✕

Un po’ Trump, un po’ Abascal, chi è André Ventura: il camaleonte dell’estrema destra che fa tremare le elezioni portoghesi

(afp)
Il voto anticipato, dopo le dimissioni del premier Costa, si terrà il prossimo 10 marzo. Nei sondaggi è testa a testa tra il partito socialista e l’alleanza di centro-destra, mentre cresce fino al 20% il partito Chega dell’ex seminarista e commentatore sportivo amato dai giovani
3 minuti di lettura

“I patrioti sono uniti”, commenta André Ventura pubblicando un videomessaggio di Viktor Orbán a sostegno del suo partito, Chega, alle elezioni legislative portoghesi che si terranno il prossimo 10 marzo. Poi posta un video di un uomo, di carnagione scura, che picchia un poliziotto in strada, e scrive: “Questo Paese ha bisogno di ordine e autorità, ha bisogno di pulizia”.

E così via. Un tripudio di contenuti ultra-nazionalisti e populisti e risultati di sondaggi che danno la sua compagine di estrema destra in crescita, con una percentuale attestata tra il 15 e il 20 per cento che tra i giovani, grazie anche a una massiccia presenza su Tik Tok, arriva fino al 25 per cento. Quasi il doppio, se non il triplo, di quanto il partito fondato nel 2019 – che ha portato l’estrema destra in Parlamento per la prima volta dopo la “rivoluzione dei garofani” del 25 aprile 1974 - aveva raggiunto alle legislative del 2022.

Le elezioni anticipate del 10 marzo

Con il successo di Chega, che significa…

“I patrioti sono uniti”, commenta André Ventura pubblicando un videomessaggio di Viktor Orbán a sostegno del suo partito, Chega, alle elezioni legislative portoghesi che si terranno il prossimo 10 marzo. Poi posta un video di un uomo, di carnagione scura, che picchia un poliziotto in strada, e scrive: “Questo Paese ha bisogno di ordine e autorità, ha bisogno di pulizia”.

E così via. Un tripudio di contenuti ultra-nazionalisti e populisti e risultati di sondaggi che danno la sua compagine di estrema destra in crescita, con una percentuale attestata tra il 15 e il 20 per cento che tra i giovani, grazie anche a una massiccia presenza su Tik Tok, arriva fino al 25 per cento. Quasi il doppio, se non il triplo, di quanto il partito fondato nel 2019 – che ha portato l’estrema destra in Parlamento per la prima volta dopo la “rivoluzione dei garofani” del 25 aprile 1974 - aveva raggiunto alle legislative del 2022.

Le elezioni anticipate del 10 marzo

Con il successo di Chega, che significa “basta”, Ventura potrebbe diventare il grimaldello della destra per tornare a governare con una maggioranza assoluta, dopo l’incubo della Troika e dopo otto anni di governo socialista che hanno portato al “miracolo” del debito pubblico a 35 punti percentuali in quattro anni e al Pil in crescita.

Il premier uscente, il socialista António Costa, era stato costretto alle dimissioni lo scorso novembre in seguito a uno scandalo di corruzione che lo vedeva protagonista, scandalo poi rivelatosi fumoso al punto che l’António Costa citato nelle intercettazioni che hanno fatto cadere il governo si è rivelato essere il ministro dell’Economia suo omonimo.

Alle elezioni anticipate di domenica prossima per il rinnovo del Parlamento, per le quali voteranno circa 10,8 milioni di portoghesi mentre oltre 208.000 lo hanno fatto ieri con il voto anticipato a distanza, l'opposizione di centro-destra rappresentata dall'Alleanza Democratica (Ad) di Luís Montenegro, 51 anni, è in testa ai sondaggi insieme al Partito Socialista (Ps) di Pedro Nuno Santos, 46 anni, con lievi fluttuazioni di percentuale a seconda dei vari, e numerosi, istituti che pubblicano i risultati delle interviste.

