Uguaglianza di genere o paura della Russia? Almeno nelle dichiarazioni ufficiali, entrambe le ragioni sembrano spiegare la svolta storica annunciata dalla Danimarca: l’introduzione della leva obbligatoria per le donne, con l’aumento dei mesi da 4 a 11 per entrambi i sessi.
Perché la Danimarca rafforza il suo esercito
“Non ci riarmiamo perché vogliamo la guerra, ma perché vogliamo evitarla”, ha spiegato la premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen, aggiungendo poi appunto di puntare alla “piena uguaglianza di genere”.
Attualmente il Paese scandinavo ha 9mila soldati professionisti e 4.700 coscritti, che il governo vuole far diventare 5mila. La leva è obbligatoria, ma siccome ci sono abbastanza volontari si ricorre a una sorta di lotteria e non tutti i maggiorenni finiscono per essere chiamati. Dei 4.700 coscritti del 2023, già uno su quattro, il 25,1%, è rappresentato da donne, volontarie (hanno abbattuto questo “soffitto di cristallo” nel 1998).
Frederiksen, dopo aver governato dal 2019 al 2022 in un governo di minoranza monocolore sostenuto dall’esterno da altre forze di sinistra, dal dicembre del 2022 è a capo di una grande coalizione con i liberali e i moderati. È uno dei pochi leader progressisti europei alla guida di un governo, ma è anche criticata per alcune posizioni considerate di destra, come una posizione durissima sui migranti e i richiedenti asilo (sua la proposta, copiata dai conservatori britannici, di spedirli fino in Rwanda per fare domanda ufficiale).
La minaccia russa
Paese fondatore della Nato – che ha espresso il predecessore di Stoltenberg, ovvero Anders Fogh Rasmussen – raggiungerà nei prossimi cinque anni il target di 2% di spesa del Pil per la Difesa, ed è in prima linea negli aiuti all’Ucraina: è uno dei pochi Paesi che fornirà a Kiev i caccia F-16. Il presidente russo Vladmir Putin ha detto pochi giorni fa che schiererà le truppe al confine con la Finlandia, Paese scandinavo che è appena entrato nell’Alleanza atlantica, e siccome da Copenhagen al confine russo-finlandese sono meno di un giorno di macchina… scenario apocalittico per scenario apocalittico sembra che la Danimarca voglia farsi trovare pronta.
“La Russia non pone una minaccia alla Danimarca – ha spiegato il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen – ma non ci metteremo in una situazione in cui possa diventarlo”.
Ora servirà una nuova legge, e poi si partirà probabilmente nel 2026. La maggioranza già c’è. Niente di nuovo, comunque, sotto il sole scandinavo: Norvegia e Svezia hanno già una legge identica, rispettivamente dal 2015 e dal 2017.