L’ambasciatore americano Markell: “Con l’Italia studiamo il sistema per dare all’Ucraina i fondi russi confiscati”
di Alberto D’ArgenioROMA — Per gli Stati Uniti il sequestro degli asset finanziari russi e il loro trasferimento all’Ucraina è un’opzione sul tavolo del G7 guidato dalla presidenza italiana. Lo spiega l’ambasciatore statunitense Jack Markell. A Roma dalla fine di settembre, l’ex governatore del Delaware, lo Stato di Joe Biden, è amico personale del presidente: «Mi ha mandato qui perché ritiene che le relazioni tra i nostri Paesi siano molto importanti in un mondo in cui è in corso la sfida tra democrazie e autocrazie. E i rapporti con Meloni sono molto buoni». Markell arriva al Maxxi dove inaugura la mostra fotografica “Ucraina, storie di resistenza” insieme al presidente del museo, Alessandro Giuli, allestita in occasione dei due anni di guerra. E con Repubblica alla vigilia del viaggio di Giorgia Meloni a Washington commenta lo stato delle relazioni bilaterali tra Italia e Usa: «Sono eccellenti».
Ambasciatore, l’Italia detiene la presidenza di turno del G7: gli Usa cosa si aspettano dalla premier G…
ROMA — Per gli Stati Uniti il sequestro degli asset finanziari russi e il loro trasferimento all’Ucraina è un’opzione sul tavolo del G7 guidato dalla presidenza italiana. Lo spiega l’ambasciatore statunitense Jack Markell. A Roma dalla fine di settembre, l’ex governatore del Delaware, lo Stato di Joe Biden, è amico personale del presidente: «Mi ha mandato qui perché ritiene che le relazioni tra i nostri Paesi siano molto importanti in un mondo in cui è in corso la sfida tra democrazie e autocrazie. E i rapporti con Meloni sono molto buoni». Markell arriva al Maxxi dove inaugura la mostra fotografica “Ucraina, storie di resistenza” insieme al presidente del museo, Alessandro Giuli, allestita in occasione dei due anni di guerra. E con Repubblica alla vigilia del viaggio di Giorgia Meloni a Washington commenta lo stato delle relazioni bilaterali tra Italia e Usa: «Sono eccellenti».
Ambasciatore, l’Italia detiene la presidenza di turno del G7: gli Usa cosa si aspettano dalla premier Giorgia Meloni?
«Siamo entusiasti della presidenza italiana, Roma ha preparato un programma ambizioso al quale lavorano persone molto competenti. La gamma dei temi sul tavolo è vasta. C’è tutto a partire dalla questione ucraina. Ma la bellezza del G7 è la possibilità di focalizzarci su temi più grandi dei singoli partner. Penso ad esempio ai cambiamenti climatici o all’intelligenza artificiale».
Ritiene che la presidenza italiana debba formalmente proporre di confiscare e dare all’Ucraina i circa 300 miliardi di asset russi già congelati dai partner del G7?
«Gli Stati Uniti pensano che ogni opzione debba essere sul tavolo. La Russia ha violato tutte le norme di diritto internazionale e dunque consideriamo molto importante che il G7 si focalizzi su questo aspetto».
Una simile scelta però creerebbe un precedente pericoloso per l’economia globale: è in corso un lavoro sulle implicazioni legali?
«Certo, stiamo esaminando le questioni di diritto e politiche ma voglio ripetere che è la Russia ad avere calpestato ogni norma legale».
Dunque gli Usa sostengono questa idea? Ne state parlando con Palazzo Chigi?
«Gli Stati Uniti pensano davvero che ogni opzione debba essere sul tavolo, ne stiamo parlando con tutti i Paesi del G7».
Tornando all’intelligenza artificiale, vede il rischio che venga usata per influenzare le elezioni in Europa e negli Stati Uniti attraverso la disinformazione?
«Sì, basta pensare a quanto hanno fatto finora i russi. Non c’è dubbio che l’intelligenza artificiale abbia aspetti positivi e negativi. La domanda è come massimizzare i primi e frenare i secondi».
Il G7 dovrebbe affrontare questo tema con un summit specifico a livello di leader?
«I primi due meeting ministeriali del G7 a marzo saranno su commercio e digitale: sono certo che le discussioni includeranno l’intelligenza artificiale. La premier Meloni è impegnata su questo tema con un approccio che coincide con quello degli Usa. La discussione verterà appunto su come massimizzare gli aspetti positivi dell’intelligenza artificiale e limitare quelli negativi. Il tema sarà affrontato in profondità».
