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La finanziaria “dei sogni” di Biden: 5 trilioni in più dalle tasse ai ricchi e aiuti per la classe media

(afp)
La camera a maggioranza repubblicana difficilmente approverà la legge, ma il presidente ha voluto marcare la differenza rispetto all’avversario Trump
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New York - Una finanziaria da 7,3 trilioni di dollari, che taglierebbe il debito di 3 trilioni, alzerebbe le tasse di 5 trilioni ma solo per i più ricchi, e spenderebbe quasi 2 trilioni in programmi destinati alla classe media e bassa, oltre ad aumentare i fondi del Pentagono e riprendere gli aiuti militari all’Ucraina. È chiaro che la legge di bilancio americana presentata ieri dal presidente Biden rappresenta un libro dei sogni, che non verrà mai approvato dal Congresso, perché i repubblicani hanno la maggioranza alla Camera. Proprio per questo, però, è un programma elettorale che ha lo scopo di marcare una netta differenza rispetto a quello di Donald Trump e attirare i voti della base democratica.

I 7.300 miliardi di dollari richiesti dal capo della Casa Bianca verrebbero in larga parte dall’aumento della tasse di quasi 5.000 miliardi, basato sulle proposte che aveva già illustrato la settimana scorsa durante il discorso sullo stato dell’Unione. Ossia un rialzo dell’aliquota per l…

New York - Una finanziaria da 7,3 trilioni di dollari, che taglierebbe il debito di 3 trilioni, alzerebbe le tasse di 5 trilioni ma solo per i più ricchi, e spenderebbe quasi 2 trilioni in programmi destinati alla classe media e bassa, oltre ad aumentare i fondi del Pentagono e riprendere gli aiuti militari all’Ucraina. È chiaro che la legge di bilancio americana presentata ieri dal presidente Biden rappresenta un libro dei sogni, che non verrà mai approvato dal Congresso, perché i repubblicani hanno la maggioranza alla Camera. Proprio per questo, però, è un programma elettorale che ha lo scopo di marcare una netta differenza rispetto a quello di Donald Trump e attirare i voti della base democratica.

I 7.300 miliardi di dollari richiesti dal capo della Casa Bianca verrebbero in larga parte dall’aumento della tasse di quasi 5.000 miliardi, basato sulle proposte che aveva già illustrato la settimana scorsa durante il discorso sullo stato dell’Unione. Ossia un rialzo dell’aliquota per le grandi aziende dal 21% al 28%, a cui andrebbe poi aggiunto l’aumento della corporate minimux tax dal 15 al 21%. Il tutto senza mettere le mani nelle tasche di chi guadagna meno di 400.000 dollari all’anno.

Lo scopo è ovviamente quello di attaccare le disuguaglianze, attirando l’attenzione degli americani che finora non sembrano essersi accorti della buona salute dell’economia. E insieme marcare una netta differenza tra le sue proposte e quelle di Trump, che invece vuole tornare a tagliare le tasse ai più ricchi. Biden poi punta anche sulla leva della responsabilità fiscale, un credo tradizionale del Gop, ora però sacrificato sull’altare della devozione assoluta verso Donald, che secondo le accuse lanciate dalla sua stessa ex rivale repubblicana Nikki Haley durante i quattro anni alla Casa Bianca ha gonfiato il debito aggiungendoci ben 8.000 miliardi di dollari.

I soldi verrebbero usati per finanziare il Pentagono, che vedrebbe salire a 895 miliardi i fondi a disposizione, la difesa dell’Ucraina con i 60 miliardi richiesti da tempo, e anche la sicurezza del confine meridionale, secondo le linee della legge bipartisan per affrontare l’emergenza immigrazione, che non è diventata legge solo per l’opposizione di Trump, perché lui non vuole alcuna soluzione pratica capace di svuotare di significato lo slogan su cui punta per impostare la sua campagna presidenziale.

Il grosso dei finanziamenti però servirebbe per pagare i programmi sociali finalizzati ad aiutare la classe media e bassa, come la difesa della riforma sanitaria Obamacare, la riduzione dei prezzi per le medicine, le pensioni della Social Security.

Biden sa che la sua "finanziaria" non ha alcuna possibilità di essere approvata dal Congresso, ma proprio per questo si è spinto molto avanti con le proposte, finalizzate ad attirare i voti della propria base. Sono una promessa elettorale, ma chi vuole vederle realizzate dovrà votare per lui e per i candidati democratici al Congresso, affinché poi abbia la maggioranza necessaria a materializzarle.

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