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“Soldati occidentali in Ucraina”, il piano Macron per una coalizione militare di “volenterosi”. Usa, Ue e Nato contrari. Il Cremlino: “Sarebbe guerra diretta”

Per una Ue autonoma in caso di ritorno di Trump, il leader francese pensa a non a una missione Nato – che comporterebbe il rischio di guerra mondiale – ma un gruppo di paesi volontari al fianco di Kiev. Gli Usa: “Non ci sono piani in merito”. Tajani, “sono contrario”. Ma il Regno Unito meno netto: “No all’invio di truppe in massa”
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PARIGI – Emmanuel Macron cambia passo sulla guerra in Ucraina. Se i toni contro la Russia sono diventati più duri negli ultimi dieci giorni, il leader francese ha messo ieri sul tavolo anche un'ipotesi che finora era sempre rimasta una linea rossa invalicabile: l'invio di truppe occidentali per aiutare l'esercito ucraino. E' uno scenario ancora remoto, come ha ammesso lo stesso capo di Stato. "Oggi non c'è un consenso per inviare in maniera ufficiale, assumendosene la responsabilità, delle truppe di terra. Ma in prospettiva, nulla deve essere escluso” ha spiegato Macron alla fine del vertice in sostegno dell'Ucraina convocato all'Eliseo con una ventina di capi di Stato e di governo, soprattutto dell’Ue.

(reuters)

Il summit di ieri – al quale non ha partecipato Meloni, ma il viceministro Cirlielli dopo l’assenza di Macron al G7 di Kiev guidato dalla premier – stato organizzato in pochi giorni da Mac…

PARIGI – Emmanuel Macron cambia passo sulla guerra in Ucraina. Se i toni contro la Russia sono diventati più duri negli ultimi dieci giorni, il leader francese ha messo ieri sul tavolo anche un'ipotesi che finora era sempre rimasta una linea rossa invalicabile: l'invio di truppe occidentali per aiutare l'esercito ucraino. E' uno scenario ancora remoto, come ha ammesso lo stesso capo di Stato. "Oggi non c'è un consenso per inviare in maniera ufficiale, assumendosene la responsabilità, delle truppe di terra. Ma in prospettiva, nulla deve essere escluso” ha spiegato Macron alla fine del vertice in sostegno dell'Ucraina convocato all'Eliseo con una ventina di capi di Stato e di governo, soprattutto dell’Ue.

(reuters)

Il summit di ieri – al quale non ha partecipato Meloni, ma il viceministro Cirlielli dopo l’assenza di Macron al G7 di Kiev guidato dalla premier – stato organizzato in pochi giorni da Macron, su richiesta di Volodymyr Zelensky venuto a Parigi il 16 febbraio per firmare il patto bilaterale. L'idea era smentire l’idea che gli europei si sentono “doom and gloom”, disfattisti e tristi, come qualcuno sussurrava alla conferenza per la sicurezza di Monaco. “Faremo tutto quello che serve affinché la Russia non possa vincere questa guerra” ha detto Macron, rompendo l'ultimo tabù, quello di un coinvolgimento di soldati occidentali sul territorio ucraino. Uomini in divisa che si ritroverebbero a combattere contro l'esercito russo.

Secondo le prime informazioni ufficiose, il leader francese non avrebbe in testa una missione Nato – che comporterebbe subito il rischio di un conflitto mondiale – ma una coalizione di paesi volontari che deciderebbero di mandare un contingente internazionale di soldati al fianco di Kiev. La Francia ha dovuto smentire qualche settimana fa le accuse della Russia di avere inviato dei suoi mercenari in Ucraina, anche se è noto che molti paesi occidentali hanno sul campo forze speciali per addestramenti e operazioni di sicurezza.

