Super Tuesday 2024, i risultati live delle primarie Usa. Biden perde caucus nelle Samoa. Trump stravince ma viene sconfitto in Vermont. Wsj: Nikki Haley si ritira dalla corsa
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON - Il Super Martedì elettorale degli Stati Uniti ha confermato quello che ormai era scontato da tempo: Donald Trump sarà il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ripetendo la sfida del 2020 con Joe Biden, già iniziata di fatto col suo discorso di ieri sera. Nikki Haley però ha vinto il suo primo stato, il Vermont, e incassato consensi intorno al 30% quasi in tutte le regioni in palio. Ora quindi deve decidere se ritirarsi, continuare la corsa fino alla Convention di luglio come portabandiera del dissenso, oppure lasciarsi tentare dalle lusinghe di correre come indipendente, che però lei stessa ha escluso. Secondo il Wall Street Journal avrebbe però già deciso per il ritiro.
Nel campo democratico Biden ha vinto tutto, tranne il territorio di Samoa che non conta molto, ma restano i dubbi sulla sua età e la compattezza della coalizione di cui ha bisogno per ripetere la vittoria di quattro anni fa.
Ieri sono andati alle urne 15 stati, per l’appuntamento più importante d…
WASHINGTON - Il Super Martedì elettorale degli Stati Uniti ha confermato quello che ormai era scontato da tempo: Donald Trump sarà il candidato repubblicano alla Casa Bianca, ripetendo la sfida del 2020 con Joe Biden, già iniziata di fatto col suo discorso di ieri sera. Nikki Haley però ha vinto il suo primo stato, il Vermont, e incassato consensi intorno al 30% quasi in tutte le regioni in palio. Ora quindi deve decidere se ritirarsi, continuare la corsa fino alla Convention di luglio come portabandiera del dissenso, oppure lasciarsi tentare dalle lusinghe di correre come indipendente, che però lei stessa ha escluso. Secondo il Wall Street Journal avrebbe però già deciso per il ritiro.
Nel campo democratico Biden ha vinto tutto, tranne il territorio di Samoa che non conta molto, ma restano i dubbi sulla sua età e la compattezza della coalizione di cui ha bisogno per ripetere la vittoria di quattro anni fa.
Ieri sono andati alle urne 15 stati, per l’appuntamento più importante delle primarie. I seggi si sono aperti con la prima uscita politica di Taylor Swift in questa stagione. La cantante ha sollecitato i suoi 282 milioni di seguaci su Instagram ad andare a votare. Non ha specificato per chi, anche perché da settimane è nel mirino dei trumpisti che l’accusano di essere un’agente di Biden. Quattro anni fa aveva appoggiato Joe, che spera di convincerla a rifarlo stavolta, magari più sotto il voto nazionale di novembre.
Nel frattempo Michelle Obama ha detto alla Nbc che non intende candidarsi alla Casa Bianca, come aveva già ripetuto in passato, perché non vuole fare politica. Questo da una parte toglie una nube sopra la testa di Biden, ma dall’altra angoscia i democratici che speravano nel suo ingresso dell’ultimo minuto nella corsa presidenziale, per sostituire il troppo vecchio Joe.
Ieri il presidente ha vinto tutti gli stati in palio, tranne il territorio di Samoa, conquistato a sorpresa da Jason Palmer, sconosciuto imprenditore tecnologico del Maryland che è stato l’unico candidato a fare campagna sull’isola.
Le percentuali di Biden sono state buone, ma gli elettori "uncommitted" hanno raggiunto in Minnesota un risultato anche migliore di quello ottenuto in Michigan, protestando contro la linea scelta a Gaza. Una conferma della potenziale debolezza della candidatura del presidente, che fatica a ricostituire la coalizione con cui aveva conquistato la Casa Bianca nel 2020.
Trump ha trionfato, vincendo tutti gli stati in palio tranne il Vermont. Non ha ancora la certezza matematica della nomination, perché deve ancora superare la soglia dei delegati necessari a riceverla alla Convention, ma arriverà entro la fine di marzo. Infatti poco dopo la chiusura dei seggi ha tenuto un discorso a Mar a Lago che è stato l’anticipazione della sua campagna contro Biden: "E’ il peggior presidente della storia. Dobbiamo cacciarlo, altrimenti non avremo più un paese".
Il tema prevalente è stato quello dell’immigrazione, che spiega perché abbia vietato ai repubblicani di approvare la legge per la sicurezza del confine col Messico scritta con i democratici. Ha dipinto un ritratto catastrofico di quanto sta avvenendo negli Stati Uniti, dicendo che "le nostre città sono travolte dalla criminalità dei migranti". Non è vero, le statistiche registrano in realtà una riduzione della criminalità in quasi tutta l’America. Questo però è il punto su cui Donald intende costruire la sua rivincita a novembre, oltre a vantare la sua politica economica e il fatto di aver evitato guerre.
Biden gli ha risposto così: "Se Trump tornasse alla Casa Bianca, tutti i progressi fatti negli ultimi quattro anni sarebbero a rischio. È guidato dal risentimento e dal raggiro, concentrato sulla propria vendetta e punizione, non sul popolo americano. È determinato a distruggere la nostra democrazia, a strappare le libertà fondamentali come la possibilità per le donne di prendere le proprie decisioni in materia sanitaria, e approvare un altro giro di miliardi di dollari in tagli fiscali per i ricchi. Farà o dirà qualsiasi cosa per mettere stesso al potere".
Il presidente avrà l’occasione di rilanciare la sua campagna domani, quando terrà il discorso sullo stato dell’Unione in Congresso. Sarà un appuntamento istituzionale, ma dovrà smentire le bugie del suo avversario, difendere i propri risultati a partire dalle buone condizioni dell’economia, fugare i dubbi sulla sua capacità di continuare a servire il paese e presentare una visione per il futuro che contrasti i toni apocalittici dell’avversario. Lo scopo sarà convincere gli elettori a scegliere la prospettiva positiva dell’ottimismo, invece di quella della vendetta personale a cui aspira Donald.
Un interrogativo rilevante resta quello su Haley, perché si era impegnata continuare la corsa fino al Super Martedì: andrà oltre, nonostante la sconfitta? Prima dell’apertura dei seggi ha escluso di candidarsi come indipendente o No Labels, perché era e resta una conservatrice repubblicana. Però non ha garantito l’appoggio a Trump. Dopo la sconfitta di ieri potrebbe arrendersi, soprattutto se i suoi finanziatori decidessero di abbandonarla. Oppure restare in gara per ostacolare Donald, e diventare la portabandiera del dissenso fino alla Convention di luglio. Il risultato finale poi potrebbe dipendere dalla scelta dei suoi elettori, perché restando a casa il 5 novembre, o addirittura votando Biden, potrebbero decidere il prossimo inquilino della Casa Bianca. Per ora c’è solo l’indiscrezione del Wall Street Journal, in attesa di conferme.