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Transnistria, la messinscena russa per accusare l’Ucraina: un drone distrugge un vecchio elicottero

L’operazione di “false flag” è stata subito denunciata da Kiev e dalla Moldavia, il Paese a cui appartiene la regione secessionista filo-Putin
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Un drone killer si lancia contro un elicottero fermo sulla pista e lo distrugge. Una scena ormai ordinaria nei campi di battaglia ucraini ma molto pericolosa quando accade in Transnistria, il nuovo focolaio delle tensioni tra Occidente e Russia. Il misterioso attacco è avvenuto ieri mattina alle 12 in una base militare alle porte di Tiraspol, capitale dell’autoproclamata repubblica, ed è stato documentato da un filmato. Le immagini mostrano l’impatto del velivolo telecomandato e l’esplosione: subito i media locali filorussi hanno parlato di un ordigno partito dalla confinante regione ucraina di Odessa e la notizia è stata ripresa anche dai canali Telegram della propaganda di Mosca.

Le altre false flag

Le autorità moldave e l’intelligence di Kiev hanno sostenuto che si tratta di una false flag, una messinscena realizzata dai servizi segreti russi o dai loro alleati di Tiraspol: l’elicottero sovietico mostrato nel filmato era in pessime condizioni e addirittura mancava un vetro ne…

Un drone killer si lancia contro un elicottero fermo sulla pista e lo distrugge. Una scena ormai ordinaria nei campi di battaglia ucraini ma molto pericolosa quando accade in Transnistria, il nuovo focolaio delle tensioni tra Occidente e Russia. Il misterioso attacco è avvenuto ieri mattina alle 12 in una base militare alle porte di Tiraspol, capitale dell’autoproclamata repubblica, ed è stato documentato da un filmato. Le immagini mostrano l’impatto del velivolo telecomandato e l’esplosione: subito i media locali filorussi hanno parlato di un ordigno partito dalla confinante regione ucraina di Odessa e la notizia è stata ripresa anche dai canali Telegram della propaganda di Mosca.

Le altre false flag

Le autorità moldave e l’intelligence di Kiev hanno sostenuto che si tratta di una false flag, una messinscena realizzata dai servizi segreti russi o dai loro alleati di Tiraspol: l’elicottero sovietico mostrato nel filmato era in pessime condizioni e addirittura mancava un vetro nella cabina di pilotaggio. Già nella primavera 2022 c’erano stati due attentati contro uffici istituzionali, avvolti nel sospetto. Adesso però la situazione è addirittura peggiore e da giorni le intelligence della Nato non escludono che Putin possa tentare una provocazione contro la Moldavia, l’ex Repubblica dell’Urss a maggioranza romena da cui la Transnistria si è separata combattendo nel 1992 sotto la protezione dei tank dell’Armata Rossa.

Le ultime tensioni

Il Parlamento di Tiraspol due settimane fa ha votato all’unanimità una mozione che chiedeva la protezione del Cremlino. Pochi giorni fa Parigi ha replicato annunciando l’invio di un contingente francese in Moldavia, Paese che non fa parte dell’Ue né della Nato. Mosca mantiene in Transnistria una task force di duemila soldati, che non risulta disporre di armamenti pesanti. L’esercito secessionista non ha mezzi moderni, ma può contare sull’eredità della Guerra Fredda: lì c’erano i magazzini di munizioni dell’armata sovietica destinati a lanciare l’assalto contro la Nato, che seppur saccheggiati dai trafficanti custodiscono ancora una riserva di ordigni massiccia. Un arsenale che oggi ha un valore strategico nella penuria mondiale di proiettili d’artiglieria.

Vladimir Putin soffierà sul fuoco di Tiraspol? Dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina ha evitato di scatenare una crisi che difficilmente le sue forze militari avrebbero potuto affrontare. Adesso le condizioni potrebbero essere diverse, soprattutto per il peso della campagna elettorale sulle scelte degli Stati Uniti, dove i conflitti europei sono sempre più lontani dall’attenzione della Casa Bianca.

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