La minaccia di Putin all’Occidente: “La Russia è pronta all’utilizzo di armi nucleari”
di Riccardo RicciMOSCA – La Russia è pronta a utilizzare armi nucleari se dovesse esserci una minaccia allo stato, alla sovranità o all’indipendenza. Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin in un'intervista rilasciata alla televisione di Stato a pochi giorni dal voto che lo confermerà alla guida del Paese. “Da un punto di vista tecnico-militare siamo ovviamente pronti”, ha assicurato il presidente russo riconoscendo all’altra superpotenza nucleare, “gli americani”, la quasi parità strategica. “In termini di vettori e testate abbiamo approssimativamente la parità – assicura Putin - ma la nostra è più moderna”.
Putin ritiene che Washington si asterrà dal provocare un’escalation. Il "gioco del pollo” – la corsa suicida al limite del baratro resa celebre dal film "Gioventù bruciata" – non si trasformerà in catastrofe globale. perché "non introdurranno le truppe". Nondimeno, Mosca accoglierà ogni “intervento”, anche se “sul territorio dell'Ucraina” come una minaccia diretta: “Per noi è una questione…
MOSCA – La Russia è pronta a utilizzare armi nucleari se dovesse esserci una minaccia allo stato, alla sovranità o all’indipendenza. Lo ha dichiarato il presidente Vladimir Putin in un'intervista rilasciata alla televisione di Stato a pochi giorni dal voto che lo confermerà alla guida del Paese. “Da un punto di vista tecnico-militare siamo ovviamente pronti”, ha assicurato il presidente russo riconoscendo all’altra superpotenza nucleare, “gli americani”, la quasi parità strategica. “In termini di vettori e testate abbiamo approssimativamente la parità – assicura Putin - ma la nostra è più moderna”.
Putin ritiene che Washington si asterrà dal provocare un’escalation. Il "gioco del pollo” – la corsa suicida al limite del baratro resa celebre dal film "Gioventù bruciata" – non si trasformerà in catastrofe globale. perché "non introdurranno le truppe". Nondimeno, Mosca accoglierà ogni “intervento”, anche se “sul territorio dell'Ucraina” come una minaccia diretta: “Per noi è una questione di vita o di morte”. L’attuale presidente Usa Joe Biden, “esponente della politica classica”, è pur sempre affiancato da altri specialisti, di cui è difficile interpretare con certezza le intenzioni.
Da quando ha lanciato l’operazione militare speciale, il leader russo ha ripetutamente parlato della sua disponibilità a utilizzare armi nucleari. A distanza di pochi giorni dall’avvio delle ostilità, il 27 febbraio 2022, ha annunciato di aver messo in stato di massima allerta le forze nucleari e a febbraio 2023 ha annunciato la sospensione della partecipazione al trattato New Start con gli Usa, che limita il numero di testate nucleari schierate. Dopo circa un un mese, ha stretto un accordo con l’alleata Bielorussia per posizionare armi nucleari tattiche sul suo territorio. Una decisione, ha sottolineato, speculare con lo schieramento degli Stati Uniti nei paesi alleati in Europa.
Segnali diretti all'Occidente che si sono fatti più forti e diretti, come il volo dimostrativo effettuato a fine febbraio 2024 a bordo di un bombardiere strategico Tu-160M. La minaccia più recente è arrivata nel suo discorso all’Assemblea nazionale il mese scorso, quando ha avvertito l’Occidente che approfondire il coinvolgimento nei combattimenti in Ucraina rischierebbe una guerra nucleare, alla quale Mosca è “ovviamente pronta”. Almeno "dal punto di vista tecnico-militare".
Ancora una volta, Putin ha negato di aver preso seriamente in considerazione l'uso di queste armi in Ucraina, nonostante le poco velate minacce espresse in passato. “Non c'è mai stata una tale necessità", ha detto. Dopotutto, ha sottolineato, la dottrina militare russa prevede l'uso di mezzi di distruzione di massa solo se l'esistenza della Russia è minacciata.
Il presidente russo ha colto l’occasione per commentare le dichiarazioni dell’omologo francese Emmanuel Macron, che il 26 febbraio aveva affermato di "non escludere" l'invio di truppe occidentali in Ucraina. Una eventualità che, secondo Putin, non cambierebbe la situazione sul campo di battaglia, “così come l'invio di armi”. Il pericolo, ha suggerito il leader russo, è che i Paesi ridisegnati dopo la Seconda Guerra Mondiale a favore dell’allora Ucraina sovietica possano avanzare pretese di revisione dei confini. Per quanto riguarda le dichiarazioni dell’Eliseo, probabilmente è “risentimento” per il nuovo ruolo della Russia in Africa che sta scalzando la presenza francese nel continente: “Forse una reazione così acuta e piuttosto emotiva – ha aggiunto - è collegata anche a ciò che sta accadendo in alcuni Stati africani”.
Punzecchiato dall’intervistatore per le recenti dichiarazioni in cui ha definito Biden “un politico più esperto” di Trump, Putin ha ripetuto il solito mantra: “Lavoreremo con qualsiasi leader che gode della fiducia del popolo americano”. Sul dibattito elettorale negli Usa, “sempre più incivile”, ha preferito non commentare direttamente, ma come di consueto attraverso un aneddoto. Nell’ultimo anno del suo mandato Trump l’avrebbe accusato di favorire l’avversario “Sleepy Joe”, per poi finire a sua volta sotto indagine per presunti legami con il Cremlino.
Il recente aumento degli attacchi di droni in territorio russo avrebbe, secondo Putin, lo scopo d'interferire con le elezioni presidenziali, che si terranno dal 15 al 17 marzo. In giornata le autorità russe hanno aggiornato il bollettino degli abbattimenti, dei danni e dei feriti: 58 droni colpiti dalla contraerea, uno andato a segno in una raffineria di petrolio nella regione di Rjazan, due persone ferite nell’incendio che si è innescato. Un altro drone è stato abbattuto mentre si avvicinava a una raffineria nei pressi di San Pietroburgo.