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La Groenlandia vuole l’indipendenza: per staccarsi da Copenaghen punta tutto su Cina e scioglimento dei ghiacci

Foto dell'Aurora boreale in Groenlandia (reuters)
Il paese artico deve sostituire i finanziamenti che riceve dalla Danimarca. Per farlo programma di vendere più pesce a Pechino e di aumentare il traffico nei suoi porti per via del cambiamento climatico. E intanto cerca di pesare di più nelle organizzazioni internazionali
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La Groenlandia vuole diventare indipendente. Per staccarsi dalla Danimarca e compensare i finanziamenti che ogni anno riceve da Copenhagen, Nuuk è pronta a puntare su Cina e cambiamenti climatici che, per quanto danneggino la regione, possono aprire nuove rotte navigabili. Nella nuova strategia di sicurezza presentata a febbraio, infatti, il governo compie un passo verso l'indipendenza, puntando su un maggiore coinvolgimento nella difesa del proprio territorio e una maggiore presenza in tutti gli organi internazionali in cui vengono discusse questioni legate alla regione artica.

Tutto sembra indirizzarsi verso una direzione: uno stato groenlandese indipendente. Anche se il governo danese sarebbe pronto a riconoscere uno stato groenlandese, il cammino non è privo di ostacoli. Sono soprattutto questioni economiche a frenare il desiderio di indipendenza.

(afp)

"Una grande maggioranza dei groenlandesi è …

La Groenlandia vuole diventare indipendente. Per staccarsi dalla Danimarca e compensare i finanziamenti che ogni anno riceve da Copenhagen, Nuuk è pronta a puntare su Cina e cambiamenti climatici che, per quanto danneggino la regione, possono aprire nuove rotte navigabili. Nella nuova strategia di sicurezza presentata a febbraio, infatti, il governo compie un passo verso l'indipendenza, puntando su un maggiore coinvolgimento nella difesa del proprio territorio e una maggiore presenza in tutti gli organi internazionali in cui vengono discusse questioni legate alla regione artica.

Tutto sembra indirizzarsi verso una direzione: uno stato groenlandese indipendente. Anche se il governo danese sarebbe pronto a riconoscere uno stato groenlandese, il cammino non è privo di ostacoli. Sono soprattutto questioni economiche a frenare il desiderio di indipendenza.

(afp)

"Una grande maggioranza dei groenlandesi è a favore dell'indipendenza, ma non è d'accordo su come e quando ottenerla", afferma Rasmus Leander Nielsen, ricercatore presso l'Università della Groenlandia.

(afp)

Rapporti commerciali con la Cina

Nielsen spiega che il governo di Nuuk ha bisogno di diversificare l'economia per favorire la crescita. Innanzitutto, la Groenlandia deve trovare un modo per sostituire i quasi 4 miliardi di corone danesi di sovvenzioni annuali da Copenaghen, che corrispondono a circa un terzo del Pil groenlandese.

Nella nuova strategia, la Groenlandia punta a rafforzare i rapporti commerciali con la Cina, già principale Paese di destinazione delle esportazioni groenlandesi. Nel 2021, il governo di Nuuk ha persino aperto un ufficio commerciale a Pechino.

"La crescente classe media cinese vuole sempre più pesce di alta qualità, che la Groenlandia è pronta a fornire. L'apertura dell'ufficio a Pechino è un forte segnale dell'importanza della Cina come partner commerciale, ma sia la Danimarca che gli Stati Uniti non vogliono che la Groenlandia dipenda troppo dal commercio con la Cina", afferma Marc Lanteigne, docente presso l'Università di Tromsø in Norvegia, esperto degli interessi cinesi nell'Artico.

Una compravendita insolita

L'importanza della Groenlandia è stata evidente nel 2019, quando l'allora presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato di aver considerato l'acquisto della Groenlandia dalla Danimarca. Sia la Danimarca che la Groenlandia hanno rifiutato l'offerta con indignazione, ma il potere di Washington sulle questioni della Groenlandia è comunque evidente, specialmente per quanto riguarda il rapporto con la Cina. Lanteigne spiega come gli investimenti cinesi nelle infrastrutture della Groenlandia siano stati bloccati da Washington. La Cina ha anche fallito nei tentativi di sviluppare attività minerarie nell'isola. Per i groenlandesi, il timore dell'influenza cinese sull'isola è esagerato. "Sembra che gli americani pensino che ci siano migliaia di spie cinesi sparpagliate per la Groenlandia. Non è così, ci sono pochissimi cinesi qui", sottolinea Rasmus Leander Nielsen.

Un ecosistema molto fragile

Nielsen ammette che ci sono contraddizioni tra le politiche di sicurezza e la realtà economica groenlandese, non solo per motivi geopolitici. Il tema dell'estrazione di minerali, uno delle principali risorse della Groenlandia, rimane un argomento controverso nel fragile ecosistema artico. Molti groenlandesi sono contrari anche alle attività economiche che potrebbero danneggiare un ecosistema già indebolito dai cambiamenti climatici.

La Groenlandia è uno dei luoghi al mondo in cui i cambiamenti climatici sono più evidenti. Gli studiosi hanno riscontrato che il ghiaccio della Groenlandia si sta sciogliendo più rapidamente di quanto si pensasse solo pochi anni fa. Molti groenlandesi già avvertono l'impatto dei cambiamenti sulla propria vita e temono per la propria società e cultura, ma un clima più caldo potrebbe anche aprire nuove opportunità economiche per i 56.000 abitanti dell'isola, secondo Christian Keldsen, presidente di "Groenlands Erhverv", un'organizzazione che lavora per promuovere l'economia groenlandese.

"I cambiamenti climatici non sono positivi, anzi. Tuttavia, quando il ghiaccio si scioglie, avremo più terra a disposizione. Questa terra potrà essere utilizzata, ad esempio, per varie forme di caccia. Inoltre, i nostri porti sono accessibili per un periodo più lungo dell'anno, consentendo l'arrivo di un maggior numero di navi commerciali. C'è anche un forte aumento del cosiddetto turismo climatico, persone che vogliono vedere con i propri occhi quanto ghiaccio si sia sciolto. Da noi è misurabile", spiega Keldsen.

Inoltre, il ghiaccio lascia un sedimento fertile sul terreno che si rivela un'eccellente risorsa per l'agricoltura, una potenziale risorsa economica in grado di rendere l'isola artica più attrattiva per possibili partner economici e politici.

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