Israele ritira la nomina di Kashriel, ex sindaco di un insediamento, come ambasciatore a Roma
Il governo di Israele ha ritirato la nomina di Benny Kashriel, ex sindaco dell'insediamento di Maale Adumim (est di Gerusalemme), come prossimo ambasciatore nel nostro paese "dopo il rifiuto del governo italiano".
Lo riporta il quotidiano israeliano Ynet aggiungendo che a questo punto lo Stato ebraico potrebbe inviare in Italia Yoni Peled, candidato inizialmente per la sede di Budapest. Kashriel a sua volta potrebbe essere il prossimo ambasciatore israeliano proprio in Ungheria.
Il governo italiano, scriveva a dicembre il Times of Israel, “ha fatto sapere a Israele di essere a disagio con la scelta di Gerusalemme del prossimo ambasciatore a Roma a causa degli stretti legami di Kashriel con il movimento degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania”. Fra l’altro, per anni ha guidato il Consiglio di Yesha, organismo ombrello del mondo degli insediamenti. Le sue posizione estremiste e l’inesperienza in ambito diplomatico avrebbero spinto all’indicazione di modificare la nomina.
Inoltr…
Il governo di Israele ha ritirato la nomina di Benny Kashriel, ex sindaco dell'insediamento di Maale Adumim (est di Gerusalemme), come prossimo ambasciatore nel nostro paese "dopo il rifiuto del governo italiano".
Lo riporta il quotidiano israeliano Ynet aggiungendo che a questo punto lo Stato ebraico potrebbe inviare in Italia Yoni Peled, candidato inizialmente per la sede di Budapest. Kashriel a sua volta potrebbe essere il prossimo ambasciatore israeliano proprio in Ungheria.
Il governo italiano, scriveva a dicembre il Times of Israel, “ha fatto sapere a Israele di essere a disagio con la scelta di Gerusalemme del prossimo ambasciatore a Roma a causa degli stretti legami di Kashriel con il movimento degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania”. Fra l’altro, per anni ha guidato il Consiglio di Yesha, organismo ombrello del mondo degli insediamenti. Le sue posizione estremiste e l’inesperienza in ambito diplomatico avrebbero spinto all’indicazione di modificare la nomina.
Inoltre aveva infastidito l’Italia anche l’irrituale tweet dell’allora ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen fatto prima dell’estate dove il nome di Kashriel veniva annunciato ancor prima di aver fatto pervenire una richiesta ufficiale alle autorità italiane. Il braccio di ferro è andato avanti a lungo. E non si è mai arrivati a una formalizzazione della richiesta.
Figlio di immigrati dall’Iran, già sindaco di Ma’ale Adumim nei primi anni Novanta, appartiene al Likud da tempo, fra i primi a sostenre l’ascesa di Netanyahu, sostenendone apertamente la candidatura alla guida del partito. Appoggio sempre confermato, anche se il rapporto fra i due si è mantenuto “vivace”: non gli ha mai lesinato le critiche. Secondo lui, per i coloni avrebbe dovuto fare molto di più. In occasione dell’elezione di Joe Biden, si disse deluso dalla presenza di un democratico alla Casa Bianca.