MOSCA — Su ogni portone di Mosca sono comparsi due volantini: l’indirizzo del seggio elettorale e, per ogni evenienza, una mappa. Accompagnati da un’annotazione: «Si può votare per tre giorni». Insieme al voto elettronico previsto in 29 regioni, è la novità di queste presidenziali russe, già collaudata alle precedenti elezioni locali col pretesto del Covid: i seggi si aprono oggi e si chiuderanno soltanto domenica sera, uno dei tanti espedienti per promuovere l’affluenza. È questa l’unica incognita di una votazione dall’esito scontato: la conferma di Vladimir Putin per un quinto mandato in assenza di veri avversari e nel bel mezzo dell’offensiva in Ucraina.
Secondo diverse fonti, per non sminuire la legittimità del voto, l’obiettivo dell’amministrazione presidenziale è un dato superiore al 67,5% di sei anni fa. Si ricorre a qualsiasi mezzo. Ieri è sceso in campo persino Putin invitando i russi in un video-appello a non «deviare dal cammino» e a votare per esprimere «una posizione…
MOSCA — Su ogni portone di Mosca sono comparsi due volantini: l’indirizzo del seggio elettorale e, per ogni evenienza, una mappa. Accompagnati da un’annotazione: «Si può votare per tre giorni». Insieme al voto elettronico previsto in 29 regioni, è la novità di queste presidenziali russe, già collaudata alle precedenti elezioni locali col pretesto del Covid: i seggi si aprono oggi e si chiuderanno soltanto domenica sera, uno dei tanti espedienti per promuovere l’affluenza. È questa l’unica incognita di una votazione dall’esito scontato: la conferma di Vladimir Putin per un quinto mandato in assenza di veri avversari e nel bel mezzo dell’offensiva in Ucraina.
Secondo diverse fonti, per non sminuire la legittimità del voto, l’obiettivo dell’amministrazione presidenziale è un dato superiore al 67,5% di sei anni fa. Si ricorre a qualsiasi mezzo. Ieri è sceso in campo persino Putin invitando i russi in un video-appello a non «deviare dal cammino» e a votare per esprimere «una posizione civile e patriottica» e «confermare l’unità e la determinazione nell’andare avanti». Come sempre, le regioni fanno a gara per attirare i cittadini ai seggi offrendo pranzi gratis o biglietti per i concerti e organizzando lotterie a premi che vanno da un’auto a beni oramai introvabili come l’ultimo iPhone o gli acconcia-capelli della Dyson.
Un investimento che si somma alle consuete pressioni su funzionari del partito al potere Russia Unita, dipendenti statali e impiegati delle aziende private fedeli al governo. Ma il timore è che stavolta i soliti stratagemmi non bastino. Tanto che il Servizio di intelligence estero, Svr, ha già messo le mani avanti accusando gli Usa di preparare «attacchi informatici al sistema di voto elettronico a distanza» e ricordando che l’astensionismo non pregiudica la vittoria. «Anche il partito di Meloni — ha commentato — ottenne una vittoria inaspettata soltanto a causa della bassa affluenza».
Sui consensi di Putin, invece, non ci sono dubbi: anche secondo i sondaggi indipendenti, sono intorno all’80%. Per non correre rischi la Commissione elettorale ha escluso le uniche due candidature pacifiste: la giornalista Ekaterina Duntsova e il cauto liberale Boris Nadezhdin. Ammesso soltanto tre rivali, minimo storico dal 2008.
Sono tutti esponenti dei partiti della cosiddetta “opposizione sistemica”, appendice del Cremlino: il comunista Nikolaj Kharitonov; il nazionalista Leonid Slutskij, Partito liberaldemocratico; il quarantenne Vladislav Davankov, Gente Nuova. Mere comparse. La dispersa opposizione invita a recarsi in massa alle urne a mezzogiorno di domenica e invalidare il proprio voto. Un’iniziativa battezzata “Mezzogiorno contro Putin” che le autorità stanno già cercando di boicottare: la procura ha avvertito che ogni protesta verrà perseguita e su Internet sono comparse fake news sul rinvio dell’appuntamento.