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La strage di Mosca e la diplomazia delle condoglianze: Usa ed Europa solidali con il “popolo russo”, ma nessuno chiama Putin

Per il leader del Cremlino, messaggi e telefonate da Xi Jinping, Modi, Raisi, Assad, Erdogan
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NEW YORK - La diplomazia delle condoglianze, tra post su X, telegrammi e telefonate. All’indomani della strage alla Crocus City Hall di Mosca, con più 140 vittime, il mondo ha inviato alla Russia messaggi non univoci, ma riflesso di alleanze e relazioni diplomatiche diverse con il presidente russo Vladimir Putin. Stati Uniti e alleati europei hanno parlato di "popolo russo", evitando di citare il capo del Cremlino. Cina, India, Siria, Autorità Palestinese e Venezuela hanno scelto una strada diversa. “Gli Stati Uniti - ha dichiarato il segretario di Stato Antony Blinken” - condannano il mortale attacco terroristico a Mosca. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e ai loro cari e a tutti coloro colpiti da un atroce crimine”.

“Condanniamo - ha continuato - il terrorismo in tutte le sue forme e confermiamo la nostra solidarietà al popolo russo”. Nel pomeriggio la Casa Bianca, attraverso la portavoce Karine Jean-Pierre, ha “condannato l’atroce crimine”, ricordato com…

NEW YORK - La diplomazia delle condoglianze, tra post su X, telegrammi e telefonate. All’indomani della strage alla Crocus City Hall di Mosca, con più 140 vittime, il mondo ha inviato alla Russia messaggi non univoci, ma riflesso di alleanze e relazioni diplomatiche diverse con il presidente russo Vladimir Putin. Stati Uniti e alleati europei hanno parlato di "popolo russo", evitando di citare il capo del Cremlino. Cina, India, Siria, Autorità Palestinese e Venezuela hanno scelto una strada diversa. “Gli Stati Uniti - ha dichiarato il segretario di Stato Antony Blinken” - condannano il mortale attacco terroristico a Mosca. Inviamo le nostre più sentite condoglianze alle famiglie e ai loro cari e a tutti coloro colpiti da un atroce crimine”.

“Condanniamo - ha continuato - il terrorismo in tutte le sue forme e confermiamo la nostra solidarietà al popolo russo”. Nel pomeriggio la Casa Bianca, attraverso la portavoce Karine Jean-Pierre, ha “condannato l’atroce crimine”, ricordato come l’”Isis sia un comune nemico” e inviato le “più profonde condoglianze ai coloro che hanno perso i cari e che sono rimasti feriti”. L’Unione Europea, attraverso un portavoce, ha parlato di vicinanza a “tutti i cittadini russi colpiti”. “La perdita di vite innocente - ha scritto sui social il presidente del Consiglio europeo Charles Michel - è una tragedia umana e le mie condoglianze vanno alle vittime e alle loro famiglie”. “Solidarietà alle famiglie delle vittime”, da parte del presidente francese Emmanuel Macron. “Piena solidarietà al popolo e alle famiglie delle vittime”, per la premier Giorgia Meloni.

“I nostri pensieri - ha commentato il cancelliere tedesco Olaf Scholz - vanno alle famiglie delle vittime e a tutti i feriti”. Così Spagna, Svezia e Danimarca, mentre il presidente israeliano Isaac Herzog ha citato l’ambasciatore della Russia in Israele, e non direttamente un governo schierato con la Palestina nel conflitto a Gaza. Quanto le parole siano importanti lo dimostrano i messaggi dei Paesi che si sentono minacciati da Mosca. “Auspichiamo - ha scritto su X il primo ministro polacco Donald Tusk, usando toni insoliti - che questa terribile tragedia non diventi un pretesto per una escalation di violenza e aggressione”.

Il presidente dell’Estonia Alar Karis si è spinto oltre: “Cinico che il regime russo abbia iniziato ad accusare l’Occidente e l’Ucraina di essere coinvolti nei fatti di Mosca”. Ancora più critico l’ambasciatore della Lituania a Stoccolma, Linas Linkevicius, per il quale quanto successo a Mosca ha ricordato “gli attentati che scatenarono la seconda guerra cecena attraverso cui Putin consolidò il potere”. Il segretario generale Onu António Guterres, seguendo la tradizione del Palazzo di Vetro, ha citato anche il governo.

Poi ci sono gli amici del Cremlino. Lì il linguaggio è cambiato. Il leader cinese Xi Jinping ha inviato al presidente russo un telegramma. Lo stesso ha fatto l’iraniano Ebrahim Raisi, mentre il premier indiano Narendra Modi ha riaffermato la “solidarietà al governo e al popolo russo”, così come il presidente dell’Unione Africana Moussa Faki Mahamat. L’autorità palestinese ha “ribadito la solidarietà e il sostegno alla leadership russa e al popolo amico della Russia”. Messaggio diretto a Putin dal leader siriano Bashar al-Assad, mentre il premier ungherese Viktor Orbán ha citato il “popolo della Federazione Russa”. Dal Venezuela Nicolás Maduro su X è stato più chiaro di tutti: “Esprimiamo il nostro sostegno al presidente Vladimir Putin”. Il turco Recep Tayyip Erdogan, invece, gli ha telefonato, così come aveva fatto quello bielorusso Aleksandr Lukashenko, per ricordargli come l’attacco provi che le “crisi regionali devono essere risolte pacificamente il più presto possibile”.

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