Lyudmila Navalnaya: “Ho visto il corpo di Aleksej e sono stata minacciata per il funerale”
di Riccardo RicciMOSCA — Lyudmila Navalnaya ha finalmente potuto vedere il corpo di suo figlio Aleksej: un momento che attendeva dall’arrivo a Kharp, avvenuto sabato scorso. In base ai documenti, ha riferito la portavoce di Navalny, la versione ufficiale è che il decesso è avvenuto per “cause naturali”. Lyudmila ha firmato il certificato di morte, ma gli investigatori si sono di nuovo rifiutati di consegnare la salma. E le hanno fatto pressione affinché accettasse un funerale segreto.
L’hanno portata all’obitorio di nascosto, la sera di mercoledì. L’avvocato ha avuto il permesso di entrare solo ieri pomeriggio. «Ho appena lasciato l’edificio del Comitato investigativo della città di Salekhard - ha raccontato Lyudmila in un videomessaggio di un minuto e mezzo pubblicato ieri sera - Ho trascorso quasi una giornata lì, da sola, con investigatori e criminologi».
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Le norme federali impongono agli investigatori di consegnare il corpo per le esequie entro due g…
MOSCA — Lyudmila Navalnaya ha finalmente potuto vedere il corpo di suo figlio Aleksej: un momento che attendeva dall’arrivo a Kharp, avvenuto sabato scorso. In base ai documenti, ha riferito la portavoce di Navalny, la versione ufficiale è che il decesso è avvenuto per “cause naturali”. Lyudmila ha firmato il certificato di morte, ma gli investigatori si sono di nuovo rifiutati di consegnare la salma. E le hanno fatto pressione affinché accettasse un funerale segreto.
L’hanno portata all’obitorio di nascosto, la sera di mercoledì. L’avvocato ha avuto il permesso di entrare solo ieri pomeriggio. «Ho appena lasciato l’edificio del Comitato investigativo della città di Salekhard - ha raccontato Lyudmila in un videomessaggio di un minuto e mezzo pubblicato ieri sera - Ho trascorso quasi una giornata lì, da sola, con investigatori e criminologi».
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Le norme federali impongono agli investigatori di consegnare il corpo per le esequie entro due giorni dall’accertamento della causa di morte. «Non l’hanno ancora fatto», ha detto Lyudimila e ha lanciato una precisa accusa: «Mi stanno ricattando, imponendomi condizioni su dove, quando e come seppellire Aleksej». La donna non sa dire se i funzionari abbiano ricevuto ordini «dal Cremlino o dall’Ufficio centrale del Comitato investigativo», ma è certa che vogliono che il funerale avvenga di nascosto: «Vogliono portarmi al margine di un cimitero, davanti a una tomba fresca e dirmi: “qui giace suo figlio”».
«Giro questo video perché hanno iniziato a minacciarmi - ha aggiunto -. Guardandomi negli occhi, dicono che se non accetto un funerale segreto, faranno qualcosa con il corpo di mio figlio». Uno degli investigatori, che nel video chiama per cognome, Voropaev, le ha ricordato che il tempo non è dalla sua parte: «Il cadavere si sta decomponendo».
Lyudmila Navalnaja il 20 febbraio si era rivolta con un videomessaggio direttamente al presidente Putin per ottenere la restituzione del corpo: «La soluzione del problema dipende solo da Lei». Contemporaneamente si è rivolta al tribunale locale per contestare l’inerzia del Comitato investigativo. L’udienza, fissata il 4 marzo, si terrà a porte chiuse.
La cerchia dei sostenitori del più popolare critico del governo non crede alla versione delle “cause naturali”, e accusa il Cremlino di coprire le tracce di un omicidio. La vedova di Aleksej Navalny, Yulia, nel messaggio del 19 febbraio con il quale ha annunciato che prenderà il posto del marito, ha lanciato una dura accusa nei confronti delle autorità: «Nascondono il suo corpo aspettando che spariscano le tracce del nuovo Novichok di Putin». Il riferimento è all’agente nervino con il quale Navalny venne avvelenato nell’estate del 2020.
L’affaire Navalny, intanto, continua a rendere ancora più tese le relazioni già tutt’altro che cordiali tra Mosca e Washington. Joe Biden - che ieri sera ha ricevuto alla Casa Bianca la vedova e la figlia dell’oppositore ucciso - ha suscitato le ire del Cremlino per aver parlato di Putin in un comizio elettorale come di «un pazzo figlio di puttana». L’ambasciata russa negli Usa ha protestato formalmente, mentre la portavoce del Cremlino Maria Zakharova ha risposto che quell’espressione «gli americani la associano meglio a suo figlio Hunter».