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Biden all’attacco di Trump, lo stato dell’Unione diventa campagna elettorale

L’analisi. Senza mai nominare il suo avversario repubblicano, il presidente Usa trasforma l’intervento alle Camere nel primo colpo della sfida iniziata ufficialmente dopo i risultati del Super Martedì
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WASHINGTON - Un discorso da campagna elettorale, più che sullo stato dell’Unione, in cui il presidente Biden ha attaccato su tutto il fronte il suo avversario repubblicano Trump. E continuerà a farlo inaugurando il tour di comizi negli Stati in bilico, partendo dalla Pennsylvania: “Vuole toglierci la libertà, ma non glielo permetteremo”.

Non lo ha mai nominato nel suo discorso, ripetendo invece la formula "il mio predecessore", ma così non ha lasciato alcun dubbio su chi stesse criticando. In questo modo il rituale intervento annuale del capo della Casa Bianca davanti alle due Camere riunite è diventato in realtà il primo colpo della sfida per la conquista della Casa Bianca, cominciata ufficialmente dopo i risultati del Super Martedì, che si annuncia durissima.

"Era dai tempi del presidente Lincoln e della guerra civile - ha detto Biden - che la libertà e la democrazia non erano state sotto attacco in patria come lo sono oggi".

Il presidente ha rivendicato i suoi successi: "Sono …

WASHINGTON - Un discorso da campagna elettorale, più che sullo stato dell’Unione, in cui il presidente Biden ha attaccato su tutto il fronte il suo avversario repubblicano Trump. E continuerà a farlo inaugurando il tour di comizi negli Stati in bilico, partendo dalla Pennsylvania: “Vuole toglierci la libertà, ma non glielo permetteremo”.

Non lo ha mai nominato nel suo discorso, ripetendo invece la formula "il mio predecessore", ma così non ha lasciato alcun dubbio su chi stesse criticando. In questo modo il rituale intervento annuale del capo della Casa Bianca davanti alle due Camere riunite è diventato in realtà il primo colpo della sfida per la conquista della Casa Bianca, cominciata ufficialmente dopo i risultati del Super Martedì, che si annuncia durissima.

"Era dai tempi del presidente Lincoln e della guerra civile - ha detto Biden - che la libertà e la democrazia non erano state sotto attacco in patria come lo sono oggi".

Il presidente ha rivendicato i suoi successi: "Sono arrivato alla Casa Bianca determinato a superare uno dei periodi più difficili della storia della nostra nazione. E lo abbiamo fatto. Non fa notizia, ma in migliaia di città e paesi il popolo americano sta scrivendo la più grande storia di ritorno mai raccontata". Quindi ha esortato gli ascoltatori a restare sul sentiero che ha tracciato: "Continuiamo a raccontare quella storia, qui e ora. Il ritorno dell'America sta costruendo un futuro di possibilità, un'economia dal centro verso l'alto e dal basso verso l'alto per garantire che tutti abbiano buone possibilità e perché nessuno sia lasciato indietro".

Un punto centrale della sua campagna per la rielezione sarà l’aborto: "Nella sua decisione di ribaltare la sentenza Roe v. Wade, la maggioranza della Corte Suprema ha scritto che 'le donne non sono prive di potere elettorale o politico'. Non sto scherzando. Chiaramente coloro che si vantano di aver ribaltato la sentenza Roe v. Wade non hanno la minima idea del potere delle donne in America. Ma lo hanno scoperto quando la libertà riproduttiva era in gioco nel voto e ha vinto nel 2022 e nel 2023, e lo scopriranno di nuovo nel 2024. Se gli americani eleggessero un Congresso che sostenga il diritto di scelta vi prometto che ripristinerò la Roe v. Wade come legge del Paese".

Il secondo attacco a Trump lo ha lanciato per le sue dichiarazioni sull’Ucraina e la Nato: "Vuole sottomettersi a Putin. Gli ha detto di fare come vuole con la Nato. Le parole di Trump sull'Alleanza sono pericoloso e inaccettabili". Lui invece ha un altro messaggio: "L'Ucraina sconfiggerà Putin, ma solo con le nostre armi". Quindi ha avvertito i repubblicani che impediscono l’approvazione in Congresso dei nuovi aiuti militari a Kiev, dicendo che il leader del Cremlino "non si fermerà all'Ucraina". Invece "il mio messaggio a Putin è chiaro: gli Stati Uniti non si tireranno indietro, io non mi tirerò indietro. Se gli Stati Uniti si tirano indietro l'Ucraina è a rischio, l'Europa e a rischio, la democrazia è a rischio".

