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Navalnaya contro Putin: “È un mafioso”. Braccio di ferro alla vigilia dei funerali

(afp)
I timori per le esequie di Navalny: “Non so se saranno pacifiche”. A Strasburgo ovazione per Yulia
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MOSCA-STRASBURGO – «Putin ha ucciso mio marito, Aleksej Navalny». Quando Yulia Navalnaya entra nell’aula di Strasburgo tutti gli europarlamentari presenti si alzano in piedi e le tributano una standing ovation. Purtroppo, però, non tutti gli scranni sono occupati. Molte le assenze. Soprattutto tra i banchi della destra.

Anche gli applausi che interrompono il discorso della vedova di Navalny segnano la differenza: i meno impegnati sono i rappresentanti di Identità&Democrazia, il gruppo di estrema destra di cui fa parte anche la Lega. Ma pure tra le fila dei Conservatori di Ecr non c’è grande entusiasmo. L’obiettivo di Yulia è tenere viva la battaglia del marito. E ovviamente sconfiggere Vladimir Putin. «Molti – prosegue - hanno la sensazione che Putin non possa essere sconfitto. E in questa disperazione mi chiedono: come posso aiutarvi?». La sua ricetta è allora semplice: «Aleksej era un inventore» e per battere il presidente russo serve «fantasia», non si può essere «noiosi».…

MOSCA-STRASBURGO – «Putin ha ucciso mio marito, Aleksej Navalny». Quando Yulia Navalnaya entra nell’aula di Strasburgo tutti gli europarlamentari presenti si alzano in piedi e le tributano una standing ovation. Purtroppo, però, non tutti gli scranni sono occupati. Molte le assenze. Soprattutto tra i banchi della destra.

Anche gli applausi che interrompono il discorso della vedova di Navalny segnano la differenza: i meno impegnati sono i rappresentanti di Identità&Democrazia, il gruppo di estrema destra di cui fa parte anche la Lega. Ma pure tra le fila dei Conservatori di Ecr non c’è grande entusiasmo. L’obiettivo di Yulia è tenere viva la battaglia del marito. E ovviamente sconfiggere Vladimir Putin. «Molti – prosegue - hanno la sensazione che Putin non possa essere sconfitto. E in questa disperazione mi chiedono: come posso aiutarvi?». La sua ricetta è allora semplice: «Aleksej era un inventore» e per battere il presidente russo serve «fantasia», non si può essere «noiosi».

(reuters)

Navalnaya di tanto in tanto deve fermarsi per contenere l’emozione. «Non avete a che fare con un politico – insiste riferendosi a Putin - ma con un maledetto mafioso. È il leader di un gruppo criminale organizzato». Bisogna semmai stare attenti alla stanchezza, all’idea di chi sostiene che «bisognerà comunque mettersi d’accordo...». Attenzione, è il suo appello, non è così: «Milioni di russi sono con noi» e il ras di Mosca «deve rispondere di ciò che ha fatto al mio Paese, a un Paese vicino e pacifico e di quel che ha fatto ad Aleksej. Io farò del mio meglio perché il suo sogno si realizzi, perché il male cada e questo bel futuro arrivi».

(afp)

Dopo il suo discorso, un lungo abbraccio con la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Poi gli interventi dei gruppi. Tutti a suo sostegno. I&D e Ecr, però, fanno intervenire i loro esponenti meno filorussi: per I&D un eurodeputato estone, Jaak Madison, cioè un rappresentante di un Paese baltico storicamente avversario della Russia e per Ecr, l’italiano “meloniano” Nicola Procaccini.

Domani si terranno i funerali e Navalnaya prevede il peggio: «Io non so ancora se sarà pacifico o se la polizia arresterà coloro che saranno venuti a salutare Aleksej».

La cerimonia, annuncia Kira Jarmish, si svolgerà nella Chiesa dell’Icona della Madre di Dio “Allevia le mie tristezze” nel quartiere di Marino, Sud-Ovest di Mosca, dove Navalny visse. L’oppositore sarà poi sepolto nel vicino cimitero Borisovskoe, da giorni pattugliato dalla polizia. Sembra una vittoria. Ma non è così.

Le autorità, spiega Zhdanov, capo della Fondazione anti-corruzione Fbk, continuano a premere per un «tranquillo funerale di famiglia». E vorrebbero anche «forzare lo spostamento dell’addio al cimitero Khovanskoe». La famiglia è già stata costretta ad accettare diversi compromessi. Avrebbe voluto che il funerale si tenesse oggi, ma «non c’era una sola persona che potesse scavare una fossa»: non si voleva oscurare l’annuale intervento di Putin alle Camere riunite. La cerimonia, perciò, è stata posticipata di un giorno. E, nonostante le affannose ricerche, non si è trovata una camera ardente. Non ci sarà dunque una commemorazione civile, ma soltanto il funerale russo ortodosso. A dirla tutta non è neppure certo che la cerimonia si terrà. «In teoria gli agenti dell’Fsb potrebbero fare pressione sugli ecclesiastici. Allora ci saluteremo o al cimitero o in un’altra chiesa. La gente ha il diritto di dire addio ad Aleksej», spiega Zhdanov, ma ammette: «Le autorità ricattano di nuovo i parenti: o organizzate un funerale di famiglia tranquillo o non sarà affatto possibile dire addio».


Su X, Navalnaya se la prende con Putin e con il sindaco di Mosca Sergej Sobjanin. Sui social si corre già ai ripari. Circola un prontuario delle misure da adottare per evitare l’arresto: niente nastri o bandiere, niente poster di Fbk o di Navalny considerati “estremisti” e perciò fuorilegge. Ma le forze di polizia stanno giocando di anticipo. Bussano alle case di chi ha deposto fiori per Navalny e li minaccia. E un video mostrato nelle scuole avverte delle «terribili» conseguenze se si partecipa a proteste non autorizzate. Tutto fa presagire che, domani, si arriverà allo scontro.

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