I lividi sul corpo, le convulsioni, la mancata autopsia: tutti i misteri sulla morte di Navalny
di Rosalba CastellettiIl destino tira scherzi beffardi. Il corpo di Aleksej Navalny, sabato introvabile, si trova in “via della Pace”. Dalla colonia penale “Lupo polare” di Kharp dove il detenuto politico è spirato il 16 febbraio, le spoglie sono state prima portate a Labytnangi e poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico. Nell’ospedale distrettuale in ulitsa Mira, via della Pace appunto.
Non è la prassi, ha spiegato un operatore d’ambulanza locale a Novaja Gazeta Europe: “Di solito i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale, ma per qualche motivo quello di Navalny no”.
"Lo abbiamo portato nell’obitorio della clinica e poi due poliziotti hanno sbarrato la porta. Mancava soltanto che appendessero un poster con la scritta “Qui sta succedendo qualcosa di misterioso””.
E i misteri attorno alla morte di Navalny sono tanti. Nonostante le diverse diagnosi enunciate nei giorni scorsi, sino a …
Il destino tira scherzi beffardi. Il corpo di Aleksej Navalny, sabato introvabile, si trova in “via della Pace”. Dalla colonia penale “Lupo polare” di Kharp dove il detenuto politico è spirato il 16 febbraio, le spoglie sono state prima portate a Labytnangi e poi in serata a Salekhard, capoluogo della regione di Jamalo-Nenets sul Circolo Polare Artico. Nell’ospedale distrettuale in ulitsa Mira, via della Pace appunto.
Non è la prassi, ha spiegato un operatore d’ambulanza locale a Novaja Gazeta Europe: “Di solito i corpi di coloro che muoiono nelle colonie penali vengono consegnati direttamente all’ufficio di medicina legale, ma per qualche motivo quello di Navalny no”.
"Lo abbiamo portato nell’obitorio della clinica e poi due poliziotti hanno sbarrato la porta. Mancava soltanto che appendessero un poster con la scritta “Qui sta succedendo qualcosa di misterioso””.
E i misteri attorno alla morte di Navalny sono tanti. Nonostante le diverse diagnosi enunciate nei giorni scorsi, sino a sabato non era stata effettuata alcuna autopsia. L’unico indizio è che il corpo presenterebbe diversi lividi compatibili con “convulsioni” e tentativi di rianimazione.
L’ora della morte
Il primo punto oscuro è quando sia effettivamente morto Navalny. Il decesso è stato annunciato dal Servizio penitenziario federale del distretto autonomo di Jamalo-Nenets il 16 febbraio alle 16.19 locali (le 14.19 moscovite e le 12.19 italiane): “Navalny – recitava il comunicato – si è sentito male dopo una passeggiata, perdendo conoscenza quasi immediatamente”.
Ma l’oppositore raccontava che l’ora d’aria gli veniva concessa molto prima, il momento più freddo della giornata. “Niente ti rinvigorisce come una passeggiata a Jamal alle 6.30 del mattino. Finora non ha mai fatto più freddo di -32°C”, scherzava.
Secondo il certificato di morte, consegnato sabato alla madre Ljudmila, il decesso sarebbe avvenuto due ore prima dell’annuncio, alle 14.17 ora locale. Ma un detenuto nella stessa colonia penale ha parlato di «un’incomprensibile agitazione» nella notte di giovedì 15. Tanto che l’appello della sera, che di solito avviene tra le 20 e le 20.30, sarebbe stato «notevolmente accelerato».
«La sicurezza è stata rafforzata. Non potevi mettere il naso fuori. Si sentivano macchine arrivare fino a tarda notte». Della morte di Navalny, ha raccontato, i detenuti sarebbero venuti a conoscenza l’indomani alle 10 locali, «prima dell’annuncio ufficiale”.
Le telecamere spente
Venerdì 16 diverse videocamere non funzionavano nella colonia penale di Kharp, denuncia Gulagu.net citando un rapporto allegato a un audit interno del dipartimento locale del Servizio Penitenziario Federale.
