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Katarina Barley: “I manganelli a Pisa non si possono ignorare. Meloni? È un ‘Giano bifronte’”

Harald Krichel 

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La spitzenkandidatin della Spd lancia un avvertimento a Weber in un’intervista a Repubblica: “I popolari non si alleino con l’estrema destra”
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ROMA – Il congresso del Pse è servito a tirare ancora una volta una linea rossa a destra, ma Katarina Barley manda un messaggio molto chiaro anche al Ppe. Per la spitzenkandidatin della Spd i Popolari dovrebbero evitare accordi con partiti che non rinneghino chiaramente il fascismo. E, a proposito di postfascisti, la vicepresidente del Parlamento europeo spara alzo zero su Giorgia Meloni: Barley è allarmata dalle manganellate a Pisa ma anche dalla replica di Meloni a Mattarella. L’ex ministra della Giustizia ritiene anche “inquietante” la riforma del premierato e la repressione dei diritti in Italia. Giorgia Meloni “è un Giano bifronte”, conclude: moderata solo sul palcoscenico europeo. Barley presenta anche le priorità per la sua campagna elettorale: lotta per i diritti dei lavoratori, rafforzamento dei sindacati e difesa della democrazia.

Barley, i Popolari europei e il loro leader Manfred Weber stanno dialogando con i partiti di destra, in particolare con Giorgia Meloni, anche in …

ROMA – Il congresso del Pse è servito a tirare ancora una volta una linea rossa a destra, ma Katarina Barley manda un messaggio molto chiaro anche al Ppe. Per la spitzenkandidatin della Spd i Popolari dovrebbero evitare accordi con partiti che non rinneghino chiaramente il fascismo. E, a proposito di postfascisti, la vicepresidente del Parlamento europeo spara alzo zero su Giorgia Meloni: Barley è allarmata dalle manganellate a Pisa ma anche dalla replica di Meloni a Mattarella. L’ex ministra della Giustizia ritiene anche “inquietante” la riforma del premierato e la repressione dei diritti in Italia. Giorgia Meloni “è un Giano bifronte”, conclude: moderata solo sul palcoscenico europeo. Barley presenta anche le priorità per la sua campagna elettorale: lotta per i diritti dei lavoratori, rafforzamento dei sindacati e difesa della democrazia.

Barley, i Popolari europei e il loro leader Manfred Weber stanno dialogando con i partiti di destra, in particolare con Giorgia Meloni, anche in vista dei voti di cui la von der Leyen potrebbe avere bisogno per essere rieletta. Cosa ne pensa?

“E' una seria linea rossa per noi. Manfred Weber cita sempre tre criteri per poter dialogare con qualcuno: il filoeuropeismo, lo Stato di diritto e il sostegno all'Ucraina. Ciò che mi sorprende molto è che non consideri un altro criterio: il divieto assoluto di sostenere idee fasciste. Fratelli d'Italia non è composta solo da Meloni, che ostenta moderazione sulla scena europea: ci sono molti esponenti del partito che sono ben più espliciti. Io ho letto del ministro Lollobrigida, per esempio, che parla di sostituzione etnica. E in generale, vedo che in Fdi manca una presa di distanza rispetto al passato storico. Per noi socialdemocratici questa è sempre stata una linea rossa. E trovo molto deplorevole che il Ppe non la tiri”.

Cosa pensa di Giorgia Meloni?

"Sul palcoscenico europeo si comporta in modo diverso rispetto all'Italia, si mostra più moderata. E’ abile, ma se si osserva con attenzione quello che sta facendo in Italia, ad esempio la riforma del premierato, la trovo molto inquietante. Ma mi allarma anche il fatto che stia schiacciando i diritti. O il modo in cui tratta le persone meno abbienti, ad esempio quelle che dipendevano dal reddito cittadinanza. Ritengo tutto ciò molto preoccupante. Penso che Meloni sia un Giano bifronte”.

Pochi giorni fa, a Pisa, la polizia ha selvaggiamente picchiato degli studenti durante una manifestazione pacifica. Per la prima volta nella storia, il presidente della Repubblica è dovuto intervenire richiamando il ministro dell’Interno, ma Meloni insiste che i poliziotti non si toccano.

