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Germania, 100 assistenti parlamentari di Afd vengono da gruppi neonazisti: “Quinta colonna in caso di assalto al palazzo in stile Trump”

(reuters)
Per gli altri partiti la scoperta è “sconvolgente”. E qualcuno di loro, come John Hoewer, coltiva rapporti stretti con CasaPound e ha partecipato a iniziative neofasciste a Roma, forse anche alla commemorazione di Acca Larentia nel 2019
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BERLINO – Oltre cento collaboratori parlamentari dell’Afd sono estremisti di destra. E qualcuno ha anche legami con i neofascisti italiani di CasaPound. E’ quanto emerge da una ricerca del Bayerischer Rundfunk (BR) che getta una luce inquietante sul personale legato all’ultradestra che ha libero accesso al Bundestag. Sono cinquecento persone in tutto per le quali l’ultradestra ha a disposizione ben 30 milioni di euro all’anno. E tra gli oltre cento collaboratori con simpatie brune ci sarebbero anche alcuni impiegati negli uffici dei leader del partito, Alice Weidel e Tino Chrupalla. Secondo il BR, metà dei 78 deputati dell’Afd nascondono militanti di destra estrema nei loro uffici.

Alexander Nabert, uno degli autori dello scoop, ha raccontato al podcast della Tagesschau “11 Km” di aver percorso l’intero Parlamento a piedi segnandosi i nomi scritti sulle porte perché l’Afd non ha mai reso pubblica la lista dei sui suoi assistenti, portavoce o segretari. Insieme ai suoi colleghi, anche…

BERLINO – Oltre cento collaboratori parlamentari dell’Afd sono estremisti di destra. E qualcuno ha anche legami con i neofascisti italiani di CasaPound. E’ quanto emerge da una ricerca del Bayerischer Rundfunk (BR) che getta una luce inquietante sul personale legato all’ultradestra che ha libero accesso al Bundestag. Sono cinquecento persone in tutto per le quali l’ultradestra ha a disposizione ben 30 milioni di euro all’anno. E tra gli oltre cento collaboratori con simpatie brune ci sarebbero anche alcuni impiegati negli uffici dei leader del partito, Alice Weidel e Tino Chrupalla. Secondo il BR, metà dei 78 deputati dell’Afd nascondono militanti di destra estrema nei loro uffici.

Alexander Nabert, uno degli autori dello scoop, ha raccontato al podcast della Tagesschau “11 Km” di aver percorso l’intero Parlamento a piedi segnandosi i nomi scritti sulle porte perché l’Afd non ha mai reso pubblica la lista dei sui suoi assistenti, portavoce o segretari. Insieme ai suoi colleghi, anche grazie a una lista di nomi ottenuta da una fonte interna, il Bayerischer Rundfunk ha ricostruito che ci sono 500 collaboratori del partito capitanato da Weidel e Chrupalla. E uno su cinque è ascrivibile a organizzazioni definite dal Verfassungsschutz (i servizi segreti interni) “di estrema destra”: neonazisti, Identitari, membri di confraternite brune, influencer radicali ed esponenti della Junge Alternative, l’organizzazione giovanile dell’Afd finita già sotto osservazione perché ritenuta troppo radicale.

La notizia riporta alla mente il fallito assalto dell’agosto 2020 al Reichstag, quando circa quattrocento neonazisti e no vax tentarono di forzare l’ingresso dell’edificio che ospita la plenaria parlamentare sventolando bandiere del Terzo Reich. E fa venire la pelle d’oca anche alla luce della cellula dei Reichsbuerger e neonazisti capeggiata dal principe Reuss scoperta nel 2022. Tra i venticinque complottisti che avevano pianificato proprio un attacco al Bundestag per rovesciare il governo, anche l’ex deputata Afd Birgit Malsack-Winkemann. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’ex parlamentare aveva organizzato negli scorsi anni un giro dell’edificio parlamentare con alcuni estremisti di destra che hanno avuto così l’occasione di studiarlo da vicino. Un incubo da sei gennaio americano.

La presidente del Bundestag, Baerbel Bas (Spd), ha detto che bisognerà rafforzare le misure di sicurezza “per evitare che estremisti che puntano al rovesciamento dell’ordine liberale e democratico vadano e vengano dal Bundestag”. Per la vicepresidente Katrin Goering-Eckart la notizia dei cento estremisti che si celano nel Bundestag è “sconvolgente”. E la deputata dei verdi ha aggiunto che occorrerà fare una riflessione sull’opportunità che nemici dichiarati della costituzione vengano pagati con soldi dei contribuenti.

Uno degli estremisti su cui l’emittente bavarese ha acceso un faro è John Hoewer, collaboratore di Sebastian Muenzenmaier, il vicecapogruppo dell’Afd. Il 36enne è uno degli animatori della piattaforma “Ein Prozent” che raccoglie fondi per sostenere le cause legali di estremisti e supportare l’attivismo radicale. In passato ha fatto parte di confraternite brune ed è stato immortalato a un allenamento di arti marziali con neonazisti del partito Npd. Nel 2017 hanno filmato l’estremista impiegato del Bundestag a un evento all’università di Magdeburg, mentre spintonava e minacciava studenti che protestavano contro un parlamentare dell’Afd.

Soprattutto, Hoewer coltiva stretti legami con i neofascisti italiani di CasaPound. Nel 2017 ha fatto parte di una delegazione di “Ein Prozent” che ha partecipato a un evento a Roma di ‘Blocco studentesco’, l’organizzazione giovanile di CasaPound. E secondo il portale Sachsen-Anhalt-Rechtsaussen, il 7 gennaio del 2019 Hoewer potrebbe essere tornato a Roma per partecipare alla commemorazione neofascista di Acca Larentia, nascosto tra una selva di saluti romani.

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