J.K. Rowling torna all’attacco: “I killer trans sono uomini. Non chiamatele donne”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - J.K. Rowling torna all’attacco contro il politicamente corretto e le associazioni transgender, in un tweet che ha già fatto il giro del mondo e che si conclude con: “Sono così stufa di questa merda. Questi non sono i nostri crimini!”. Ossia, i crimini delle donne.
La scrittrice inglese e “madre” di Harry Potter stavolta si è scagliata contro un servizio di Sky News UK che ha qualificato semplicemente come “donna” Scarlet Blake, una 26enne transgender che ieri è stata condannata all’ergastolo per l’omicidio, il 24 luglio 2021 a Oxford, di un 30enne, Jorge Martin Carreno: ex impiegato della Bmw, venne adescato da Blake che lo uccise lungo la riva del fiume. Non solo. Blake aveva già torturato, decapitato e maciullato un gatto, ispirandosi per i suoi crimini – secondo il suo resoconto – a una serie su Netflix, "Don't F*** With Cats”.
“Questa non è una donna! Questi non sono i nostri crimini”, scrive su Rowling su X. La romanziera sottolinea inoltre una contraddizione: Blake, non…
LONDRA - J.K. Rowling torna all’attacco contro il politicamente corretto e le associazioni transgender, in un tweet che ha già fatto il giro del mondo e che si conclude con: “Sono così stufa di questa merda. Questi non sono i nostri crimini!”. Ossia, i crimini delle donne.
La scrittrice inglese e “madre” di Harry Potter stavolta si è scagliata contro un servizio di Sky News UK che ha qualificato semplicemente come “donna” Scarlet Blake, una 26enne transgender che ieri è stata condannata all’ergastolo per l’omicidio, il 24 luglio 2021 a Oxford, di un 30enne, Jorge Martin Carreno: ex impiegato della Bmw, venne adescato da Blake che lo uccise lungo la riva del fiume. Non solo. Blake aveva già torturato, decapitato e maciullato un gatto, ispirandosi per i suoi crimini – secondo il suo resoconto – a una serie su Netflix, "Don't F*** With Cats”.
“Questa non è una donna! Questi non sono i nostri crimini”, scrive su Rowling su X. La romanziera sottolinea inoltre una contraddizione: Blake, nonostante venga definita ufficialmente come donna transgender, sconterà la sua pena (che potrà essere ridotta fino a un minimo di 24 anni di reclusione) in un carcere maschile in Inghilterra. “Gli attivisti trans stanno già chiedendo che questa sadica persona venga incarcerata in una prigione per donne”, argomenta Rowling, “le statistiche del crimine sono inutili se le violenze e aggressioni sessuali sono commessi da uomini classificati come donne. La disinformazione deviata dall’ideologia non è giornalismo”.
La polemica si è estesa anche al giornale progressista Guardian. Che in un suo articolo online ieri aveva altrettanto descritto Scarlet Blake come “donna” e non donna trans o transgender. Ciò ha scatenato anche la reazione di una celebre giornalista inglese, Louise Tickle. La quale ha scritto per oltre vent’anni per il quotidiano e che ora ha annunciato di boicottarlo, in una lunga lettera alla direttrice Katharine Viner, in cui si legge: “Non contribuirò più al Guardian fino a quando quest’ultimo non si deciderà a pubblicare i fatti e la smetterà di ingannare i suoi lettori”. Il giornale ha risposto che Scarlet Blake era stata definita “donna” soltanto in una prima versione dell’articolo online, in quanto ripreso direttamente da una agenzia di stampa. In un secondo momento, è stata aggiunta la parola “transgender”.
È oramai di lunga data la battaglia online tra Rowling e gli attivisti Lgbtq+, che in passato l’hanno bollata come “transfobica” e “Terf” (trans-exclusionary radical feminist), ossia "una femminista radicale che discrimina le donne transgender". L’anno scorso la celebre scrittrice aveva criticato duramente la decisione di una corte scozzese di ammettere in un carcere femminile uno stupratore biologicamente maschio ma poi diventato donna trans, per scontrarsi con l’allora prima ministra a Edimburgo, Nicola Sturgeon, che alla fine fu costretta a fare retromarcia. La clamorosa caduta della leader iniziò proprio da questo caso e da un disegno di legge (poi mai approvato) per il cambio facile di gender, con una semplice autocertificazione, dall’età di 16 anni.