"L'episodio è stato discusso anche al Parlamento europeo ed è scoppiato un putiferio. La discussione è stata molto accesa. E’ un episodio che non può essere sottovalutato. Quando una persona di buon senso come il presidente della Repubblica Mattarella fa una telefonata del genere, bisogna aprire bene le orecchie. E come minimo, lo dico da ex ministro della Giustizia, si sarebbe dovuto indagare sulla vicenda. Si sarebbe potuta esprimere la propria preoccupazione per i feriti e dire che si indaga sull'accaduto senza prendere immediatamente le parti delle forze di sicurezza. Lo dico con la dovuta cautela: tutto ciò è sorprendente”.

Lei è a Roma per il congresso del Pse; in Germania è stata appena nominata Spitzenkandidatin della Spd per le europee. Quali saranno le priorità della sua campagna elettorale?

“Dobbiamo fare in modo che l'Europa arrivi ai cittadini e, soprattutto, alle classi medie lavoratrici. Dobbiamo batterci per salari equi, prezzi energetici sostenibili, e per rafforzare i sindacati e la cogestione. Per me e per il Pse sono questi i temi che sono chiaramente in primo piano, insieme alla questione della casa. Dobbiamo aumentare la pressione sui governi affinché creino più alloggi e a prezzi accessibili. Il problema è che per troppi anni si è lasciato troppo spazio al libero mercato”.

Quindi per i socialisti europei tornano in primo piano le questioni sociali.

"Dobbiamo migliorare i diritti dei lavoratori, ad esempio attraverso i consigli di fabbrica. Dobbiamo sforzarci di rafforzare la cogestione, perché è chiaro che si ottengono migliori condizioni di lavoro e salari migliori se i sindacati sono forti e c’è la cogestione nelle aziende. E dobbiamo lavorare per garantire una sorta di garanzia minima in tutta Europa, perché nessuno resti più senza rete. In Italia non c'è ancora un salario minimo perché l'attuale governo Meloni lo ha nuovamente respinto, nonostante Elly Schlein lo avesse proposto. Ma non è più accettabile che ci siano persone prive di ogni tutela".

L’immigrazione sarà di nuovo un tema della campagna elettorale del Pse?

"Sarà un tema sicuramente sollevato dalla destra, soprattutto da quella estrema. Ma molto probabilmente entro le elezioni europee avremo completato la riforma dell'asilo e spero che a quel punto saremo tutti d'accordo sul fatto che sarà un passo importante per far coincidere una politica umanitaria di asilo e un’immigrazione controllata e gestibile".

Quali altri temi saranno prioritari per il Pse?

"Un grande tema sarà quello della democrazia. Nelle ultime settimane milioni di persone sono scese in piazza in Germania contro l’Afd. E’ qualcosa che mi ha resa ottimista. La gente si sta rendendo conto del pericolo che la destra rappresenta per la democrazia. Il fatto che stiano alzando la voce e partecipando attivamente mi fa sperare che ci sarà un'alta affluenza alle elezioni europee - tradizionalmente è bassa - e che i partiti democratici, e auspicabilmente noi socialdemocratici in particolare, registreranno un risultato altrettanto buono".

La Zeitenwende ha rappresentato una svolta per la Spd: è toccato a un cancelliere socialdemocratico annunciare il riarmo della Germania…

"La svolta non ha riguardato solo il mio partito, ma tutto il Paese. Oggi si incontrano spesso persone, soprattutto anziane, che sono state attive nel movimento per la pace per tutta la vita e che ora dicono: ‘Non avrei mai pensato che avrei detto che dobbiamo fornire armi’. E se si guarda ai Verdi, che erano partiti come un partito pacifista e ora chiedono più armi per l’Ucraina quasi ogni giorno, stiamo chiaramente assistendo a un cambiamento che riguarda l'intero Paese. Certo, non sempre tutto questo fila liscio, ma credo che il cancelliere si stia muovendo in modo molto lucido e ponderato. Anche se qualcuno arriva a una conclusione diversa da quella di Olaf Scholz, possiamo contare su di lui per agire sempre in modo cauto".

Ma l’impopolarità di Scholz e la litigiosità della coalizione sembrano contribuire all’ascesa inquietante dell'Afd. Pensa che Scholz possa resistere fino alle elezioni politiche?

"Beh, innanzitutto non sono sicura che siano questi i motivi per l’ascesa dell'Afd. L'estrema destra è cresciuta enormemente in tanti Paesi. E se si domanda specificamente ai cittadini tedeschi se Olaf Scholz fa bene a muoversi con cautela sull’Ucraina, gli indici di gradimento sono alti”.

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