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Parigi, polemiche a Sciences Po. Durante una manifestazione pro-Palestina viene vietato l’ingresso a una studentessa ebrea

(afp)
La ragazza accusata di essere “sionista”. L’ira di Macron: “Inaccettabile”
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PARIGI – Una manifestazione pro-Palestina organizzata a Sciences Po diventa un caso politico. Ieri mattina un centinaio di studenti hanno occupato l'anfiteatro principale della prestigiosa università, fucina dell'élite francese, nell'ambito di una "giornata di mobilitazione universitaria europea per la Palestina". Durante il raduno, una studentessa dell'Union des étudiants juifs de France (Uejf), l'unione degli studenti ebrei di Francia, ha raccontato di essere stata fermata all'ingresso, sentendo urlare: «Non lasciatela entrare, è una sionista». L'episodio è stato subito condannato dalla direzione dell'università, che ha avviato una procedura disciplinare e la ministra dell'Istruzione, Sylvie Retailleau, è andata nell'ateneo in segno di solidarietà con l'Uejf.

Il caso è arrivato oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Emmanuel Macron, che ha denunciato commenti "inqualificabili e assolutamente intollerabili". "Gli istituti universitari sono autonomi, ma questa autonomia non gius…

PARIGI – Una manifestazione pro-Palestina organizzata a Sciences Po diventa un caso politico. Ieri mattina un centinaio di studenti hanno occupato l'anfiteatro principale della prestigiosa università, fucina dell'élite francese, nell'ambito di una "giornata di mobilitazione universitaria europea per la Palestina". Durante il raduno, una studentessa dell'Union des étudiants juifs de France (Uejf), l'unione degli studenti ebrei di Francia, ha raccontato di essere stata fermata all'ingresso, sentendo urlare: «Non lasciatela entrare, è una sionista». L'episodio è stato subito condannato dalla direzione dell'università, che ha avviato una procedura disciplinare e la ministra dell'Istruzione, Sylvie Retailleau, è andata nell'ateneo in segno di solidarietà con l'Uejf.

Il caso è arrivato oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Emmanuel Macron, che ha denunciato commenti "inqualificabili e assolutamente intollerabili". "Gli istituti universitari sono autonomi, ma questa autonomia non giustifica in alcun modo il minimo accenno di separatismo" ha spiegato la portavoce del governo Prisca Thevenot, riportando una dichiarazione del Capo dello Stato. Il Comitato Palestina di Sciences Po, che ha organizzato il raduno, contesta la ricostruzione fatta dall'Uejf, denunciando "accuse infondate di antisemitismo da parte dell'estrema destra". Ai rappresentanti dell'Uejf – sostengono gli organizzatori – la ragazza sarebbe fermata "per motivi di sicurezza, perché in precedenza aveva intimidito gli studenti filopalestinesi". "È stata l'unica a cui è stato negato l'ingresso. Altri membri dell'Uejf hanno partecipato ai dibattiti" ha spiegato uno studente all'Afp.

Nella sinistra radicale c'è chi plaude alla manifestazione come il deputato Aymeric Caron che si congratula con «gli studenti di Sciences Po che si stanno mobilitando contro il genocidio in corso a Gaza».

Dall'inizio del conflitto israelo-palestinese, alcune prestigiose università americane, in particolare Harvard, sono state bersaglio di attacchi, accusate di non fare abbastanza per combattere l'antisemitismo nei loro campus. Sciences Po sta affrontando anche una crisi di governance.

L'attuale direttore Mathias Vicherat, ha deciso di rassegnare le dimissioni perché indagato con l'accusa di violenze domestiche. Vicherat è stato accusato dopo una lite in strada con la sua ex fidanzata, anche lei indagata con la stessa ipotesi di reato. I due si erano accusati durante un fermo al commissariato a inizio dicembre, ma poi non avevano deciso di sporgere denuncia. La procura di Parigi ha sottolineato che "l'onere di avviare un procedimento spetta esclusivamente al pubblico ministero". Nel novembre 2021, Vicherat aveva preso il posto di Frédéric Mion, costretto a dimettersi per aver coperto i sospetti di incesto che coinvolgevano il politologo Olivier Duhamel, allora presidente della Fondation nationale des sciences politiques (Fnsp). Mion a sua volta era succeduto a Richard Descoings, a capo di Sciences Po dal 1996 al 2012, morto accidentalmente in una stanza d'albergo a New York.

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