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Super Tuesday, il dilemma di Haley. E Biden ha bisogno di un plebiscito

(reuters)
I seggi si sono aperti con la prima uscita politica di Taylor Swift in questa stagione. La cantante ha sollecitato i suoi 282 milioni di seguaci su Instagram ad andare a votare.
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SAN DIEGO — Cosa farà Nikki Haley, dopo la sconfitta annunciata nel Super Tuesday elettorale di ieri? Continuerà a sfidare Trump, nonostante la sua nomination repubblicana per le presidenziali del 5 novembre sia scontata, oppure si arrenderà appoggiandolo? Era l’interrogativo più importante dell’appuntamento alle urne per 15 Stati e un territorio, insieme alla misurazione del polso per il consenso a favore di Joe Biden tra i democratici.

I seggi si sono aperti con la prima uscita politica di Taylor Swift in questa stagione. La cantante ha sollecitato i suoi 282 milioni di seguaci su Instagram ad andare a votare. Non ha specificato per chi, anche perché da settimane è nel mirino dei trumpisti che l’accusano di essere un’agente di Biden. Quattro anni fa appoggiò Joe, che spera di convincerla a rifarlo stavolta, magari più sotto il voto nazionale di novembre.

Nel frattempo Michelle Obama ha detto alla Nbc che non intende candidarsi alla Casa Bianca, come aveva già ripetuto in …

SAN DIEGO — Cosa farà Nikki Haley, dopo la sconfitta annunciata nel Super Tuesday elettorale di ieri? Continuerà a sfidare Trump, nonostante la sua nomination repubblicana per le presidenziali del 5 novembre sia scontata, oppure si arrenderà appoggiandolo? Era l’interrogativo più importante dell’appuntamento alle urne per 15 Stati e un territorio, insieme alla misurazione del polso per il consenso a favore di Joe Biden tra i democratici.

I seggi si sono aperti con la prima uscita politica di Taylor Swift in questa stagione. La cantante ha sollecitato i suoi 282 milioni di seguaci su Instagram ad andare a votare. Non ha specificato per chi, anche perché da settimane è nel mirino dei trumpisti che l’accusano di essere un’agente di Biden. Quattro anni fa appoggiò Joe, che spera di convincerla a rifarlo stavolta, magari più sotto il voto nazionale di novembre.

Nel frattempo Michelle Obama ha detto alla Nbc che non intende candidarsi alla Casa Bianca, come aveva già ripetuto in passato, perché non vuole fare politica. Questo da una parte toglie una nube sopra la testa di Biden, ma dall’altra angoscia i democratici che speravano nel suo ingresso dell’ultimo minuto nella corsa presidenziale, per sostituire il troppo vecchio Joe. Ieri la vittoria del presidente in tutti gli Stati in palio era certa, ma restava da vedere con quali percentuali e quale affluenza, ossia quanto entusiasmo in vista di novembre. In più c’erano un paio di Stati, Minnesota e Colorado, dove sono state lanciate campagne per votare “uncommitted” come in Michigan, allo scopo di protestare contro la linea scelta a Gaza.

L’interrogativo più rilevante però era quello su Haley, perché si era impegnata continuare la corsa fino al Super Martedì: andrà oltre, nonostante la sconfitta fosse assicurata? Prima dell’apertura dei seggi lei ha escluso di candidarsi come indipendente o “No Labels”, perché era e resta una conservatrice repubblicana. Però non ha garantito l’appoggio a Trump. Dopo la sconfitta potrebbe arrendersi. O, se riceverà comunque percentuali significative in alcuni Stati più liberal tipo Vermont o Massachusetts, restare in gara per ostacolare Donald e diventare la portabandiera del dissenso fino alla Convention di luglio. Gli occhi poi erano puntati sulle primarie per governatore della North Carolina, potenziale Stato conteso a novembre, e per senatore della California, dove il governatore Newsom è da sempre considerato un possibile sostituto di Biden.

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