Due giorni prima, continua il sito indipendente, nel carcere sarebbero arrivati agenti dell’Fsb che hanno spento e smantellato i dispositivi di ascolto e le telecamere nascoste “che avrebbero potuto registrare quello che è successo ad Aleksej Navalny tra il 15 e il 16 febbraio”.
È molto probabile che, nonostante le oltre 10mila firme, la petizione lanciata su Change.org perché alla famiglia di Navalny vengano consegnate le registrazioni video delle telecamere degli agenti carcerari resterà inascoltata.
Convulsioni e lividi
Il barelliere citato da Novaja Gazeta Europe sostiene che il corpo di Navalny presentasse dei lividi compatibili con “convulsioni”, nonché un evidente livido sul petto causato da massaggio cardiaco.
“Hanno provato a rianimarlo ed è morto, molto probabilmente, per arresto cardiaco. Ma perché sia avvenuto questo arresto, nessuno lo dice ancora”.
Le versioni finora sono state molteplici. “Un trombo”, aveva scritto venerdì il media goverantivo Rt, ex Russia Today. “Sindrome da morte improvvisa”, hanno detto funzionari locali sabato alla madre. Ma il Comitato Investigativo ha ritrattato: “La causa non è stata accertata. Tratterremo la salma fino a esito di nuovi esami”.
Insieme alla perdita di conoscenza, le convulsioni, però, sarebbero uno dei sintomi di avvelenamento da Novichok, l’agente nervino usato per attentare alla vita di Navalny già nel 2020.
Anche la “sindrome da morte improvvisa” potrebbe essere provocata dall’avvelenamento da Novichok, ha detto ad Agentsvo l’anestesista-rianimatore Aleksander Polupan, che curò Navalny nel 2020, ma parlando di una “tesi speculativa”.
Il canale Telegram indipendente Sota sostiene che Navalny veniva avvelenato lentamente da quattro mesi. Conferme, però, non ne avremo mai. Il patologo incaricato dell’autopsia, secondo Gulagu.net, sarebbe già stato incaricato verbalmente di descrivere i lividi e gli ematomi sul corpo di Aleksej Navalny come “macchie cadaveriche”.
È molto probabile che si tratti di Sergej Ivchenko, responsabile del dipartimento locale di anatomia patologica, insignito per decreto da Vladimir Putin giusto un mese fa dell’onorificenza Dottore Onorario della Russia.
La mancata autopsia
A venerdì sera l’autopsia non era ancora stata effettuata, stando alla fonte di Novaja Gazeta Europe. “Qui le opinioni divergono. Alcuni dicono che da Mosca sia arrivato l’ordine di attendere gli specialisti della capitale, altri che i medici stessi si siano rifiutati di eseguire l’autopsia. Questa è una questione politica e non è chiaro come andrà a finire. E se fai un’autopsia e poi arriva un ordine diretto di apportare modifiche al risultato, non puoi farla franca”.
A Salekhard sono arrivati rappresentanti degli uffici centrali del Comitato investigativo e del Servizio penitenziario federale. A bordo di due “piccoli aerei” atterrati il primo verso le 18 locali del 17 febbraio, il secondo un’ora e mezzo dopo.
“Molti di noi hanno tirato un sospiro di sollievo”, ha detto una fonte locale a Novaja Gazeta Europe dietro anonimato. “Ora l’intera storia del corpo di Navalny, gli esami, la determinazione delle cause della morte e l’ulteriore destino dei resti ricade sulle spalle degli investigatori”.
Ma è improbabile che arriveranno risposte prima delle presidenziali russe del 17 marzo. Stando a Eva Levenberg, responsabile dei casi penali dell’ong Ovd-info, l’inchiesta annunciata dal Comitato investigativo consente alle autorità di non rivelare gli esiti degli esami e di non consegnare il corpo per almeno trenta giorni. “Il caso di Aleksej Navalny è di per sé piuttosto insolito e, molto probabilmente, tutto andrà per le lunghe”.