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Trump presidente afro e Biden sopra le righe: la corsa alla Casa Bianca minacciata dai deepfake

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Il tycoon utilizza l’IA per conquistare i voti dei neri L’amministrazione corre ai ripari con un certificato di verità su foto e video
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È iniziato tutto con Trump in manette. A marzo 2023, nei giorni in cui si rincorrevano le voci di un suo possibile arresto. Elliot Higgins, giornalista britannico ed esperto di fact-checking, ha immaginato Trump inseguito e bloccato dalla polizia con la forza bruta. A quell’idea, grazie all’intelligenza artificiale, Higgins ha dato una forma concreta. Gli è bastato descrivere con un testo la scena che aveva in mente. Il resto lo ha fatto Midjourney, una delle IA più efficaci nella creazione di fotoritratti realistici. È la stessa, per intenderci, che ha creato l’immagine fake del Papa con il piumino bianco. In molti, sui social, hanno scambiato per vere le foto dell’ex Presidente Usa braccato dagli agenti.

È passato un anno. Trump corre nuovamente per la Casa Bianca. Le elezioni presidenziali si avvicinano. E stavolta l’intelligenza artificiale gioca a suo favore. I sostenitori del tycoon hanno usato l’IA generativa per creare numerose foto che lo ritraggono insieme a persone ner…

È iniziato tutto con Trump in manette. A marzo 2023, nei giorni in cui si rincorrevano le voci di un suo possibile arresto. Elliot Higgins, giornalista britannico ed esperto di fact-checking, ha immaginato Trump inseguito e bloccato dalla polizia con la forza bruta. A quell’idea, grazie all’intelligenza artificiale, Higgins ha dato una forma concreta. Gli è bastato descrivere con un testo la scena che aveva in mente. Il resto lo ha fatto Midjourney, una delle IA più efficaci nella creazione di fotoritratti realistici. È la stessa, per intenderci, che ha creato l’immagine fake del Papa con il piumino bianco. In molti, sui social, hanno scambiato per vere le foto dell’ex Presidente Usa braccato dagli agenti.

È passato un anno. Trump corre nuovamente per la Casa Bianca. Le elezioni presidenziali si avvicinano. E stavolta l’intelligenza artificiale gioca a suo favore. I sostenitori del tycoon hanno usato l’IA generativa per creare numerose foto che lo ritraggono insieme a persone nere. In una di queste Trump abbraccia due donne. Lo scatto sembra credibile. Ma la mano sinistra di Trump tradisce il deepfake: tra le dita sembra esserci un sottile strato di pelle. Per di più bianca. LaTosha Brown, co-fondatrice di Black Voters Matter — organizzazione che spinge le persone nere al voto — sostiene che gli scatti di Trump creati con l’IA fanno parte di una «strategia narrativa»: servono a conquistare gli elettori afroamericani. Mark Kaye, il conduttore di una radio conservatrice della Florida che ha creato una delle foto fake, ha riferito alla Bbc: «Non sto dicendo che si tratta di un’immagine accurata. Io sono uno storyteller». È il trionfo della “verità alternativa” in cui sguazza Trump. Ed è l’incubo più grande di Joe Biden. Chiunque, oggi, può usare l’IA per far sì che un politico faccia, o dica, cose che non ha mai fatto né detto.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Il deepfake di Biden che ha ingannato anche il figlio di Donald Trump]]

Lo scorso gennaio alcuni elettori dello stato del New Hampshire hanno ricevuto una telefonata con un messaggio apparentemente registrato da Biden: invitava a disertare le urne delle primarie del Partito democratico. Ma la voce del Presidente Usa era stata clonata da un’intelligenza artificiale. Per evitare che episodi di questo tipo, da qui alle presidenziali lo staff di Biden sta spingendo per una soluzione tecnologica che attesti la veridicità delle immagini ufficiali diffuse dalla Casa Bianca. Potrebbe trattarsi del “watermark” cui ha fatto riferimento proprio Biden nel suo Ordine Esecutivo firmato, a ottobre, per limitare i rischi legati allo sviluppo e all’utilizzo dell’IA. Nel provvedimento si chiede, tra le altre cose, che il Dipartimento del Commercio Usa sviluppi nuovi modi per identificare i contenuti generati da un’IA, per proteggere gli americani da frodi e inganni.

Le istituzioni si muovono lentamente. L’IA invece progredisce alla velocità della luce. OpenAI, l’azienda di San Francisco che ha creato ChatGpt, ha appena svelato una nuova intelligenza artificiale — chiamata Sora — che produce video realistici a partire da un testo. Il rischio è che possano moltiplicarsi clip fittizie come quella, virale su Facebook pochi mesi fa, in cui proprio Biden sembra toccare ripetutamente il seno a sua nipote Natalie. Nelle immagini originali Biden sfiora in realtà la spilla “I vote” che la ragazza ha ricevuto alle urne.

Un aiuto al Presidente potrebbe arrivare da una “coalizione” no-profit, la C2PA, a cui hanno aderito le principali big tech e le maggiori case produttrici di macchine fotografiche. Da questa intesa è nato il marchio “Content Credentials” che traccerà origine e autenticità dei contenuti digitali. «Foto, video e anche documenti avranno in un angolo un piccolo cerchio con all’interno le lettere ‘CR’ — spiega l’informatico Giovanni Severini, che collabora con la C2PA per conto di Microsoft. Questo simbolo, una volta cliccato, mostrerà le informazioni principali relative al contenuto che ha tracciato: chi ha scattato una foto, per esempio, dove e quando».

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