L’intelligence israeliana intercettò attività anomala di Sim israeliane a Gaza alla vigilia del 7 ottobre
di Enrico FranceschiniLONDRA – Nella notte fra il 6 e il 7 ottobre scorso, le agenzie di spionaggio di Israele rilevarono l’attivazione di un numero insolito di carte telefoniche Sim israeliane, più di mille, da parte di militanti di Hamas nella striscia di Gaza, fenomeno che poteva essere interpretato come il segnale che il gruppo jihadista palestinese stava preparando qualcosa.
"Un’esercitazione”
L’allarme fu ritenuto abbastanza serio da provocare una serie di riunioni ai vertici dell’intelligence e delle forze armate dello Stato ebraico, ma portò alla conclusione che si trattava di una esercitazione di Hamas o, al massimo, di una limitata operazione per cercare di catturare qualche ostaggio lungo il confine con Israele. Rivelata stamani dal quotidiano Haaretz di Tel Aviv, la notizia conferma quello che altre indiscrezioni avevano reso noto nei mesi scorsi: cioè che gli indizi di un attacco da parte di Hamas ci furono ma sono stati ignorati, contribuendo alla mancata prevenzione e al tardivo intervento n…
LONDRA – Nella notte fra il 6 e il 7 ottobre scorso, le agenzie di spionaggio di Israele rilevarono l’attivazione di un numero insolito di carte telefoniche Sim israeliane, più di mille, da parte di militanti di Hamas nella striscia di Gaza, fenomeno che poteva essere interpretato come il segnale che il gruppo jihadista palestinese stava preparando qualcosa.
"Un’esercitazione”
L’allarme fu ritenuto abbastanza serio da provocare una serie di riunioni ai vertici dell’intelligence e delle forze armate dello Stato ebraico, ma portò alla conclusione che si trattava di una esercitazione di Hamas o, al massimo, di una limitata operazione per cercare di catturare qualche ostaggio lungo il confine con Israele. Rivelata stamani dal quotidiano Haaretz di Tel Aviv, la notizia conferma quello che altre indiscrezioni avevano reso noto nei mesi scorsi: cioè che gli indizi di un attacco da parte di Hamas ci furono ma sono stati ignorati, contribuendo alla mancata prevenzione e al tardivo intervento nei confronti della peggiore aggressione terroristica sofferta da Israele nei suoi tre quarti di secolo di esistenza, il massacro di 1300 ebrei e la cattura di 240 ostaggi, avvenuti fra le prime ore del mattino e la sera del 7 ottobre 2023.“Il primo ministro non era a conoscenza di questo fatto fino ad oggi”, è la reazione di un portavoce di Benjamin Netanyahu.
Vertice telefonico
Fonti delle forze armate e dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno israeliano, commentano che le informazioni “su un migliaio di carte Sim israeliane attivate simultaneamente sono false e lontane dalla realtà”, sostenendo che quella notte lo spionaggio militare e civile individuò soltanto alcune “decine” di attivazioni di carte israeliane per telefonini a Gaza come era avvenuto in occasione di “altri incidenti” e che una reazione fu messa in atto, secondo la prassi. In pratica, le forze di sicurezza israeliano giudicarono i segnali rilevati “troppo deboli” per rendere necessario un allarme di ampio rilievo.
Consultazione con l’intelligence
Tuttavia, scrive Haaretz, intorno a mezzanotte vi fu una consultazione telefonica collettiva tra alcuni alti ufficiali delle forze armate e dello Shin Bet per valutare l’insolita attivazione dei telefonini e altri segnali individuati dall’intelligence. Poco dopo il generale Herzl Halevi, capo di stato maggiore dell’esercito, venne informato della consultazione. Alle 3 di notte del 7 ottobre si svolse una seconda telefonata collettiva, a cui stavolta partecipò Ronen Bar, il capo dello Shin Bet. Con l’approvazione di tutti gli ufficiali coinvolti, si decise di non autorizzare alcuna azione di grosso respiro, tranne l’invio lungo il confine con Gaza di un piccolo commando di agenti dello Shin Bet: che poche ore più tardi fu impegnato nei combattimenti in difesa di un kibbutz e vari dei suoi membri rimasero feriti. Gli alti funzionari partecipanti alla telefonata delle 3 di notte concordarono di risentirsi al mattino: ma quando si risentirono era troppo tardi, l’aggressione di Hamas era già in pieno corso e ci sarebbero volute ore prima che le forze militari necessarie per respingerla raggiunsero le località sotto attacco. “Tutti gli eventi e tutte le informazioni su quella notte saranno investigati”, afferma un portavoce del governo israeliano, “come parte dell’inchiesta avviata dallo Shin Bet e dalle forze armate”.