NEW YORK - In Missouri non solo è vietato abortire, ma anche divorziare se si è incinte, persino se si è vittime di abusi e violenze. Dopo aver affrontato per anni abusi domestici, ha raccontato al Guardian, una donna, identificata dall’iniziale H, arrivata al sesto mese di gravidanza aveva scoperto che il marito era stato violento anche con il figlio piccolo. Allora aveva contattato subito un’avvocata per avviare la pratica di divorzio. Ma la legale l’ha fermata subito, dandole una notizia inattesa: H non avrebbe potuto portare a termine il divorzio perché era incinta. “Mi sono sentito sconfitta”, ha raccontato. Le è toccato tornare la sera a casa e dormire nella camera del figlio, per evitare nuove violenze. La notte prima di partorire, H aveva scelto di dormire nella zona più sicura dell’abitazione: lo scantinato, assieme ai suoi cani.
Il Missouri ha uno statuto diventato un caso nazionale proprio perché rende la gravidanza una doppia trappola: non solo le donne non possono sottoporsi all’interruzione di gravidanza, ma neanche divorziare. E vale anche se sono incinte e scoprono l’infedeltà del marito. Il pancione non rende libere. Secondo la American Pregnancy Association, una noprofit anti-abortista, in Texas c’è una legge simile, mentre in Arizona, pur in assenza di un testo legislativo, è difficile che venga riconosciuto il divorzio se la donna è in attesa di un figlio.
L’intenzione originale alla base della legge in Missouri, emanata nel 1973, in realtà era considerata “nobile": serviva a tutelare le donne in attesa di un figlio da un divorzio che le avrebbe messe in difficoltà, col rischio di finire per strada. Ma con il cambiamento dei tempi e l’autonomia raggiunta dalle donne, molte sono pronte a divorziare e a vivere da sole. Il punto, però, è sempre quello: se sono in attesa, non possono divorziare. Devono attendere di partorire e poi avviare le procedure.
All’inizio H ha seguito questa strada: tre mesi dopo aver partorito ha avviato le carte, ma avrebbe voluto risparmiarsi lunghe sofferenze fisiche e psicologiche. Il primo figlio aveva sei mesi quando lei era stata stuprata dall’ex marito ed era rimasta incinta. “Pensai che sapesse, nella sua testa - ha raccontato H al Guardian - che la gravidanza mi avrebbe costretta a restare una sua proprietà”. Una rappresentante democratica, Ashley Aune, ha presentato alla Camera statale una legge che attribuisce ai giudici maggiori poteri per decidere se concedere il divorzio anche in casi di gravidanza. “Voglio un giudice - spiega Aune - in grado di esaminare un caso e dire ‘ok, qui ci sono le condizioni per avviare il divorzio’”. La legge deve essere ancora votata e non è detto passi con facilità.
Chi si oppone ritiene che il testo potrebbe “creare una situazione pericolosa” per donne costrette ad affrontare problemi finanziari, in mancanza di un sostegno economico riconosciuto dal giudice.
Il Missouri è uno Stato molto restrittivo in tema di riproduzione. È stato il primo a vietare l’aborto dopo la sentenza della Corte Suprema, nel 2022, con cui era stata annullata la sentenza Roe v. Wade del 1973. I casi di stupro e incesto, in Missouri, non fanno eccezione. Secondo la noprofit National Hotline for Domestic Violenze, le telefonate in cui si denunciano violenze domestiche sono aumentate del 99 per cento dopo le restrizioni sull’aborto. Nel 2022 più di 23 mila persone hanno denunciato violenze domestiche. “Non considero un’iperbole - spiega Matthew Huffman, dirigente di una rete di medici che si occupano di violenze - sostenere che una nuova legge potrebbe letteralmente salvare vite”.