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Cuba, si aggrava la crisi energetica: centinaia in piazza a Santiago al grido di “corriente y comida”

A sostegno delle proteste è scesa in piazza anche la comunità cubana a Miami 
Le proteste in seguito ai continui blackout dovuti alla carenza di carburante e alla mancanza di generi alimentari e medicinali. “Attenzione ai nemici della Rivoluzione che sfruttano questa situazione per destabilizzarci”, ha commentato il presidente Diaz-Canel
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"Corriente y comida”, elettricità e cibo. “Tenemos hambre”, abbiamo fame. In centinaia sono scesi in piazza a Santiago de Cuba gridando queste frasi come forma di protesta contro la grave crisi energetica che da mesi colpisce l'isola, dove ora mancano anche generi alimentari e medicine: ieri sera gli abitanti della seconda città più grande dopo L'Avana e di Bayamo hanno protestato contro il governo e chiedere risposte.

Sui social circolano le prime testimonianze delle massicce mobilitazioni, ma con il passare dei minuti gli utenti denunciano che le connessioni a Internet vengono interrotte.

Le autorità cubane hanno riferito sabato che numerosi blackout si registravano in alcune città del Paese, compresa la capitale, anche della durata di 14 ore. Dall'inizio di marzo l'isola ha dovuto affrontare una nuova serie di interruzioni di energia dovute ai lavori di manutenzione della centrale termoelettrica Antonio Güiteras, la più importante del Paese. Questo fine settimana il problema s…

"Corriente y comida”, elettricità e cibo. “Tenemos hambre”, abbiamo fame. In centinaia sono scesi in piazza a Santiago de Cuba gridando queste frasi come forma di protesta contro la grave crisi energetica che da mesi colpisce l'isola, dove ora mancano anche generi alimentari e medicine: ieri sera gli abitanti della seconda città più grande dopo L'Avana e di Bayamo hanno protestato contro il governo e chiedere risposte.

Sui social circolano le prime testimonianze delle massicce mobilitazioni, ma con il passare dei minuti gli utenti denunciano che le connessioni a Internet vengono interrotte.

Le autorità cubane hanno riferito sabato che numerosi blackout si registravano in alcune città del Paese, compresa la capitale, anche della durata di 14 ore. Dall'inizio di marzo l'isola ha dovuto affrontare una nuova serie di interruzioni di energia dovute ai lavori di manutenzione della centrale termoelettrica Antonio Güiteras, la più importante del Paese. Questo fine settimana il problema si è aggravato a causa della carenza di carburante.

Nel 2022, Cuba ha registrato un calo senza precedenti nella produzione di energia elettrica e persino un blackout diffuso causato dall'uragano Ian il 27 settembre. Il sistema di produzione di energia elettrica di Cuba è costituito da otto vecchie centrali termoelettriche, oltre che da alcuni generatori e otto barche-generatore noleggiate dalla Turchia, che hanno anch'esse risentito della mancanza di carburante.

"Diverse persone hanno espresso la loro insoddisfazione per il servizio elettrico e la distribuzione di alimenti", ha reagito il presidente cubano Miguel Diaz-Canel su X, mettendo in guardia contro "i nemici della Rivoluzione" che stanno sfruttando questa situazione "per scopi destabilizzanti". Ci sono "terroristi con base negli Stati Uniti, che abbiamo denunciato in diverse occasioni, che stanno incoraggiando azioni per destabilizzare il Paese", ha condannato.

Sullo stesso social network, l'ambasciata statunitense a Cuba ha invitato il governo cubano a "rispettare i diritti dei manifestanti". Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ha poi invitato Washington a non "interferire negli affari interni del Paese", sempre su X.

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