Un altro attacco a Trump lo ha lanciato sullo stato dell’America: "Ho ereditato un'economia sull'orlo del baratro. Ora però tutto il mondo ci invidia e abbiamo creato milioni di posti di lavoro". La cosiddetta "Bidenomics", che però gli americani non riconoscono perché l’inflazione morde di più. Allora ha cercato di conquistarli promettendo anche meno disuguaglianze: "Negli Stati Uniti ci sono 1.000 miliardari. Sapete qual è l'aliquota fiscale federale media per loro? 8,2%! Molto meno di quanto paga la stragrande maggioranza degli americani". Quindi ha aggiunto: "Nessun miliardario dovrebbe pagare un'aliquota fiscale inferiore a quella di un insegnante, un operatore sanitario o un infermiere". Perciò "ho proposto una tassa minima del 25% per i miliardari. Solo il 25%. Ciò consentirebbe di raccogliere 500 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. E 28% per le grandi imprese, con una minimum tax globale del 21%".

Anche sull’immigrazione ha attaccato Trump, accusandolo di bloccare la legge bipartisan che renderebbe più sicuro il confine, solo perché non vuole soluzioni che toglierebbero forza al suo principale slogan elettorale sull’invasione degli illegali: "So che il mio predecessore chiama i deputati chiedendo loro di non approvare la misura". Perciò lo ha sfidato direttamente: "Ma se mi sta guardando ora, la smetta di fare giochetti e si unisca a me nel chiedere al Congresso di sbloccare la legge. Possiamo farlo insieme". Lui però ha fatto una promessa: "Non demonizzerò i migranti, accusandoli di 'avvelenare il sangue del nostro Paese'", come invece ha fatto Trump".

Sulla guerra a Gaza ha prima di tutto denunciato la brutalità "dell’organizzazione terroristica chiamata Hamas". Però, siccome l’appoggio allo Stato ebraico gli sta facendo perdere voti nella sua stessa coalizione, ha avvertito: "Israele ha la responsabilità fondamentale di proteggere i civili. Questa guerra ha avuto un costo in termini di innocenti maggiore di tutti i precedenti conflitti a Gaza messi insieme. Più di 30.000 palestinesi uccisi e la maggior parte non sono di Hamas. Migliaia e migliaia sono donne e bambini innocenti. Ragazze e ragazzi sono rimasti orfani. Quasi 2 milioni di palestinesi sono sotto bombardamenti o sfollati. Case distrutte, quartieri in macerie, città in rovina. Famiglie senza cibo, acqua, medicine. È straziante". Perciò "stasera darò ordine alle forze armate statunitensi di condurre una missione di emergenza, per creare una banchina temporanea nel Mediterraneo, sulla costa di Gaza, che possa ricevere grandi navi che trasportano cibo, acqua, medicine e rifugi temporanei. Ma non ci saranno truppe americane sul campo". In questa operazione umanitaria, "anche Israele deve fare la sua parte, consentendo maggiori aiuti e garantendo che gli operatori umanitari non si trovino nel fuoco incrociato". Poi "guardando al futuro, l'unica vera soluzione è quella dei due Stati. Non esiste altra strada che garantisca la sicurezza e la democrazia di Israele. Non esiste altra strada che garantisca ai palestinesi di vivere in pace e dignità. Non esiste altra strada che garantisca la pace tra Israele e tutti i suoi vicini arabi, compresa l'Arabia Saudita".

Quanto alla Repubblica popolare, che Trump agita come un altro tema di campagna elettorale, "siamo in una posizione più forte per vincere la competizione per il Ventunesimo secolo, contro la Cina o chiunque altro. Gli Usa vogliono la concorrenza con Pechino, ma non il conflitto". Anche su questo, pensa di aver fatto più e meglio di Donald: "Il nostro deficit commerciale con la Cina è sceso al punto più basso da oltre un decennio. Ci opponiamo alle pratiche economiche sleali di Pechino. E difendiamo la pace e la stabilità attraverso lo Stretto di Taiwan. Ho rivitalizzato le nostre partnership e alleanze nel Pacifico. Mi sono assicurato che le tecnologie americane più avanzate non potessero essere utilizzate nelle armi cinesi. Francamente, nonostante tutti i suoi discorsi duri sulla Cina, al mio predecessore non è mai venuto in mente di farlo".

Quindi Biden ha concluso inquadrando la battaglia elettorale in una sfida epocale per la democrazia e l’anima stessa dell’America: "Il problema non è la nostra età, ma quella delle nostre idee". Perché Trump "ha la mia stessa età, ma vede le cose in modo diverso. La vita mi ha insegnato ad abbracciare la libertà e la democrazia. Un futuro basato sui valori fondamentali che hanno definito l'America: onestà, decenza, dignità, uguaglianza. Altri vedono una storia americana di risentimento, vendetta e punizione. Quello non sono io".

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