Gli Houti: “Attaccheremo ancora”. Disastro ambientale nel Mar Rosso
dal nostro inviato Daniele RaineriTEL AVIV — Il giorno dopo l’attacco alla nave da guerra italiana “Caio Duilio” e l’affondamento completo del cargo britannico Rubymar nel Mar Rosso, le milizie Houti dichiarano dallo Yemen che continueranno a colpire le navi britanniche che passeranno nello stretto di Aden. La loro campagna aggressiva di attacchi con droni e missili cominciata a fine novembre andrà avanti in parallelo con la guerra israeliana nella Striscia di Gaza, perché le centinaia di raid aerei americani e britannici sulle posizioni yemenite per ora non hanno effetto.
«Abbiamo scoperto un drone che procedeva con rapida velocità, l’unità ha reagito per autodifesa. A bordo stanno tutti bene, l’area rimane un’area calda dove il livello di minaccia è considerevole», ha ricostruito ai microfoni del Tg1 Andrea Quondamatteo, il comandante della nave Caio Duilio
In questi mesi gli Houti hanno colpito quindici navi commerciali, ma il loro successo più spettacolare è stato contro la Rubymar, una nave mercantile britan…
TEL AVIV — Il giorno dopo l’attacco alla nave da guerra italiana “Caio Duilio” e l’affondamento completo del cargo britannico Rubymar nel Mar Rosso, le milizie Houti dichiarano dallo Yemen che continueranno a colpire le navi britanniche che passeranno nello stretto di Aden. La loro campagna aggressiva di attacchi con droni e missili cominciata a fine novembre andrà avanti in parallelo con la guerra israeliana nella Striscia di Gaza, perché le centinaia di raid aerei americani e britannici sulle posizioni yemenite per ora non hanno effetto.
«Abbiamo scoperto un drone che procedeva con rapida velocità, l’unità ha reagito per autodifesa. A bordo stanno tutti bene, l’area rimane un’area calda dove il livello di minaccia è considerevole», ha ricostruito ai microfoni del Tg1 Andrea Quondamatteo, il comandante della nave Caio Duilio
In questi mesi gli Houti hanno colpito quindici navi commerciali, ma il loro successo più spettacolare è stato contro la Rubymar, una nave mercantile britannica che trasportava decine di migliaia di tonnellate di fertilizzanti ed è stata centrata il 18 febbraio da un missili balistico. Dopo avere imbarcato acqua e dopo essere andata alla deriva – e filmata da lontano – per quasi due settimane, ieri la nave si è inclinata sul fianco sinistro e si è adagiata sul fondo del mare a pochi metri di profondità. Così l’ha fotografata ieri un velivolo del Pentagono, ben visibile sotto la superficie trasparente del mare (il relitto è diventato un punto da evitare per le altre navi, di fatto è uno scoglio artificiale in mezzo a una rotta trafficata). C’è il rischio che la Rubymar diventi anche un disastro ecologico, se la stiva comincerà a perdere il suo contenuto, ma già così è diventata un simbolo della pericolosità degli Houti.
«Lo Yemen continuerà ad affondare altre navi britanniche e ogni rappresaglia sarà aggiunta al conto della Gran Bretagna. È uno Stato canaglia che attacca lo Yemen e collabora con l’America nello sponsorizzare i crimini in corso contro i civili a Gaza», ha dichiarato Hussein al Ezzi, viceministro degli Esteri nella giunta Houti, secondo al Jazeera.
Sabato il terzo nella catena di comando delle milizie, Mohammed al Houti, aveva lanciato un’offerta provocatoria a Londra: «Diciamo a Sunak, tu e il tuo governo siete responsabili per la nave Rubymar e siete responsabili di appoggiare il genocidio e l’assedio a Gaza. Avete una chance di salvare la Rubymar e trainarla a rimorchio in un porto se mandate una lettera di garanzia, firmata da George Galloway, che ci assicuri che camion carichi di aiuti entreranno a Gaza». Il tocco beffardo è la richiesta della firma di Galloway, un politico appena eletto deputato come indipendente alla Camera dei Comuni dopo nove anni di assenza e noto per le sue posizioni di estrema sinistra e a favore di Gaza. Poi il mercantile britannico è affondato in modo definitivo, prima che il governo del Primo ministro Rishi Sunak potesse – presumibilmente – ignorare la provocazione.