L’Italia ha una nuova ambasciatrice in Iran: per la prima volta è una donna, Paola Amadei
di Gabriella ColarussoPer la prima volta nella storia delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi sarà una donna a rappresentare l’Italia in Iran. Paola Amadei, romana, classe 1964, ha ricevuto il gradimento di Teheran ed è da oggi la nuova ambasciatrice.
Amadei ha una brillante carriera alle spalle, iniziata nel 1992 e cresciuta tra diversi continenti, da Singapore a Mascate fino all’incarico appena terminato di ambasciatrice nel Bahrein. Nel mezzo, una lunga esperienza a Bruxelles, dove è stata tra le altre cose anche coordinatrice della politica commerciale e delle telazioni Transatlantiche presso la Rappresentanza permanente. Nel 2012 il primo incarico mediorientale, ambasciatrice in Oman – uno Stato chiave nei negoziati nucleari e non solo con l’Iran - poi il ritorno a Roma (nel 2017 è stata anche consigliere diplomatico dell'allora ministro dell'Interno, Marco Minniti) e nel 2020 l’arrivo a Manama, capo della diplomazia italiana nel Bahrein.
Sono "orgogliosa di rappresentare l'Italia in Iran, due…
Per la prima volta nella storia delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi sarà una donna a rappresentare l’Italia in Iran. Paola Amadei, romana, classe 1964, ha ricevuto il gradimento di Teheran ed è da oggi la nuova ambasciatrice.
Amadei ha una brillante carriera alle spalle, iniziata nel 1992 e cresciuta tra diversi continenti, da Singapore a Mascate fino all’incarico appena terminato di ambasciatrice nel Bahrein. Nel mezzo, una lunga esperienza a Bruxelles, dove è stata tra le altre cose anche coordinatrice della politica commerciale e delle telazioni Transatlantiche presso la Rappresentanza permanente. Nel 2012 il primo incarico mediorientale, ambasciatrice in Oman – uno Stato chiave nei negoziati nucleari e non solo con l’Iran - poi il ritorno a Roma (nel 2017 è stata anche consigliere diplomatico dell'allora ministro dell'Interno, Marco Minniti) e nel 2020 l’arrivo a Manama, capo della diplomazia italiana nel Bahrein.
Sono "orgogliosa di rappresentare l'Italia in Iran, due Paesi eredi di antiche civiltà e portatori di culture millenarie che si sono sempre attratte e arricchite reciprocamente", ha detto poco dopo la sua nomina ufficiale. "Oggi più ancora che in passato i nostri due Paesi condividono la responsabilità di adoperarsi per la pace e la prosperità". Un compito non semplice in una nazione attraversata da profonde tensioni interne e in una regione scossa da conflitti che stanno ridisegnando i rapporti tra le potenze.
Amadei arriva a Teheran due anni dopo l’ondata di proteste seguite alla morte di Mahsa Amini che hanno dato vita a un grande movimento di disobbedienza civile le cui protagoniste sono proprio le donne, alla ricerca di un nuovo ruolo, nuovi diritti e nuove libertà in una società ancora in buona parte conservatrice e governata dagli ultraconservatori.
Il contesto non è meno complesso: il conflitto in Medio Oriente, in cui la Repubblica Islamica gioca una complicata partita per l’influenza regionale, e la guerra in Ucraina, con la crescente cooperazione militare tra l’Iran e la Russia, rendono ancora più delicato e strategico il ruolo dell’Italia, da sempre un Paese ponte tra l’Europa e Teheran.