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Il discorso di Navalnaya a Strasburgo tra le defezioni della destra: “Putin non è un politico ma un maledetto mafioso”

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La moglie di Navalny, accolta all’europarlamento da una standing ovation, ha comunicato che i funerali si terranno venerdì. Freddi i rappresentanti di Identità&Democrazia, il gruppo di estrema destra di cui fa parte anche la Lega. Per Fratelli d’Italia parla Procaccini
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STRASBURGO – “Putin ha ucciso mio marito, Aleksej Navalny. Su suo ordine è stato torturato per tre anni: è stato fatto morire di fame in una minuscola cella di cemento, tagliato fuori dal mondo esterno. Gli sono state negate visite, telefonate e persino lettere. E poi lo hanno ucciso e anche dopo hanno abusato del suo corpo e hanno abusato di sua madre".

Quando Yulia Navalnaya, la moglie di Aleksej Navalny, entra nell’aula di Strasburgo tutti gli europarlamentari presenti si alzano in piedi e le tributano una standing ovation. Purtroppo, però, non tutti gli scranni erano occupati. Molte le assenze. Soprattutto tra i banchi della destra. Anche gli applausi che per una decina di volte interrompono il discorso della vedova di Navalny segnano una differenza all’interno dell’emiciclo: i meno impegnati sono sicuramente i rappresentanti di Identità&Democrazia, il gruppo di estrema destra di cui fa parte anche la Lega. Ma anche tra le fila dei Conservatori di Ecr (tranne gli italiani…

STRASBURGO – “Putin ha ucciso mio marito, Aleksej Navalny. Su suo ordine è stato torturato per tre anni: è stato fatto morire di fame in una minuscola cella di cemento, tagliato fuori dal mondo esterno. Gli sono state negate visite, telefonate e persino lettere. E poi lo hanno ucciso e anche dopo hanno abusato del suo corpo e hanno abusato di sua madre".

Quando Yulia Navalnaya, la moglie di Aleksej Navalny, entra nell’aula di Strasburgo tutti gli europarlamentari presenti si alzano in piedi e le tributano una standing ovation. Purtroppo, però, non tutti gli scranni erano occupati. Molte le assenze. Soprattutto tra i banchi della destra. Anche gli applausi che per una decina di volte interrompono il discorso della vedova di Navalny segnano una differenza all’interno dell’emiciclo: i meno impegnati sono sicuramente i rappresentanti di Identità&Democrazia, il gruppo di estrema destra di cui fa parte anche la Lega. Ma anche tra le fila dei Conservatori di Ecr (tranne gli italiani) non appaiono certo entusiasti.

"Il funerale – inizia la signora Navalnaya visibilmente commossa - avrà luogo venerdì e non so ancora se sarà pacifico o se la polizia arresterà coloro che saranno venuti a salutare Aleksej".

Il suo obiettivo è quello di tenere viva la battaglia del marito e fare in modo che l’opposizione russa non si disperda. E ovviamente di sconfiggere Vladimir Putin. "Molti – prosegue - hanno la sensazione che Putin non possa essere sconfitto. E in questa disperazione mi chiedono: come posso aiutarvi? Sto pensando a come Aleksej risponderebbe a questa domanda. Cercherò di rispondere, ma per farlo devo raccontarvi un pò com'era lui. Aleksej era un inventore".

La sua ricetta è allora semplice: per battere il presidente russo serve “fantasia” e non si può essere “noiosi”. L’esempio di Navalnaya prende spunto dalle prossime elezioni europee: “Molti di voi faranno campagna elettorale, incontrando elettori, rilasciando interviste, girando spot pubblicitari. Ora immaginate che tutto questo sia impossibile. Nessuna emittente televisiva vi farà un'intervista. Nessun denaro al mondo può aiutarvi con uno spot. Tutti gli elettori che si sono presentati alle riunioni saranno arrestati insieme al candidato. Benvenuti nella Russia di Putin. Aleksej usava la fantasia".

A suo giudizio, è inutile pensare che una risoluzione o un pacchetto ulteriori di sanzioni possano abbattere il Cremlino perché quello è “un uomo di principi senza morale e senza regole". Navalnaya di tanto in tanto deve fermarsi per gli applausi ma soprattutto per contenere l’emozione. “Non avete a che fare con un politico – insiste - ma con un maledetto mafioso. Putin è il leader di un gruppo criminale organizzata. Tra loro ci sono avvelenatori e assassini, ma sono tutti solo burattini. La cosa più importante sono le persone vicine a Putin, i suoi amici, collaboratori e custodi del denaro della mafia". Bisogna semmai stare attenti alla stanchezza, all’idea di chi sostiene che “bisognerà comunque mettersi d'accordo...'".

Attenzione, è il suo appello, non è così: “In questa lotta avete alleati affidabili. Ci sono decine di milioni di russi che sono contro Putin, contro la guerra, contro il male che porta. Non dovete perseguitarli, al contrario, dovete lavorare con loro. Con noi". Soprattutto, "Putin deve rispondere di ciò che ha fatto al mio Paese, a un Paese vicino e pacifico e di quel che ha fatto ad Aleksej. Mio marito non vedrà come sarà la bella Russia del futuro, ma noi dobbiamo vederla. E io farò del mio meglio perché il suo sogno si realizzi, perché il male cada e questo bel futuro arrivi".

Dopo il suo discorso un lungo abbraccio con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Poi gli interventi dei gruppi. Tutti a suo sostegno. I&D e Ecr, però, fanno intervenire i loro esponenti meno filorussi: per I&D un eurodeputato estone, Jaak Madison, cioè un rappresentante di un Paese baltico storicamente avversario della Russia e per Ecr, l’italiano “meloniano” Nicola Procaccini.

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