L'ipotesi di un contingente con bandiera Ue o di un gruppo più ristretto di nazioni, come ha riconosciuto lo stesso Macron, non ha creato consenso tra i partner riuniti ieri all'Eliseo. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ancora prima di entrare nel summit, ha escluso l'invio di truppe tedesche. Eppure il leader francese ha insistito nella conferenza stampa dopo la riunione, non sbilanciandosi completamente su un impegno concreto della Francia ma sostenendo di voler mantenere una "ambiguità strategica”, nel tentativo di destabilizzare le certezze di Vladimir Putin.

La tiepida accoglienza dei partner è stata minimizzata da Macron secondo cui in due anni di guerra molti tabù sono già stati infranti davanti a un'aggressione militare russa sempre più brutale. "Vi ricordo che qualcuno ha cominciato due anni fa dicendo : invieremo sacchi a pelo e caschi” ha ironizzato il leader francese, con un chiaro riferimento alla Germania. Nell'urgenza della situazione in Ucraina, Macron si è impegnato con altri paesi a velocizzare l'invio di munizioni con gli altri partner europei. Esiste un piano presentato dal premier della Repubblica Ceca per l’acquisto da paesi terzi a cui la Francia è favorevole.

In un messaggio ai leader riuniti all'Eliseo, Zelensky ha denunciato il fatto che del milione di munizioni promesse solo un terzo è effettivamente arrivato a Kiev. L'altra decisione annunciata a Parigi è quella di creare una nuova coalizione di paesi in grado di fornire all'Ucraina missili e bombe di media e lunga portata. La Germania, ancora ieri tramite Scholz, ha ribadito che per ora non vuole consegnare i missili Taurus, come invece hanno fatto Francia e Regno Unito. Con il summit di Parigi, Macron tenta di posizionare la sua leadership nella fase di incertezza che precede le elezioni americane, e gli aiuti Usa per l'Ucraina ancora bloccati dal Congresso. "Dobbiamo imparare a fare da soli” ha spiegato il capo di Stato che venerdì ha avuto un colloquio telefonico con Joe Biden.

Un funzionario della Casa Bianca ha detto a Reuters, come riporta sul suo sito, che gli Stati Uniti non hanno intenzione di inviare truppe a combattere in Ucraina e che non ci sono nemmeno piani per inviare truppe della Nato a combattere in Ucraina. Frena anche l’Unione europea: “Un simile piano non è mai stato discusso a livello Ue”. Pure il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha affermato che “non ci sono piani per truppe da combattimento Nato sul terreno in Ucraina". Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha affermato che "quando si parla di inviare truppe bisogna essere molto prudenti perché non dobbiamo far pensare che siamo in guerra con la Russia: nel mio giudizio personale non sono favorevole ad inviare truppe italiane a combattere in Ucraina". Meno netto il Regno Unito, con il governo Sunak che riguardo all’idea di inviare truppe in Ucraina risponde: “Non su larga scala”.

Dal canto suo il Cremlino ha reagito affermando (e minacciando) che gli occidentali “devono essere consapevoli” che l’invio di truppe in Ucraina “non sarebbe nel loro interesse”. Peskov, il portavoce di Putin, ha aggiunto che in uno scenario simile la guerra diretta tra Nato e Russia sarebbe “inevitabile”. Uno scenario apocalittico.

Intanto, secondo il presidente polacco, Andrzej Duda, che era presente al summit di Parigi, l'idea di Macron non ha raccolto entusiasmo tra i partner. Stando alla radio polacca, avrebbe affermato che “la discussione più accesa si è svolta intorno alla questione dell'invio di soldati in Ucraina e non c'è stato assolutamente alcun accordo". Contrario anche il capogruppo all’Europarlamento e presidente del Ppe, la prima famiglia politica del Continente, Manfred Weber: “L'Ue deve fare tutto il possibile per aiutare l'Ucraina contro la Russia, dobbiamo sostenerli con tutti i mezzi ma la questione chiave è che l'Europa e i singoli Paesi devono rimanere fuori dalla guerra, non diventarne parte. Per noi è una linea rossa, che non va oltrepassata".

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