Biden-Meloni, intesa sul negoziato a Gaza: “Sforzi per un cessate il fuoco di sei settimane”
dal nostro inviato Tommaso CiriacoWASHINGTON — Nello Studio Ovale, si sa, bisogna parlare chiaro, badare ai segnali, interpretare gli umori. Ad andare dritto al cuore delle questione, di norma, è innanzitutto il presidente degli Stati Uniti. E Joe Biden lo fa anche venerdì pomeriggio, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, durante il colloquio con Giorgia Meloni. Il Presidente si mostra interessato innanzitutto alla situazione di Gaza. Analizza il quadro, anche per fornire alla premier italiana i binari entro i quali muoversi in vista della visita in Egitto, il prossimo 17 marzo. E fissa alcuni punti fermi.
Primo: nell’amministrazione c’è forte allarme per quel teatro di crisi. Secondo: è in piedi e va avanti una mediazione - condotta anche dagli …
WASHINGTON — Nello Studio Ovale, si sa, bisogna parlare chiaro, badare ai segnali, interpretare gli umori. Ad andare dritto al cuore delle questione, di norma, è innanzitutto il presidente degli Stati Uniti. E Joe Biden lo fa anche venerdì pomeriggio, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, durante il colloquio con Giorgia Meloni. Il Presidente si mostra interessato innanzitutto alla situazione di Gaza. Analizza il quadro, anche per fornire alla premier italiana i binari entro i quali muoversi in vista della visita in Egitto, il prossimo 17 marzo. E fissa alcuni punti fermi.
Primo: nell’amministrazione c’è forte allarme per quel teatro di crisi. Secondo: è in piedi e va avanti una mediazione - condotta anche dagli Stati Uniti attraverso la Cia - che prevede uno scambio tra ostaggi israeliani e detenuti palestinesi, poi un cessate il fuoco di sei settimane e infine l’apertura di un negoziato per ridisegnare gli equilibri della regione. La prospettiva inevitabile, spiega, è quella dei «due Stati», assieme alle garanzie di sicurezza per Israele. Se per lo scambio di uomini le posizioni sembrano avvicinarsi, ragiona Biden, per la realizzazione degli altri “traguardi” generali una soluzione complessiva è ancora molto «lontana».
I tasselli, insomma, non sono ancora al loro posto. Meloni si propone con il presidente Usa per favorire una mediazione diplomatica, sfruttando i mesi di presidenza del G7. Vale per Gaza, vale per l’Ucraina. La leader rivendica il suo sforzo per tenere unita l’Europa nel sostegno economico e militare a Zelensky. Aiutare gli ucraini è un obiettivo del prossimo vertice Nato di luglio a Washington, le ricorda Biden. Entrambi concordano però sulla necessità di evitare forzature per l’ingresso di Kiev nell’alleanza.
Tra quattro mesi sarà il tempo del G7 di Puglia. Alla premier sta a cuore soprattutto il dossier africano. Per questo chiede al presidente un sostegno tangibile. Il leader dem, riferiscono, promette sinergie e cooperazione sul Piano Mattei, immaginando una qualche collaborazione sul fronte degli investimenti. È l’unico modo, su questo i due concordano, per contrastare la penetrazione cinese nel continente. L’ultimo dettaglio può essere forse interpretato come un segnale.
Durante il colloquio, Biden cita un solo politico: Gina Raimondo. Si tratta del segretario al Commercio, indicata dalla stampa Usa come una delle possibili alternative al presidente nel caso in cui dovesse ritirarsi dalla corsa di novembre.