Usa, tramonta un altro pezzo degli anni Ottanta: il destino fantasma delle televisioni via cavo
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Televisioni fantasma. Così l’Associated Press ha definito le tv via cavo che fino ad una decina di anni fa dominavano il panorama americano, dalla creazione delle tendenze sociali all’informazione politica, ma ora sono condannate a combattere per la sopravvivenza dall’avvento dei servizi streaming. Parliamo di marchi come Mtv, Comedy Central, Discovery o la stessa Hbo, che hanno visto crollare gli ascolti e in molti casi tirano avanti solo con le repliche di vecchi programmi di successo.
L’inchiesta ricorda che le televisioni via cavo si erano imposte negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta, rompendo il monopolio dei giganti nazionali Abc, Nbc e Cbs. Così erano nati canali specializzati che aveva creato comunità unite dagli interessi dei singoli, come Mtv, Vh1, Tbs, Tnt, History, L…
NEW YORK - Televisioni fantasma. Così l’Associated Press ha definito le tv via cavo che fino ad una decina di anni fa dominavano il panorama americano, dalla creazione delle tendenze sociali all’informazione politica, ma ora sono condannate a combattere per la sopravvivenza dall’avvento dei servizi streaming. Parliamo di marchi come Mtv, Comedy Central, Discovery o la stessa Hbo, che hanno visto crollare gli ascolti e in molti casi tirano avanti solo con le repliche di vecchi programmi di successo.
L’inchiesta ricorda che le televisioni via cavo si erano imposte negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta, rompendo il monopolio dei giganti nazionali Abc, Nbc e Cbs. Così erano nati canali specializzati che aveva creato comunità unite dagli interessi dei singoli, come Mtv, Vh1, Tbs, Tnt, History, Lifetime, Fx, A&E, Bet, E! Entertainment, SyFy, Comedy Central, Discovery, Hbo E Showtime ma anche le tv di notizie come Cnn, e poi Msnbc e Fox. Da questo ambiente erano emersi personaggi come i Soprano, Don Draper, Jon Stewart, Bevis and Butt-Head, ma anche tendenze sociali e politiche, inclusa l’ascesa di Donald Trump aiutata nel 2016 dalle continue dirette dei suoi discorsi.
Da allora in poi la situazione è completamente cambiata, per l’arrivo dei servizi in streaming come Netflix, Amazon, Hulu e altri, ma anche per il cambio delle abitudini favorito o imposto dalla pandemia, la fuga dai cinema, la consuetudine e comodità di guardare a casa quello che vuoi e quando vuoi. Perciò il panorama è mutato così velocemente, che nel 2015 l’87% degli americani aveva l’abbonamento alla tv via cavo, ma nel 2023 è sceso al 47%, ossia utenti quasi dimezzati. Nel 2014, durante il periodo prime time, Mtv aveva 807.000 spettatori al giorno, calati a 256.000 nel 2023. Ma c’è anche chi è andato peggio, come il Disney Channel che ha visto svanire il 93% della sua audience, passata da 1,96 milioni di spettatori ad appena 132.000. Non è andata molto meglio a Tbs, Tnt, History, Lifetime, Fx, A&E, Bet, E! Entertainment, SyFy, Comedy Central, VH1 e Discovery, che hanno tutti perso circa la metà degli spettatori.
Questo crollo degli ascolti ha ovviamente ridotto anche le risorse a disposizione, e quindi le televisioni via cavo non hanno più le risorse necessarie a produrre programmi originali. Perciò nella maggior parte dei casi sopravvivono con le repliche di quelli del passato, cioè i grandi successi che le tengono ancora a galla. Non è dato sapere fino a quando, ma di certo non in eterno.
Il discorso però si applica anche ai dominatori del presente, perché è vero che Netflix e gli altri servizi in streaming sembrano imbattibili, ma in realtà l’inchiesta dell’Associated Press sottolinea che navigano in acque sconosciute, perché questi strumenti in passato non esistevano, e quindi nessuno può davvero prevedere quanto dureranno, quanti di loro, e con quali formati. Non resta dunque che sedersi sul divano e guardare come andrà a finire.