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"Brigitte Macron è un uomo" la giornalista pro Trump diffonde un falso. È un assaggio della campagna elettorale Usa

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Candace Owens, ex progressista ora sostenitrice di Trump, flirta con il Putinismo, si è inventata il movimento “Blexit” e sostiene l’idea cospirativa che la première dame di Francia sia in realtà un uomo
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Candace Owens, leader del blog progressista Degree 180 era persuasa che i repubblicani Usa fossero “cani rabbiosi, ubriachi di politica, antitasse alla Tea Party”, e che la buona notizia fosse “alla fine creperanno, magari pacificamente nel loro letto, e noi andremo avanti con le riforme sociali del Paese”. Al momento della candidatura di Donald Trump alla Casa Bianca, 2016, il sito della Owens, afroamericana nata nel 1989, non trovava sgradevole irridere le dimensioni del pene del palazzinaro, futuro presidente.

Solo otto anni dopo, Candace Owens, dalle tv, con i talk show Daily Wire, dal web e social media, X dall’account @RealCandaceO con 4,8 milioni di followers, cambia musica. Ora si definisce “Ultraconservatrice”, il rapper trumpiano Kanye West dichiara di “adorarla”, critica da destra Trump sui vaccini che considera “nocivi”, e proclama l’ora di “Blexit”, l’uscita dei neri dal “black”, come gli inglesi sono usciti dall’Europa con Brexit.

L’avversione per Israele resta, in…

Candace Owens, leader del blog progressista Degree 180 era persuasa che i repubblicani Usa fossero “cani rabbiosi, ubriachi di politica, antitasse alla Tea Party”, e che la buona notizia fosse “alla fine creperanno, magari pacificamente nel loro letto, e noi andremo avanti con le riforme sociali del Paese”. Al momento della candidatura di Donald Trump alla Casa Bianca, 2016, il sito della Owens, afroamericana nata nel 1989, non trovava sgradevole irridere le dimensioni del pene del palazzinaro, futuro presidente.

Solo otto anni dopo, Candace Owens, dalle tv, con i talk show Daily Wire, dal web e social media, X dall’account @RealCandaceO con 4,8 milioni di followers, cambia musica. Ora si definisce “Ultraconservatrice”, il rapper trumpiano Kanye West dichiara di “adorarla”, critica da destra Trump sui vaccini che considera “nocivi”, e proclama l’ora di “Blexit”, l’uscita dei neri dal “black”, come gli inglesi sono usciti dall’Europa con Brexit.

L’avversione per Israele resta, invita un rabbino al programma e lo insulta, si schiera con Hamas su Gaza e accusa il governo di Netanyahu di crimini di guerra, perché l’antisemitismo è ubiquo nel cosmo estremista. West è persuaso che “Hitler abbia fatto anche cose buone”, Owens, più furba, spiega che “Finché Hitler voleva migliorare le cose in Germania, tutto OK. Il problema è quando ha guardato all’estero, tradendo il nazionalismo…”.

Come i guru italiani della disinformazione filorussa, cresciuti in testate di sinistra, Unità purtroppo inclusa, Owens flirta con Putin e mischia nella propaganda temi di destra totalitaria e totem comunisti, prontamente elogiata dalla propaganda e dalla diplomazia di Mosca negli Usa, nello stile caro alla lista di Michele Santoro per le elezioni europee.

Proprio il voto dell’Unione 2024, anticamera della sfida tra il democratico Joe Biden e il repubblicano Donald Trump negli Usa a novembre, attrae l’attivismo della Owens, che il settimanale The New Yorker descrive “Trentenne, nera, conservatrice, bellissima, zigomi alti e occhi a mandorla, fan di Trump…”.

Rudy Reichstadt, direttore dell’organizzazione Conspiracy Watch, che analizza i siti di complotti e disinformazione, denuncia lo sbarco negli Stati del “BrigitteGate”, la falsa teoria secondo cui la moglie del presidente francese Emmanuel Macron è, in realtà, un uomo. Da tempo promossa dalla destra parigina, che sente aria di vittoria di Marine Le Pen a giugno e alle prossime presidenziali per l’Eliseo, traguardo invano perseguito dal padre fascista Jean-Marie, la trama sostiene che le foto familiari di Brigitte Trogneux sono truccate, grazie all’Intelligenza Artificiale.

Brigitte sarebbe un uomo, forse transessuale, e al suo posto nelle vecchie foto verrebbe mostrata, sulle ginocchia materne, Nathalie Farcy, orfana quando la sorella della signora Macron, Maryvonne, venne uccisa in un incidente stradale. Brigitte Macron, nelle istantanee color seppia, sarebbe il ragazzino con una camicia a scacchi, poi donna via un’operazione chirurgica e sposa del presidente. Promossa dal libello Faits et Documents, ispirato dai razzisti della Cagoule, la storia dilaga in Francia e, seguendo il percorso inverso lungo l’Atlantico della saga QAnon, nata negli Usa e arrivata da noi durante la pandemia Covid, invade via Candace Owen gli Stati Uniti.

Owen ammonisce: “L’educazione gender ammollisce i bambini, castra i maschi, crea la cultura delle vittime, LGBTQ è teoria senza senso, la diversità nasconde perversità, le donne si spogliano online perché Hollywood è Satana”. Quando una persona transessuale fa strage a Nashville, sei morti, Owens informa i miliziani su Instagram: “Se giochi a creare Frankenstein con il corpo delle persone, non meravigliarti se si comportano da mostri”.

Trump aderì per anni alla campagna diffamatoria che chiedeva all’ex presidente Obama di pubblicare il certificato di nascita (solo i nati in America possono candidarsi alla Casa Bianca, non i cittadini naturalizzati) e la stessa tecnica è duplicata adesso contro Brigitte Macron, in violazione delle leggi francesi sulla privacy. Basterebbe infatti andare in una emeroteca, o online, per verificare, su pagine rese fragili dagli anni, che il quotidiano Courrier Picard, della regione Piccardia, edizione di Amiens, il 13 aprile 1953 registrava, alludendo ai fratellini della Brigitte Macron “Anne-Marie, Jean-Claude, Maryvonne, Monique e Jean-Michele annunciano con gioia la nascita della loro sorellina Brigitte”, femmina dunque, non maschio, senza dubbi.

Come per Obama, il Covid, il 5G che fa ammalare, il fact-checking non dissuaderà i seguaci di Le Pen, Owens, trumpiani, le solidali frange italiane pasciute di bugie. Non importa il sesso di Brigitte Macron, importa il rancore e l’odio che innesca, soffiando per Le Pen, per Trump, per Putin per i loro emuli da noi.

Instagram @gianniriotta

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