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Meloni in missione da Biden, ma prepara un vertice con Al Sisi sul piano per l’Africa

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Oggi l’incontro nello Studio Ovale: in agenda le crisi di Gaza e Ucraina. Gli Usa premono per cedere a Kiev i fondi di Mosca congelati
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WASHINGTON — Si presenterà al cospetto di Joe Biden quando in Italia saranno appena scoccate le sette della sera. E sarà la prima visita negli Stati Uniti nelle vesti di presidente del G7. Una missione delicata, per Giorgia Meloni. Un equilibrismo, vista la sintonia di una premier di destra con l’amministrazione democratica, a pochi mesi da presidenziali che potrebbero sancire il ritorno dell’antico amico Donald Trump. Per questo, alla vigilia la nostra diplomazia ha insistito soprattutto su un punto: non si tratta di una missione bilaterale come quella del luglio scorso, che portò la leader a incontrare anche l’opposizione repubblicana al Congresso, ma di un viaggio in vista del summit in Puglia.

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Fin qui la forma. Quanto alla sostanza, pesa soprattutto la crisi in Medio Oriente. Meloni intende infatti sfruttare il colloquio nello Studio Ovale per raccordarsi con il presidente degli Stati Uni…

WASHINGTON — Si presenterà al cospetto di Joe Biden quando in Italia saranno appena scoccate le sette della sera. E sarà la prima visita negli Stati Uniti nelle vesti di presidente del G7. Una missione delicata, per Giorgia Meloni. Un equilibrismo, vista la sintonia di una premier di destra con l’amministrazione democratica, a pochi mesi da presidenziali che potrebbero sancire il ritorno dell’antico amico Donald Trump. Per questo, alla vigilia la nostra diplomazia ha insistito soprattutto su un punto: non si tratta di una missione bilaterale come quella del luglio scorso, che portò la leader a incontrare anche l’opposizione repubblicana al Congresso, ma di un viaggio in vista del summit in Puglia.

(reuters)

Fin qui la forma. Quanto alla sostanza, pesa soprattutto la crisi in Medio Oriente. Meloni intende infatti sfruttare il colloquio nello Studio Ovale per raccordarsi con il presidente degli Stati Uniti in vista di una delicata missione internazionale che sta pianificando: entro metà marzo si recherà in Egitto da Al Sisi. Lo farà per discutere di Piano Mattei. Ma sarà lì pure in veste di presidente del G7. Per portare l’esigenza di una tregua, cara agli interessi italiani. E per reclamare una mediazione del Cairo, attore cruciale in Medio Oriente.


È il giorno delle cento vittime colpite a Gaza dall’esercito israeliano mentre erano in fila per gli aiuti. Meloni commenta l’accaduto reclamando un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi: «È urgente che Israele accerti la dinamica e le relative responsabilità. Le nuove e numerose vittime civili impongono di intensificare immediatamente gli sforzi sui negoziati in atto». Ecco, la visita in Egitto si collega proprio a un punto chiave dell’agenda del G7: la crisi in Medio Oriente. Meloni punta a ricevere indicazioni sul piano di lungo termine, visto che gli europei hanno bisogno di certezze sulla governance futura della regione. La road map di cui ha parlato l’ambasciatrice Usa all’Onu coincide in buona parte con quella del capo della Cia Burns: tregua di 6 settimane per la liberazione degli ostaggi, quindi un negoziato sullo Stato palestinese.
(ansa)

Ma c’è ovviamente anche l’Ucraina al centro dell’incontro di oggi. La presidente del Consiglio arriva negli Stati Uniti cercando conferme del coinvolgimento americano. Noi - è il messaggio- ci siamo impegnati, ora non abbandonateci e approvate il pacchetto di aiuti, bloccato finora alla Camera dai repubblicani di Trump. La prospettiva resta quella di un negoziato tra Kiev e Mosca, ma da una posizione di forza. È già tardi, insomma, e le armi devono arrivare prima della primavera. L’altro nodo riguarda l’utilizzo dei fondi sequestrati alla Russia per finanziare gli ucraini. Gli Usa premono per sbloccarli, ma ci sono resistenze europee, soprattutto dalla Francia, emerse anche a margine del vertice dei ministri finanziari del G20.

Se gli Stati Uniti provano a sciogliere il nodo di Kiev, l’Italia è proiettata soprattutto sull’Africa. L’idea di Meloni è rendere la questione centrale nel summit di giugno, anche perché il Piano Mattei stenta a decollare. Il disimpegno di Washington allarma Roma, visto che invece la penetrazione russa e cinese sembra intensificarsi. La richiesta che la premier porterà a Biden si può riassumere in un appello: tornate a impegnarvi nel continente.

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