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“Donne casalinghe”: un referendum in Irlanda per cambiare la Costituzione del 1937

Secondo la Carta il lavoro accuditivo spetta al mondo femminile. L’8 marzo si sceglierà anche se emendare l’articolo sul matrimonio
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LONDRA — L’otto marzo prossimo potrà essere la festa soprattutto delle donne irlandesi. Perché la Repubblica voterà in un referendum ben due modifiche alla sua Costituzione, la più longeva della Ue, per essere un Paese più inclusivo. E, finalmente, le cittadine dell’Irlanda potranno prendersi una rivincita quasi secolare.

Tra due settimane “l’isola smeraldo” sceglierà infatti se emendare la sua Carta Costituzionale del 1937, scritta dall’allora presidente del consiglio esecutivo Éamon de Valera e alleati. Una modifica riguarda l’articolo 41.1.1, che parla del matrimonio. Se oggi si legge che, un po’ come in Italia, “lo Stato irlandese promette di difendere particolarmente l’istituzione del matrimonio, sul quale si fonda la famiglia, e proteggerla da ogni attacco esterno”, la nuova proposta recita: “Lo Stato riconosce la famiglia, che sia fondata sul matrimonio o altre unioni di lunga durata, come il nucleo primario, naturale e fondamentale della società”.

LONDRA — L’otto marzo prossimo potrà essere la festa soprattutto delle donne irlandesi. Perché la Repubblica voterà in un referendum ben due modifiche alla sua Costituzione, la più longeva della Ue, per essere un Paese più inclusivo. E, finalmente, le cittadine dell’Irlanda potranno prendersi una rivincita quasi secolare.

Tra due settimane “l’isola smeraldo” sceglierà infatti se emendare la sua Carta Costituzionale del 1937, scritta dall’allora presidente del consiglio esecutivo Éamon de Valera e alleati. Una modifica riguarda l’articolo 41.1.1, che parla del matrimonio. Se oggi si legge che, un po’ come in Italia, “lo Stato irlandese promette di difendere particolarmente l’istituzione del matrimonio, sul quale si fonda la famiglia, e proteggerla da ogni attacco esterno”, la nuova proposta recita: “Lo Stato riconosce la famiglia, che sia fondata sul matrimonio o altre unioni di lunga durata, come il nucleo primario, naturale e fondamentale della società”.

Il secondo ritocco alla Costituzione irlandese riguarda invece più specificatamente il ruolo della donna. Nell’attuale articolo 41.2 si legge: “Lo Stato riconosce che, passando la sua vita in casa, la donna dà alla comunità un sostegno senza il quale il bene comune non potrebbe mai essere raggiunto”. E inoltre: “Lo Stato farà sì che le madri, in caso di necessità economiche, non debbano essere obbligate a lavorare, per occuparsi invece dei loro impegni casalinghi”. Il nuovo testo, invece, rimpiazzerebbe il vecchio così: “Lo Stato riconosce l’attenzione e l’accudimento, da parte di membri di una famiglia, di altri dello stesso nucleo, perché si tratta di azioni senza le quali il bene comune non può essere raggiunto”.

Insomma, la donna non dovrà più essere, almeno per Carta costituzionale, la perenne custode del “focolare domestico”. Due passaggi oramai datati e, per molti, da cambiare. Tutti i principali partiti sono d’accordo, inclusi i tradizionali Fianna Fáil e Fine Gael che si spartiscono la coalizione di governo. Ma voteranno sì anche i repubblicani di Sinn Féin, nonostante l’ex braccio politico dei terroristi dell’Ira esiga una formulazione ancora più netta nel nuovo testo, con le spese dell’accudimento dei figli sullo Stato.

In ogni caso, è già un coro di «Yes / Yes» ai due quesiti, per i sondaggi nettamente in vantaggio di 30/40 punti e con la maggioranza assoluta in tasca. Fuori dal coro il controverso lottatore Conor McGregor, che l’altro giorno su X ha annunciato il suo «No / No», lodato anche da Elon Musk. Per il miliardario americano «McGregor sarebbe davvero un grande leader dell’Irlanda». Ma questo Paese una volta cattolicissimo, con un curriculum di storie drammatiche e misogine come nel film Madgalene, ha oramai preso un’altra strada. Soprattutto dopo i referendum che hanno sancito divorzio e matrimoni gay, nel 2015. Tuttavia, come ha notato l’autrice irlandese Dearbhail McDonald sul Guardian, “una nuova costituzione, seppur benvenuta, non cambierà la misoginia di fondo nel nostro Paese. Servono azioni concrete da parte delle donne irlandesi, come lo sciopero del sesso o quello delle islandesi kvennafrí anni fa, per cambiare davvero la storia”.

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