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Con 5mila dollari potrei fuggire da Gaza, ma sono un giornalista e resterò

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L’unica possibile salvezza per persone normali come me è rivolgersi all’agenzia egiziana Hala. Può essere un’occasione per le mie figlie
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RAFAH – Rafah è diventata un luogo spaventoso. E tanti ora cercano la fuga. L’unico modo per uscire è attraverso il valico, ma ai residenti di Gaza non è permesso. Solo quelli che hanno la residenza all’estero o un doppio passaporto possono andarsene. Le persone normali, quelli come me, se vogliono provare ad andar via hanno come unica possibilità coordinarsi con una parte terza che è una compagnia di viaggio egiziana, Hala, l’unica autorizzata a trasportare persone oltreconfine. Chiede 5mila dollari a persona per uscire dalla Striscia. Per una famiglia di 5 persone significa 25mila dollari. Pochissimi possono permetterselo, gli altri cercano i soldi disperatamente.

Ogni giorno escono circa 30 persone con questo canale, nulla in confronto ai numeri del passato. Le liste vengono pubblicate alla sera con i nomi di quelli che sono stati autorizzati e che al mattino successivo dovranno farsi trovare al valico alle 8. Dopo i controlli, una macchina li porta dal lato palestinese a quell…

RAFAH – Rafah è diventata un luogo spaventoso. E tanti ora cercano la fuga. L’unico modo per uscire è attraverso il valico, ma ai residenti di Gaza non è permesso. Solo quelli che hanno la residenza all’estero o un doppio passaporto possono andarsene. Le persone normali, quelli come me, se vogliono provare ad andar via hanno come unica possibilità coordinarsi con una parte terza che è una compagnia di viaggio egiziana, Hala, l’unica autorizzata a trasportare persone oltreconfine. Chiede 5mila dollari a persona per uscire dalla Striscia. Per una famiglia di 5 persone significa 25mila dollari. Pochissimi possono permetterselo, gli altri cercano i soldi disperatamente.

Ogni giorno escono circa 30 persone con questo canale, nulla in confronto ai numeri del passato. Le liste vengono pubblicate alla sera con i nomi di quelli che sono stati autorizzati e che al mattino successivo dovranno farsi trovare al valico alle 8. Dopo i controlli, una macchina li porta dal lato palestinese a quello egiziano e di lì al Cairo. L’agenzia ha un sito web per fare l’application, i soldi vengono versati alla società al Cairo che si coordina con tutte le parti che controllano il valico, le autorità egiziane e israeliane. È l’unica agenzia ufficiale, e sicura: se non parti, riavrai indietro il denaro. Ci sono anche canali diciamo informali ma sono di pochi privilegiati che hanno contatti con alti ufficiali egiziani, in grado di inserirli nelle liste. Alla maggior parte dei palestinesi che vogliono mettere al sicuro le famiglie non resta che riuscire a trovare 5mila dollari a testa. Alcuni amici ci sono riusciti, io sto provando a mandar via le mie figlie. Quanto a me, resterò, perché sono un giornalista e questo è il mio lavoro.

(reuters)

La maggior parte di chi esce va in Egitto, in attesa che la guerra finisca, o in Turchia, che è l’unico Paese a concedere con facilità i visti ai palestinesi insieme agli Emirati. Per la verità la Malesia è l’unico Stato che non chiede affatto il visto ai palestinesi, ma per vivere lì ci vogliono molti soldi e non ci sono reti né amicali né familiari.


Rafah è ormai precipitata nel caos. Di fronte all’appartamento in cui viviamo c’è un panificio con decine di persone in fila ogni giorno. E ogni giorno scoppiano risse per il pane. Una anche mentre parlo al telefono: alcune persone hanno fatto irruzione in casa nostra cercando qualcuno che si nascondeva. Non c’è sicurezza, non c’è più un posto tranquillo. E sarà sempre peggio: risse, gang con le armi, sparatorie, arriveremo a ucciderci tra noi. Se costringi così tante persone in un’area così piccola, senza più nulla, prima o poi succede, è inevitabile. Le autorità locali, la polizia, si sono liquefatte. Non c’è più sorveglianza. Due giorni fa sono stati assaltati i camion con gli aiuti al valico di Rafah e ora gli autisti hanno paura. Non vogliono arrivare in città dopo che due di loro sono stati picchiati duramente e i loro mezzi danneggiati.

Tutto questo aggrava ancora di più la situazione dei prodotti sul mercato. C’è pochissimo cibo e quello che si trova costa tanto. Anche io ho paura. Non sono il tipo di persona che può spingere un altro essere umano per accaparrarsi il cibo al suo posto, è ridicolo, umiliante, e quindi evito le file, evito le zone troppo affollate. Dico ai ragazzi di non uscire anche se siamo vicini al mercato: è troppo pericoloso. Se dobbiamo comprare qualcosa ci andiamo in gruppi di tre o quattro e torniamo rapidamente. Le persone sono frustrate, ci sono gang armate nelle strade più isolate fuori Rafah che attaccano i camion di aiuti e entrano nelle case vuote per saccheggiarle. Abbiamo sentito Biden chiedere a Netanyahu di non invadere Rafah ma nessuno crede più agli americani. Tutti ci aspettiamo una operazione di terra molto presto se, come sembra, i negoziati sono entrati in una fase di stallo.

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