Ucraina, la rotta dopo la caduta di Avdiivka: “Catturati centinaia di soldati di Kiev”
di Paolo BreraLa ritirata disastrosa da Avdiivka, iniziata troppo tardi e gestita senza una sufficiente comunicazione con le proprie truppe avanzate, potrebbe essere costata a Kiev «tra 850 e 1.100 soldati catturati o dispersi». Lo hanno raccontato alcuni soldati ucraini al New York Times, che ha verificato la notizia con funzionari occidentali secondo cui i numeri «sembrano corretti». Se così fosse, il collasso tardivo e disordinato della difesa nella città ormai accerchiata rischierebbe di generare un drammatico effetto moltiplicatore sul morale già depresso dei difensori ucraini, che da due anni combattono in inferiorità numerica e materiale senza essere mai stati sostituiti.
Le forze armate ucraine finora hanno ammesso soltanto che «nella fase finale dell’operazione di ritirata», che fino a quel momento si sarebbe svolta «secondo i piani», sotto «la pressione delle forze superiori del nemico alcuni militari ucraini sono caduti prigionieri». E il portavoce del generale Oleksandr Tarnavsky, …
La ritirata disastrosa da Avdiivka, iniziata troppo tardi e gestita senza una sufficiente comunicazione con le proprie truppe avanzate, potrebbe essere costata a Kiev «tra 850 e 1.100 soldati catturati o dispersi». Lo hanno raccontato alcuni soldati ucraini al New York Times, che ha verificato la notizia con funzionari occidentali secondo cui i numeri «sembrano corretti». Se così fosse, il collasso tardivo e disordinato della difesa nella città ormai accerchiata rischierebbe di generare un drammatico effetto moltiplicatore sul morale già depresso dei difensori ucraini, che da due anni combattono in inferiorità numerica e materiale senza essere mai stati sostituiti.
Le forze armate ucraine finora hanno ammesso soltanto che «nella fase finale dell’operazione di ritirata», che fino a quel momento si sarebbe svolta «secondo i piani», sotto «la pressione delle forze superiori del nemico alcuni militari ucraini sono caduti prigionieri». E il portavoce del generale Oleksandr Tarnavsky, che è al comando del contingente impegnato in quella zona delicata del fronte, ha già bollato come «disinformazione» le notizie di un numero così elevato di soldati lasciati indietro e perduti o uccisi in azione. Ma le fonti ufficiali ucraine sarebbero ovviamente restie a diffondere una notizia così impattante sul morale delle truppe, fiaccate dalla grave carenza di armi e munizioni disponibili per fronteggiare la macchina bellica di un Paese interamente convertito a un’economia di guerra.
A Monaco di Baviera, nei giorni scorsi, il presidente Volodymyr Zelensky ha nuovamente denunciato dal palco della Conferenza sulla sicurezza la lentezza con cui i partner occidentali onorano le promesse di sostenere l’Ucraina a tempo indeterminato, una lentezza che secondo il Presidente era già costata il fallimento della controffensiva che avrebbe dovuto restituire a Kiev i territori occupati ripristinando i confini del 1991. Ma se la caduta di Avdiivka è davvero costata così cara in termini di uomini dispersi o catturati al momento in cui è scattato l’ordine di ritirarsi, alto è il rischio che ne divampi un incendio anche sul fronte interno.
La coincidenza che non passa inosservata è quella tra le difficoltà «nell’ultima fase dell’operazione», come ha ammesso il generale Tarnavsky, e l’epilogo dello scontro di poteri a Kiev con la rimozione del generale Zaluzhny dalla guida delle forze armate. Un esercito sotto pressione in tutta la linea del fronte ha finora concesso pochissimo al grande sforzo russo di conquistare terreno, ma Kiev lo affronta con le polveri spente: deve varare una mobilitazione impopolare per dare il ricambio ai soldati esausti, fatica a ottenere le munizioni promesse - per non parlare dei fondi Usa che gran parte dei repubblicani è contraria a varare - e deve ora smentire il fallimento di una ritirata che, secondo quanto risulta al New York Times, è stata gestita malissimo.
L’accusa è «la mancata esecuzione di un ritiro ordinato, e il caos venerdì e sabato col crollo delle difese». L’Ucraina «ha cercato di guadagnare tempo usando le forze operative speciali e la 3a Brigata d’assalto separata per coprire la ritirata. Ma non è riuscita a rallentare l’avanzata russa o far esfiltrare tutti i soldati ucraini», intrappolati e lasciati indietro.