La Farnesina all’ambasciatore russo: “Piena chiarezza su Navalny”. La replica: “È un affare interno”
In Europa dopo la morte di Navalny molti partiti sovranisti non hanno menzionato e tantomeno condannato Putin. Tra questi anche la Lega, forza di governo in Italia. C’è il rischio che vedendo la possibilità di un ritorno di Trump la destra torni a dichiararsi apertamente putiniana spaccando l’Occidente?
«Non intendo commentare le posizioni dei singoli politici, per gli Stati Uniti conta la risposta del governo e il governo italiano ha risposto con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha convocato l’ambasciatore russo dicendo chiaramente da che lato sta. L’esecutivo italiano dunque è stato molto netto sul sostegno all’Ucraina così come lo sono gli Stati Uniti».
Lei si è insediato a Roma da sei mesi: in questo momento come sono i rapporti tra Italia e Stati Uniti?
«La relazione tra Giorgia Meloni e il presidente Biden è molto buona. Lei lo ha già incontrato diverse volte, hanno avuto un meeting molto efficace lo scorso luglio allo Studio Ovale. Io stesso ho avuto eccellenti conversazioni con la presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri e con molti altri ministri. Il presidente mi ha detto di venire a Roma perché crede che le relazioni con l’Italia siano davvero importanti e pensa che il mondo è a un punto di non ritorno nella sfida tra democrazia e autoritarismo. In questo senso l’Italia è un importante alleato degli Stati Uniti e noi vogliamo continuare a lavorare insieme per costruire relazioni ancora più forti e un futuro migliore».
Intanto a due anni dall’inizio della guerra, a Kiev emergono difficoltà politiche e militari: l’Occidente riuscirà ancora a sostenere Kiev di fronte all’invasione russa?
«L’Unione europea ha di recente approvato un pacchetto aggiuntivo di 50 miliardi di euro per l’Ucraina e il presidente Biden ha proposto nuovi fondi in suo aiuto. C’è un significativo lavoro in corso tra i Paesi del G7 sulla ricostruzione che coinvolgerà il settore pubblico e quello privato. C’è ancora molto da fare, Putin ha mostrato al mondo la sua vera natura ma gli abbiamo risposto con la coalizione che sostiene l’Ucraina e continueremo a farlo. L’attacco a Kiev è una minaccia alla sicurezza e all’identità ucraina ed europea. L’asticella è molto alta, noi siamo democrazie e qualche volta abbiamo bisogno di tempo per andare tutti nella stessa direzione, ma sono convinto che è ciò che sta avvenendo».
A proposito dei nuovi aiuti Usa proposti dal presidente Biden: dopo essere passati al Senato, ora sono fermi alla Camera. Il Congresso riuscirà ad approvarli o Kiev resterà senza il sostegno Usa?
«Al Congresso c’è una maggioranza bipartisan in favore degli aiuti. Per il presidente è molto chiaro che la Camera approverà gli aiuti come ha fatto il Senato con molti voti repubblicani».
Il conflitto in Ucraina ha ripercussioni al di là dei confini dei due Paesi. Quanto è vitale il ruolo della Nato oggi? E c’è ancora spazio per la diplomazia o conta solo la deterrenza?
«Il ruolo della Nato continua a essere straordinariamente forte. Il messaggio di questa amministrazione – appena ribadito dalla vicepresidente Harris alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco - è sempre stato chiaro: la Nato è l’alleanza più importante che il mondo abbia mai visto. E oggi è più grande e forte che mai. Non c’è dubbio che la diplomazia continui a essere importante, ma allo stesso tempo l’impegno della Nato all’articolo 5 (il principio di mutuo soccorso militare in caso un partner venga attaccato, ndr) continua ad essere molto importante. Le due cose vanno insieme».
La centralità della Nato, del suo ombrello protettivo sull’Europa e dell’articolo 5 sarà confermata anche da una eventuale amministrazione Trump?
«Non voglio speculare su eventuali posizioni di qualsiasi altra amministrazione».
L’Italia farà parte della missione europea Aspides nel Mar Rosso per proteggere i mercantili dagli Houti: cosa ne pensano gli Usa?
«L’Italia è un partner chiave per la sicurezza. Condividiamo gli stessi obiettivi e vogliamo una de-escalation del conflitto nonché proteggere la libertà di navigazione e il commercio internazionale».
Negli Usa è appena iniziata una campagna elettorale moto dura: che esito si aspetta alle presidenziali di novembre?
«I successi della presidenza Biden sono stati fin qui straordinari e ottenuti attraverso un lavoro bipartisan. Nei prossimi mesi avremo elezioni molto interessanti tanto in America quanto in Europa: sono fiducioso sul fatto che alla fine le relazioni tra Stati Uniti e Italia saranno ancora più forti. Sono molto ottimista».