BERLINO – La lunga latitanza del 'fantasma' Daniela Klette si è conclusa in un appartamento del quartiere berlinese di Kreuzberg. L’ex terrorista della Raf è stata catturata lunedì sera nella capitale - peraltro con un passaporto italiano. La procura ha confermato la notizia a Spiegel e ha aggiunto che l’ex terrorista di sinistra non avrebbe opposto resistenza e sarebbe stata riconosciuta dalle impronte digitali. Nell’appartamento sarebbero state trovate munizioni. Ma probabilmente non per compiere attentati terroristici.
Anche se la Raf si è sciolta ufficialmente nel 1998, Klette si era reinventata infatti una nuova carriera criminale con altri due ex terroristi, Burkhard Garweg e Ernst-Volker Staub. Negli ultimi trent’anni il trio aveva rapinato decine di banche, supermercati e furgoni portavalori in mezza Germania del Nord incassando un bottino milionario. Secondo gli inquirenti, un modo pe…
BERLINO – La lunga latitanza del 'fantasma' Daniela Klette si è conclusa in un appartamento del quartiere berlinese di Kreuzberg. L’ex terrorista della Raf è stata catturata lunedì sera nella capitale - peraltro con un passaporto italiano. La procura ha confermato la notizia a Spiegel e ha aggiunto che l’ex terrorista di sinistra non avrebbe opposto resistenza e sarebbe stata riconosciuta dalle impronte digitali. Nell’appartamento sarebbero state trovate munizioni. Ma probabilmente non per compiere attentati terroristici.
Anche se la Raf si è sciolta ufficialmente nel 1998, Klette si era reinventata infatti una nuova carriera criminale con altri due ex terroristi, Burkhard Garweg e Ernst-Volker Staub. Negli ultimi trent’anni il trio aveva rapinato decine di banche, supermercati e furgoni portavalori in mezza Germania del Nord incassando un bottino milionario. Secondo gli inquirenti, un modo per sostenersi nella latitanza. E sembravano imprendibili: tre fantasmi che nell'era di internet erano riusciti a blindarsi in una dimensione analogica. La maggior parte delle foto che circolano sul web sono vecchie di mezzo secolo o 'rubate', sbiadite, fuori fuoco.
Ma alle indagini sul trio ha impresso una nuova spinta una recente puntata della trasmissione “Aktenzeichen X,Y ungeloest” (il “Chi l’ha visto” tedesco) che ha rinnovato un appello a fornire indizi sui latitanti e ha raccolto 250 nuovi indizi. Il portavoce della polizia berlinese, Benjamin Jendro, ha fatto sapere che “l’arresto di una terrorista del calibro di Daniela Klette dimostra che lo Stato non molla e non rinuncia a cercare chiunque metta a rischio la vita democratica del Paese”.
La sessatantaseienne apparteneva alla terza generazione della Raf, il gruppo terroristico che dagli anni Settanta alla metà dei Novanta si macchiò di 33 omicidi politici tra cui il capo della Deutsche Bank Alfred Herrhausen, l’Avvocato generale Siegfried Buback ma soprattutto il capo della confindustria tedesca (Bdi) Hanns Martin Schleyer, che fu rapito e assassinato nel 1977 provocando una delle crisi più drammatiche degli anni di piombo. Klette non sarà giudicata per atti terroristici: la terza generazione della Raf è ritenuta responsabile, ad esempio, di aver piazzato una bomba nel carcere di Weiterstadt, in Assia, ma quei reati sono già prescritti. Andrà a processo, però, per miriadi di rapine a mano armata in Nordreno-Westfalia e Bassa Sassonia. E la caccia agli altri due complici, intanto, continua.