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Vladimir Kara-Murza, il dissidente in carcere in Siberia, su Navalny: “Muoiono i migliori. Putin è un vecchio vendicativo, codardo e avido”

(ansa)
Il testo scritto dall’oppositore russo, condannato a 25 anni dopo l’arresto nel 2022
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Di mattina dal ricevitore per filodiffusione nella mia cella si sente cantare Vladimir Vysotskij: “Tutti ritornano, tranne quelli che sono più necessari”. Nei giornali radio ci sono notizie vuote e spropositate: qualcosa sulla classifica delle migliori case di salute in Russia e sulla nuova legge sui prestiti bancari. Solo una volta, venerdì sera, ho sentito di sfuggita: “Come riferito dalla colonia penitenziaria, ha perso i sensi al ritorno da una passeggiata”.

Mentre scrivo questo, non conosco ancora nessun dettaglio di quello che è successo a Labytnagi. Ma una cosa so con certezza e fermezza: Vladimir Putin è personalmente responsabile della morte di Aleksej Navalny. Perché Aleksej era il suo prigioniero personale. E solo su suo ordine personale potevano agire gli avvelenatori del Secondo servizio dell’Fsb, investigatori, pubblici ministeri e giudici che sbrigavano fascicoli giudiziari e sentenze; alti gradi carc…

Di mattina dal ricevitore per filodiffusione nella mia cella si sente cantare Vladimir Vysotskij: “Tutti ritornano, tranne quelli che sono più necessari”. Nei giornali radio ci sono notizie vuote e spropositate: qualcosa sulla classifica delle migliori case di salute in Russia e sulla nuova legge sui prestiti bancari. Solo una volta, venerdì sera, ho sentito di sfuggita: “Come riferito dalla colonia penitenziaria, ha perso i sensi al ritorno da una passeggiata”.

Mentre scrivo questo, non conosco ancora nessun dettaglio di quello che è successo a Labytnagi. Ma una cosa so con certezza e fermezza: Vladimir Putin è personalmente responsabile della morte di Aleksej Navalny. Perché Aleksej era il suo prigioniero personale. E solo su suo ordine personale potevano agire gli avvelenatori del Secondo servizio dell’Fsb, investigatori, pubblici ministeri e giudici che sbrigavano fascicoli giudiziari e sentenze; alti gradi carcerari che creavano condizioni da tortura.

Quest’uomo ha portato con sé la morte per tutti i 25 anni del suo potere, a partire proprio da quell’autunno in cui di notte furono fatte saltare in aria persone pacifiche che dormivano nei loro appartamenti. Poi ci sono state la Cecenia, Dubrovka, Beslan, la Georgia, la Siria, l’Ucraina.


Muoiono i migliori: i più coraggiosi, i più sinceri, i più appassionati. “Tutti ritornano, tranne quelli che sono più necessari”. E solo quel vecchio vendicativo, codardo e avido continua ancora a tenere tutti con un pugno di ferro, distruggendo chiunque in cui vede una minaccia al suo potere.

Traduzione di Aleksej Larionov

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