fianco per la Russia e potrebbe restarlo a lungo con un ruolo ancora più rilevante. “La decisione di Putin (di metterla nella lista dei ricercati, ndr) è un’altra prova del coraggio e della leadership dell’Estonia nel difendere democrazia e libertà”, ha commentato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez. “La Spagna e l’Europa sono con Kaja Kallas”.