Lady Diana, l’ultimo sgarbo: ora il suo amante vorrebbe vendere le lettere che si scambiarono alla fine degli anni ‘80
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA – “Sarebbe l’insulto finale a Lady Diana”, sostiene Ingrid Seward, una delle più celebri royal watcher. La direttrice della rivista “Majesty” commenta così la possibile vendita di 64 lettere d’amore che la principessa e il suo amante James Hewitt si sono scambiati tra il 1989 e il 1991. Missive sinora rimaste segrete, ma ancora nelle mani dell'ex maggiore dell'esercito britannico. Il quale aveva promesso alla principessa del Galles di bruciarle. Invece, secondo i tabloid, starebbe cercando di venderle a privati, dietro una somma fino a un milione di dollari. Con il rischio che vadano addirittura all’asta.
Tramite i suoi rappresentanti, Hewitt smentisce. Ma il “Sun” sostiene invece che l’ex militare ci avrebbe provato più volte di recente: prima in ottobre, tramite suoi intermediari, con la casa d’aste inglese Bonhams, che all’epoca consigliò di metterle all’asta per “ottenere il guadagno migliore, ma negli Stati Uniti, perché ci sarebbero più acquirenti interessati e per evita…
LONDRA – “Sarebbe l’insulto finale a Lady Diana”, sostiene Ingrid Seward, una delle più celebri royal watcher. La direttrice della rivista “Majesty” commenta così la possibile vendita di 64 lettere d’amore che la principessa e il suo amante James Hewitt si sono scambiati tra il 1989 e il 1991. Missive sinora rimaste segrete, ma ancora nelle mani dell'ex maggiore dell'esercito britannico. Il quale aveva promesso alla principessa del Galles di bruciarle. Invece, secondo i tabloid, starebbe cercando di venderle a privati, dietro una somma fino a un milione di dollari. Con il rischio che vadano addirittura all’asta.
Tramite i suoi rappresentanti, Hewitt smentisce. Ma il “Sun” sostiene invece che l’ex militare ci avrebbe provato più volte di recente: prima in ottobre, tramite suoi intermediari, con la casa d’aste inglese Bonhams, che all’epoca consigliò di metterle all’asta per “ottenere il guadagno migliore, ma negli Stati Uniti, perché ci sarebbero più acquirenti interessati e per evitare ogni ripercussione legale nel Regno Unito”. Insomma, Bonhams si sarebbe sfilata. Il mese prima, Hewitt, che con Diana Spencer ebbe una relazione segreta dal 1987 al 1992 anche mentre era in missione per la Guerra del Golfo, avrebbe fatto un tentativo anche con Sotheby’s. Ma pure quest’ultima, secondo il tabloid, si sarebbe detta non interessata.
Ora, ci sarebbe una casa d’aste americana, la Heritage, che potrebbe offrire un milione di dollari per acquisire le lettere e potenzialmente renderle pubbliche. Scenario che potrebbe mettere in forte imbarazzo la Royal Family. L’ex amante di Lady Diana ha confermato al giornale di aver contattato la Heritage per autenticare gli scritti e chiederne una valutazione, ma allo stesso tempo di “non avere alcuna intenzione di venderle o di metterle sul mercato”.
Ma il “Sun” ha scovato nel frattempo una email dello scorso gennaio della Heritage in cui si legge: “Dopo lunghe discussioni, abbiamo deciso che la soluzione migliore è quella di lavorare su un potenziale acquirente che potrebbe poi cederle a un privato, per evitare un’asta pubblica e le sue possibili ripercussioni negative”. Il tutto per un valore di un milione di dollari. E lo stesso tabloid ricorda come il 65enne Hewitt (che secondo fantasiose leggende metropolitane sarebbe il vero padre del principe Harry) tempo fa avrebbe provato persino a impegnare le missive di Diana come “collaterale” (strumento finanziario) per ottenere un prestito da 500mila sterline (quasi 600mila euro).
“Credo che Hewitt abbia un disperato bisogno di soldi”, aggiunge Seward al tabloid, “è inconcepibile che lettere così private della principessa Diana possano diventare pubbliche”. La stessa “Lady D”, prima di morire a 36 anni il 31 agosto 1997, definì il suo ex amante un “traditore” perché gli aveva inutilmente chiesto di bruciare quelle missive, dopo la fine della relazione. Rapporto che la principessa ammise durante la celebre e controversa intervista della Bbc nel 1995, quella in cui definì “affollato” il matrimonio con Carlo a causa della presenza dell’attuale regina Camilla: “Adoravo James. Lo amavo. Ma mi ha deluso”.
Il caso di queste lettere prosegue da oltre due decenni oramai. Due anni dopo la tragica morte di Diana a Parigi, Hewitt promise ai legali della famiglia Spencer di conservare quegli scritti della principessa in un luogo sicuro, di non venderli mai e di farli distruggerle dopo il decesso di lui. Ma, almeno nelle intenzioni, l’ex militare non sembra aver rispettato quel giuramento. Tanto che nel 2003, in un’intervista alla “Cnn”, ammise di cercare acquirenti in quanto si tratta “di documenti storici, di cui non c’è niente di vergognoso”, e che “sarebbe stato irresponsabile” non condividerle.
Ma il copyright rimane alla famiglia e agli eredi di Diana. Sebbene, stando ad alcuni legali, questo non sarebbe violato se le lettere venissero esposte in un museo o una mostra. Secondo il “Sun”, la Royal Family ha provato più volte ad acquisirle ma senza successo. Soltanto la scrittrice Anna Pasternak le avrebbe viste, come raccontato nel suo libro "Princess In Love”, proprio sulla storia di amore tra Diana Spencer ed Hewitt. In cambio, l’ex amante della principessa ne avrebbe ricavato almeno 100mila sterline.