Gaza, il Principe William: “Troppi morti civili”. Critiche dai conservatori e da Farage
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - “Troppi morti civili, serve immediatamente una tregua umanitaria”. Il principe William non aveva mai usato parole così esplicite su Gaza prima di oggi, e dunque è subito polemica. Tanto che il leader euroscettico Nigel Farage lo critica duramente su X: “Perché Sua Maestà non continua a dedicarsi ai Bafta?”, ossia i premi britannici per tv e cinema che proprio ieri l’erede al trono ha presenziato.
Ma non sono le uniche note stonate. Anche il magazine conservatore Spectator si chiede: “Ha fatto bene William a immischiarsi nella vicenda di Gaza? Di certo sembra un intervento simile a quelli molto politici del padre Carlo…”. Altre critiche sono arrivate anche da un deputato conservatore, Andrew Percy, vicepresidente della Commissione contro l’Antisemitismo a Westminster: “Ai membri della Royal Family andrebbe ricordato che non dovrebbero esprimere giudizi politici”.
Le parole di William
Il caso è iniziato stamattina, quando il principe William ha pubblicato un comunicato sul…
LONDRA - “Troppi morti civili, serve immediatamente una tregua umanitaria”. Il principe William non aveva mai usato parole così esplicite su Gaza prima di oggi, e dunque è subito polemica. Tanto che il leader euroscettico Nigel Farage lo critica duramente su X: “Perché Sua Maestà non continua a dedicarsi ai Bafta?”, ossia i premi britannici per tv e cinema che proprio ieri l’erede al trono ha presenziato.
Ma non sono le uniche note stonate. Anche il magazine conservatore Spectator si chiede: “Ha fatto bene William a immischiarsi nella vicenda di Gaza? Di certo sembra un intervento simile a quelli molto politici del padre Carlo…”. Altre critiche sono arrivate anche da un deputato conservatore, Andrew Percy, vicepresidente della Commissione contro l’Antisemitismo a Westminster: “Ai membri della Royal Family andrebbe ricordato che non dovrebbero esprimere giudizi politici”.
Le parole di William
Il caso è iniziato stamattina, quando il principe William ha pubblicato un comunicato sulla guerra nella Striscia. Il primogenito di re Carlo III e Lady Diana cita immediatamente il massacro di Hamas del 7 ottobre scorso contro gli ebrei, ma poi si dice “profondamente preoccupato sui tremendi costi umani del conflitto in Medio Oriente. Ci sono stati troppi morti. Come molti altri, vorrei che questa guerra finisse il prima possibile. C’è un disperato bisogno di maggior sostegno umanitario a Gaza: è qualcosa di vitale, così come il rilascio degli ostaggi israeliani”. Per poi concludere: “Spero sempre in un futuro migliore e non mi arrenderò”.
Insomma, William auspica un cessate il fuoco immediato e, tra le righe e mai citando dettagli, in pratica esorta Israele a non attaccare a Rafah, dove si teme una catastrofe umanitaria addirittura peggiore delle quasi 30mila vittime dell’offensiva israeliana nella Striscia.
In linea con Sunak
Quello del principe non è un intervento solitario. Il Foreign Office britannico controlla ogni mossa della Royal Family in termini di politica estera. Dunque, il messaggio di William è stato approvato dal Ministero degli Esteri e conseguentemente dal governo di Rishi Sunak, come ha confermato lo stesso portavoce del primo ministro oggi pomeriggio: “Sì, i commenti del principe del Galles riecheggiano quelli dell’esecutivo nei giorni scorsi. Ciò coincide con la linea ufficiale”.
È vero che sia il Regno Unito che gli Stati Uniti di recente hanno esortato Israele a non attaccare Rafah. Lo stesso presidente americano Joe Biden ha parlato di reazione sproporzionata (“over the top”) del governo Netanyahu a Gaza. Insomma, la voce di William, che ha parlato al posto di suo padre Carlo in cura per un tumore, si aggiunge alla pressione che Washington e Londra stanno facendo su Israele affinché Rafah, dove sono accampate oltre un milione di palestinesi, non venga attaccata. E lo stesso partito laburista di Sir Keir Starmer, dopo molte pressioni dalla sua ala sinistra, domani pubblicherà a Westminster una mozione in cui si chiederà “la cessazione delle ostilità”.
Proprio ieri, William aveva incontrato i rappresentanti della Croce Rossa Britannica impegnati in Medio Oriente. Dopo il meeting, aveva ammesso di essere, da padre, “profondamente commosso”. È vero che, la settimana prossima, l’erede al trono visiterà una sinagoga e lancerà un duro monito contro l’antisemitismo. Ma certo le parole di oggi sono un altro chiaro appello in difesa dei civili palestinesi.
Cinque anni fa William fu il primo membro della Royal Family a recarsi in visita nei Territori Palestinesi Occupati per un’esperienza che “lo ha segnato per sempre”, racconta il Telegraph. Allora pregò al Muro del Pianto e giocò anche a calcio con i bambini palestinesi a Ramallah, in Cisgiordania, cui disse loro: “Vi assicuro che non sarete dimenticati”.