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La nuova corsa alla Luna: Russia e Cina unite per installarvi un reattore nucleare

(afp)
L’alleanza tra le due potenze si approfondisce anche nello spazio, con un progetto che ha come orizzonte il 2035 e che servirebbe ad alimentare i futuri insediamenti sul nostro satellite
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PECHINO - Cina e Russia insieme anche sulla Luna. Per installare un reattore nucleare sul nostro satellite entro il 2035. In una continua sfida all’America. “Stiamo prendendo seriamente in considerazione il progetto”, afferma Yuri Borisov, capo dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. Aggiungendo che l’impianto dovrebbe essere costruito da dei robot. "Naturalmente lo spazio dovrebbe essere libero da armi nucleari”, dice. Era stata invece a metà febbraio l’intelligence Usa a svelare che la Russia starebbe prendendo in considerazione la possibilità di installare un'arma nucleare nello spazio: in grado di prendere di mira la vasta rete di satelliti americani. Accuse che Mosca ha respinto: "Siamo sempre stati categoricamente contrari, e lo siamo ora, al dispiegamento di armi nucleari nello spazio”, disse il presidente russo Vladimir Putin due settimane fa.

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Anche l’americana Nasa sta puntando alla costr…

PECHINO - Cina e Russia insieme anche sulla Luna. Per installare un reattore nucleare sul nostro satellite entro il 2035. In una continua sfida all’America. “Stiamo prendendo seriamente in considerazione il progetto”, afferma Yuri Borisov, capo dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. Aggiungendo che l’impianto dovrebbe essere costruito da dei robot. "Naturalmente lo spazio dovrebbe essere libero da armi nucleari”, dice. Era stata invece a metà febbraio l’intelligence Usa a svelare che la Russia starebbe prendendo in considerazione la possibilità di installare un'arma nucleare nello spazio: in grado di prendere di mira la vasta rete di satelliti americani. Accuse che Mosca ha respinto: "Siamo sempre stati categoricamente contrari, e lo siamo ora, al dispiegamento di armi nucleari nello spazio”, disse il presidente russo Vladimir Putin due settimane fa.

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Anche l’americana Nasa sta puntando alla costruzione di un piccolo reattore a fissione nucleare in grado di generare elettricità da utilizzare sulla Luna per alimentare le future basi sul nostro satellite: al momento si sta concludendo la fase iniziale del progetto Fission Surface Power. La prima fase per produrre era iniziata nel 2022 con l'assegnazione di tre contratti da cinque milioni di dollari per la ricerca sulla fissione nucleare.


L’annuncio fatto da Borisov è un ulteriore segnale di una più stretta collaborazione tra Mosca e Pechino. E di una nuova corsa alla Luna tra le potenze spaziali mondiali che diventa sempre di più una sfida tra due fronti: democrazie da una parte e autocrazie dall’altra.

La proliferazione nucleare nello spazio

Il tema che preoccupa è quello della proliferazione nucleare nello spazio. Reattori atomici per alimentare satelliti sono stati usati negli anni ’70 con il rischio che incidenti in orbita o nell'atterraggio provocassero disastri. I russi poi hanno ripreso le ricerche per miniaturizzare reattori nucleari, usandoli per scopi militari (il siluro Poseidon con autonomia illimitata). Il timore concreto è che l'energia di questi reattori possa alimentare un laser o un "cannone" di impulsi elettromagnetici per distruggere satelliti o navette.

Russia e Cina stanno lavorando congiuntamente a un programma lunare e Mosca è in grado di contribuire con la sua esperienza in materia di "energia spaziale nucleare”, continua Borisov. I pannelli solari non sarebbero in grado di fornire elettricità sufficiente per alimentare i futuri insediamenti lunari, mentre l'energia nucleare potrebbe farlo, conclude il russo.

Una lunga collaborazione

La collaborazione spaziale tra Pechino e Mosca - che preoccupa l’Occidente - non è una novità di oggi. Già nel 2021 i due Paesi firmarono un memorandum d’intesa per creare una stazione internazionale di ricerca scientifica sulla Luna entro la fine del 2035. Il problema è che mentre il programma spaziale cinese continua spedito, quello russo arranca. Il tentativo di Mosca di far atterrare una navicella vicino al polo Sud lunare si è concluso con un fallimento lo scorso agosto, quando la navicella Luna-25 si è schiantata.

Finita la costruzione della propria stazione spaziale (Tiangong, Palazzo Celeste), le ambizioni di Xi Jinping invece non si fermano: dopo il rover su Marte per esplorare la superficie del Pianeta rosso e dopo la sonda che nel 2020 ha riportato dopo 44 anni i primi campioni dalla Luna, il prossimo obiettivo di questa corsa allo spazio per i cinesi è ancora il nostro satellite. La Cina prevede di inviare il suo primo equipaggio sulla Luna entro il 2030. In una continua sfida al dominio della Nasa.

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Una base cinese sulla Luna

Pechino ha in programma di costruire la sua prima base - probabilmente alimentata da energia nucleare - entro il 2028, per poi farvi atterrare gli astronauti due anni più tardi. Due anni fa Pechino dichiarò di aver scoperto un nuovo minerale, grazie ai campioni recuperati dalle sue recenti missioni, che i cinesi dicono contenga elio-3, per la fusione nucleare.

La stampa di Stato ha recentemente presentato i nuovi mezzi per le missioni lunari: “Abbracciare la Luna”, così si chiama il nuovo lander; il nome della nuova astronave dell'equipaggio è invece Mengzhou, “il vascello dei sogni”. Istituito nel 2004, il programma di esplorazione lunare (Chang’e, dal nome della Dea cinese della Luna) ha lanciato la sua prima navicella tre anni più tardi. Obiettivo finale: l’esplorazione del Polo Sud lunare, un'area che gli scienziati ritengono essere il posto migliore per trovare acqua. Lì dove anche gli americani hanno messo da tempo gli occhi.

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