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I Popolari scelgono Von der Leyen come candidata: "Non consentiremo alla destra amica di Putin di distruggere l'Europa". Ma c’è un mistero sui numeri

L’ex ministra tedesca eletta con 400 voti favorevoli e 89 contrari, ma solo 499 degli 800 aventi diritto hanno espresso la loro preferenza. “Non ci devono essere dubbi su che cosa è in gioco in queste elezioni: la nostra Europa, pacifica e unita”
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BUCAREST – “De Gasperi aveva le lacrime agli occhi quando gli dissero del voto della Francia che aveva affossato la Difesa comune europea. Era il 1954”. E settant’anni dopo, il padre della Democrazia cristiana continua a essere un faro non solo per il leader dei Popolari europei Manfred Weber, che ha voluto ricordare l’italiano stamane per la sua straordinaria dedizione alla causa europea. Anche Ursula von der Leyen lo cita regolarmente tra i padri dei cristianodemocratici e lo ha fatto anche nel suo discorso per la ricandidatura alla presidenza della Commissione Ue.

L’ex ministra dei governi Merkel ha promesso che agirà “nello spirito di De Gasperi, Adenauer, Vaclav Havel e Lech Walesa”, insomma nel solco di chi ha ricostruito l…

BUCAREST – “De Gasperi aveva le lacrime agli occhi quando gli dissero del voto della Francia che aveva affossato la Difesa comune europea. Era il 1954”. E settant’anni dopo, il padre della Democrazia cristiana continua a essere un faro non solo per il leader dei Popolari europei Manfred Weber, che ha voluto ricordare l’italiano stamane per la sua straordinaria dedizione alla causa europea. Anche Ursula von der Leyen lo cita regolarmente tra i padri dei cristianodemocratici e lo ha fatto anche nel suo discorso per la ricandidatura alla presidenza della Commissione Ue.

L’ex ministra dei governi Merkel ha promesso che agirà “nello spirito di De Gasperi, Adenauer, Vaclav Havel e Lech Walesa”, insomma nel solco di chi ha ricostruito l’Europa dalle macerie della Seconda guerra mondiale e di chi ha combattuto dietro la Cortina di ferro contro i regimi comunisti. Ma al momento del voto dei delegati del Ppe per una seconda candidatura della tedesca, è scoppiato un piccolo giallo. Solo 499 degli 800 aventi diritto hanno espresso la loro preferenza, e 89 hanno votato contro von der Leyen contro i 400 favorevoli. Anche se una fonte della Cdu minimizza, a microfoni spenti: “In quattro anni così difficili, è fisiologico che abbia scontentato qualcuno”. Chi si è ribellato apertamente contro la sua ricandidatura sono i Republicains francesi e gli sloveni. Ursula von der Leyen era l’unica candidata del Ppe.

Ma la compattezza dei Popolari si è sentita soprattutto nella percezione comune di dover contrastare una nuova guerra in Europa. A tenere banco in tutti i discorsi dei dodici capi di governo e dei numerosi leader di partito che si sono avvicendati sul palco del gigantesco Romexpo o hanno mandato i loro video per sostenere von der Leyen: la difesa dell’Ucraina e la compattezza nella reazione a Putin sono state citate unanimemente come una priorità. Per dirla con il premier svedese Ulf Kristersson - collegato in video perché impegnato negli ultimi passaggi per l’adesione del suo Paese alla Nato - “per due anni gli ucraini non hanno solo difeso la loro libertà, ma la nostra”.

Sul palco è apparso anche Kyriakos Mitsotakis, reduce da Odessa dove un missile russo lo ha sfiorato ieri mentre era in visita al presidente ucraino Zelensky. Il premier greco ha voluto mandare un messaggio chiaro a Mosca: “Non ci faremo intimidire. Continueremo a sostenere l’Ucraina finché sarà necessario”. Ma Mitsotakis ha mandato anche un avvertimento ai colleghi europei, dall’alto di uno dei pochissimi Paesi che spende da molto tempo più del 2% del Pil in difesa: “Vi invito a fare altrettanto”, ha scandito dal palco.

Von der Leyen ha voluto anche ricordare una delle priorità della sua campagna elettorale: la sfida all’estrema destra. “Qui, a casa nostra gli amici di Putin tentano di riscrivere la storia e di dirottare il nostro futuro. Diffondono odio dalle loro tastiere. Non ci devono essere dubbi su che cosa è in gioco in queste elezioni: la nostra Europa, pacifica e unita, viene sfidata come mai prima: da populisti, nazionalisti e demagoghi, che siano di estrema destra o di estrema sinistra”, E la politica conservatrice cita l’Afd, il Rassemblement National o la polacca Confederatia. “I nomi possono essere diversi”, conclude, “ma il fine è lo stesso: calpestare i nostri valori, distruggere l'Europa. E il Ppe non permetterà mai che ciò accada”.

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