“Mai con Ventura”

Per tutti la maggioranza assoluta sembra difficile da raggiungere ma l’alleanza di centro-destra di Montenegro ha ribadito che un accordo con Ventura – una sorta di geringonça di destra (sul modello dell’“ammucchiata” che nel 2015 permise alla sinistra di governare) - non ci sarà mai.

“Gli elettori di centro-destra temono di più Chega che il Partito comunista. Montenegro lo sa e non soltanto ha chiarito in campagna che non ci sarà accordo con Ventura ma ha creato un cordone sanitario intorno all’ingresso di Chega – spiega l’analista politico Daniel Oliveira – non tutti concordano però. Il risultato sarà che in assenza di una maggioranza di sinistra o di centro-destra, senza i voti di Chega chi governerà?”.

Aborto e migranti: l’estremizzazione del dibattito

Lontano dal poter vincere le elezioni – in molti pensano che le prossime saranno il suo vero momento – il primo grande risultato di André Ventura (nel frattempo finito nell’occhio del ciclone per sospetti finanziamenti illeciti al suo partito) è stato quello di aver costretto la destra tradizionale a estremizzare la campagna.

Deboli i temi della sinistra, soprattutto crisi abitativa, educazione e salute; totalmente assenti quelli sociali e ambientalisti, così come i diritti delle donne (tra i principali otto leader candidati soltanto due sono donne), negli ultimi giorni la campagna ha fatto parlare soprattutto per le uscite del centro-destra che è arrivato a dibattere di eliminazione della legge sull’aborto (sulla quale però Ventura si dichiara a favore) e pericolo dei migranti. Il tutto nel tentativo di rubare voti a Chega.

Chi è André Ventura

La stampa internazionale lo definisce un Trump lusitano, lui preferisce Bolsonaro, e a loro si ispira nel tentativo di minare la credibilità del processo elettorale nazionale. Per i commentatori portoghesi il parallelismo non tiene però. Troppo educato, troppo furbo per cedere a stravaganze poco amate dal conservatorismo nazionale, mai un eccesso in stile tycoon, nessun impero economico alle spalle, più vicino a leader europei, dallo spagnolo Abascal all’emergente francese Bardella, Ventura è piuttosto un camaleonte.

"È tutto e il contrario di tutto, impossibile prevedere cosa dirà o cercare in lui una coerenza ideologica. Questo è anche il suo punto debole. Può essere ultra-liberista e statalista ma non c’è dubbio che sia espressione dell’estrema destra –aggiunge Daniel Oliveira – un’estrema destra che in Portogallo non ha mai avuto un partito, al massimo realtà marginali e criminali come quelle degli skinhead, e che ora trova sfogo in Chega forte anche della normalizzata che i media e la presenza in parlamento gli hanno dato”.

Ex seminarista e commentatore sportivo

Quarantuno anni, nato nella periferia di Lisbona da una famiglia della classe media, una vita segnata da nette deviazioni. A 14 anni, e contro il volere dei genitori, chiede e ottiene di entrare in seminario. Vuole diventare prete ma poi perde la vocazione senza abbandonare la fede. E infatti dichiara più volte che è stato Dio a chiedergli di trasformare il Paese.

Si laurea in giurisprudenza – con una tesi di dottorato su giustizialismo e stigmatizzazione delle minoranze - insegna diritto, ottiene la popolarità come commentatore sportivo della squadra del Benfica. In politica entra e cresce nelle file del centro-destra, da dove lancia il suo primo discorso razzista sui rom e contro il quale corre oggi. Al dittatore António de Oliveira Salazar ha rubato il motto “Dio, patria e famiglia”, aggiungendo poi anche “lavoro”, e così ora riassume la missione di Chega senza cedere mai troppo a posizioni nostalgiche.

Dal 2016 è sposato con la fisioterapista Dina Marques Nunes, prima presenza assidua al suo fianco sia sui social che nei convegni di Chega – per rimarcare il legame con i valori della famiglia – poi totalmente scomparsa per “tutelarla dagli attacchi e dalle minacce”. Stavolta per puntare il dito contro la violenza e il pericolo delle opposizione.

Leggi i commenti