Francia, la svolta di Macron: sì al diritto d’aborto nella Costituzione
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Con l'approvazione del Senato ieri, manca ora un ultimo passo affinché la Francia diventi il primo Paese ad autorizzare esplicitamente l'aborto nella sua Costituzione. Emmanuel Macron ha già annunciato di voler riunire lunedì le due Camere, Assemblée Nationale e Senato, nel Congresso che dovrà dare il via libera definitivo alla modifica costituzionale. Il progetto di legge francese presentato dalla maggioranza intende sancire la "libertà garantita alla donna di ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza".
«Un passo storico», si è congratulato Macron che ha poi subito convocato il Congresso a Versailles per lunedì. Nonostante le riserve di alcuni senatori di centro-destra, che detengono la maggioranza nella Camera alta, il Senato ha votato a favore della "libertà garantita" per l'interruzione volontaria di gravidanza, senza modificare il testo del governo. L'emendamento costituzionale, già adottato quasi all'unanimità dall'Assemblea nazionale, ha ricevuto il sosteg…
PARIGI - Con l'approvazione del Senato ieri, manca ora un ultimo passo affinché la Francia diventi il primo Paese ad autorizzare esplicitamente l'aborto nella sua Costituzione. Emmanuel Macron ha già annunciato di voler riunire lunedì le due Camere, Assemblée Nationale e Senato, nel Congresso che dovrà dare il via libera definitivo alla modifica costituzionale. Il progetto di legge francese presentato dalla maggioranza intende sancire la "libertà garantita alla donna di ricorrere all'interruzione volontaria della gravidanza".
«Un passo storico», si è congratulato Macron che ha poi subito convocato il Congresso a Versailles per lunedì. Nonostante le riserve di alcuni senatori di centro-destra, che detengono la maggioranza nella Camera alta, il Senato ha votato a favore della "libertà garantita" per l'interruzione volontaria di gravidanza, senza modificare il testo del governo. L'emendamento costituzionale, già adottato quasi all'unanimità dall'Assemblea nazionale, ha ricevuto il sostegno di 267 voti contro 50 al Senato.
"Una nuova pagina dei diritti delle donne", ha commentato entusiasta il ministro della Giustizia Eric Dupond-Moretti, che ha difeso in Parlamento la legge. La senatrice ecologista Mélanie Vogel ha pianto di commozione quando è stata annunciata l'approvazione. "Questa è un'immensa vittoria femminista" ha detto Vogel, "un messaggio inviato alle femministe di tutto il mondo". Aurore Bergé, viceministra per la Parità, ha sottolineato: “Sono figlia di una madre che ha rischiato la prigione e la morte per abortire illegalmente. E sono la madre di una figlia che voglio vedere crescere libera. Libera di disporre del suo corpo”. In tempi di revisionismo dei diritti, in cui diverse conquiste delle donne vengono minacciate, la scelta della Francia è soprattutto simbolica.
La proposta di legge è stata applaudita da gran parte delle opposizioni in Parlamento e ha trovato consensi anche nell'opinione pubblica. L'approvazione da parte del Congresso potrebbe arrivare quattro giorni prima dell'8 marzo, un altro simbolo. Per l'adozione finale sarà necessaria una maggioranza di tre quinti dei parlamentari nella prestigiosa sala del Congresso del Castello di Versailles.
L'ultima revisione della Costituzione francese risale al 2008. Di fronte alle sfide al diritto all'aborto negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei, Macron ha fatto di questa riforma una delle sue priorità, ottenendo un testo di compromesso nonostante la mancanza di una maggioranza in entrambe le camere. Durante il dibattito all’Assemblée Nationale, destra ed estrema destra si sono divise. Nei Républicains una quarantina di deputati (su sessantadue) avevano votato a favore, mentre un terzo si è opposto. Nel gruppo del Rassemblement National di Marine Le Pen (88 deputati) dodici si sono pronunciati contro e quattordici si sono astenuti. Il Senato è stato il più difficile da convincere: i tre leader della maggioranza del Senato - il presidente del Senato Gérard Larcher, i capigruppo dei Républicains Bruno Retailleau e dei centristi Hervé Marseille - erano contrari alla riforma. L'emendamento che eliminava la parola "garanzia" è stato infine respinto con oltre cento voti di scarto, così come un'altra proposta di inserire nella Costituzione la clausola di coscienza per gli operatori sanitari autorizzati a rifiutarsi di praticare un aborto.
La mobilitazione di associazioni e parlamentari impegnati nella riforma, nonché le pressioni esterne, hanno portato a creare una maggioranza anche al Senato. In previsione di questo voto pieno di suspense, mercoledì si sono tenute diverse manifestazioni a favore della legge ma anche da movimenti contrari. Qualche giorno fa la tv dell’ultradestra CNews, di proprietà di Vincent Bolloré, aveva fatto un servizio parlando dell’aborto come della “prima causa di morte nel mondo”, salvo poi scusarsi.