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Massacro a Mosca, almeno 62 morti al concerto. L’Isis rivendica

Assalto alla sala concerti Crocus, fuori la capitale. Le persone uccise a sangue freddo, poi il crollo del tetto
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MOSCA – Almeno 62 persone sono rimaste uccise e un centinaio ferite nell’attacco terroristico al Crocus City Hall, nella periferia Nord della capitale russa. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis. Intorno alle 20 locali, le 18 italiane, quattro o cinque uomini armati hanno sparato al personale di sicurezza, poi sono entrati nella sala concerti del centro commerciale dove era attesa a brevissimo l’esibizione del gruppo rock russo Picnic e hanno puntato i fucili contro gli spettatori.

(ansa)

I biglietti per la serata erano sold out. La sala può accogliere fino a 7.500 persone, ma non è chiaro quanti avessero già preso posto quando è cominciato l’attacco. I presenti hanno sentito prima gli spari poi hanno visto il fumo.

Nei primi video, diffusi in rete intorno alle 20.20 di Mosca dagli stessi spettatori intrappolati nella sala si vede un gruppo di almeno cinque uomini in mimetica con fucili auto…

MOSCA – Almeno 62 persone sono rimaste uccise e un centinaio ferite nell’attacco terroristico al Crocus City Hall, nella periferia Nord della capitale russa. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis. Intorno alle 20 locali, le 18 italiane, quattro o cinque uomini armati hanno sparato al personale di sicurezza, poi sono entrati nella sala concerti del centro commerciale dove era attesa a brevissimo l’esibizione del gruppo rock russo Picnic e hanno puntato i fucili contro gli spettatori.

(ansa)

I biglietti per la serata erano sold out. La sala può accogliere fino a 7.500 persone, ma non è chiaro quanti avessero già preso posto quando è cominciato l’attacco. I presenti hanno sentito prima gli spari poi hanno visto il fumo.

Nei primi video, diffusi in rete intorno alle 20.20 di Mosca dagli stessi spettatori intrappolati nella sala si vede un gruppo di almeno cinque uomini in mimetica con fucili automatici e zaini. «Sparano sulla folla», commenta un testimone che riprende con il telefono nascosto tra le poltrone della sala. In sottofondo si sentono le raffiche dei fucili d’assalto. Qualcuno urla a chi è vicino agli ingressi di chiudere le porte. Altri sembrano non aver capito quanto sta accadendo e restano seduti al loro posto.

(reuters)

In un altro video ripreso dall’alto nella hall del centro commerciale si vedono quattro uomini in mimetica sparare a sangue freddo contro un gruppo di persone che cerca riparo in un angolo. Le vetrate vanno in frantumi tra le urla di terrore, qualcuno si accascia sotto i colpi cadenzati dei fucili, poi gli uomini in mimetica si allontanano dal campo visivo e i sopravvissuti ricominciano a muoversi. Uno degli spettatori è riuscito a riprendere la propria la fuga attraverso la hall verso l’uscita facendosi strada tra i cadaveri riversi nelle pozze di sangue.

La reazione dell’Unità di reazione rapida e delle Forze speciali è stata tempestiva, ma un incendio che si è sviluppato prima sul palco e poi sul tetto del centro concerti ha rallentato le operazioni. La presenza di alcune centinaia di spettatori bloccati nella sala, a sua volta ha complicato lo spegnimento e intorno alle 22 il tetto è crollato. Un terzo dell’edificio è rimasto per ore avvolto nella fiamme, visibili a chilometri di distanza. Gli elicotteri antincendio si sono alternati per ore sul tetto del Crocus. Circa 300 soccorritori sono riusciti a contenere l’incendio solo intorno alle 22.30, ma non sono riusciti a impedire che il tetto crollasse.

(reuters)

Sul posto sono state convogliate circa 70 ambulanze, che si sono dovute districare nel traffico della tangenziale esterna, l’Mkad. Da lì i feriti sono stati trasferiti nei più vicini ospedali di Mosca e della regione. Sarebbero almeno 146, di cui appena 60 gli adulti. Un bambino sarebbe in condizioni gravi. Le autorità hanno fatto il possibile per favorire l’allontanamento dall’area. L’adiacente stazione metro di Mikinino non è stata chiusa e decine di autobus del servizio cittadino sono stati inviati sul posto per velocizzare lo sgombero. Lungo la rete metropolitana e su tutti i mezzi pubblici sono stati rafforzati i controlli.

(afp)

Le misure di sicurezza sono state irrigidite nei quattro aeroporti di Mosca e varie nelle stazioni ferroviarie. Il sindaco della capitale, Sergej Sobjanin e il governatore della Regione di Mosca, Andrej Vorobjov hanno immediatamente annullato tutti gli eventi pubblici per i prossimi giorni. Le lezioni nelle scuole e nelle università sono sospese. Le autorità di altre città russe si sono accodate, annullando eventi e chiudendo i centri commerciali per verifiche.

Solo intorno alle 23.30 i media federali hanno annunciato l’arresto di uno dei sospetti attentatori. Alcuni canali Telegram hanno riferito della fuga degli altri, a bordo di una Renault bianca. Gli investigatori hanno fornito una prima versione dell’attacco, in base alla quale gli uomini armati sarebbero entrati contemporaneamente dall’accesso principale e dal parcheggio sotterraneo. Intorno alla mezzanotte il Ministero della salute ha pubblicato una lista parziale dei feriti.

Mentre in rete iniziavano a circolare immagini dei cadaveri allineati nei sacchi neri sullo sfondo del Crocus ancora in fiamme, sono arrivate le prime reazioni dell’establishment. «Tutta la comunità internazionale è tenuta a condannare questo atto criminale», ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, etichettando per prima l’evento come «atto terroristico». Il presidente Vladimir Putin è stato informato della situazione, ha commentato sinteticamente il portavoce del Cremlino. Anche il Patriarcato ha scelto di commentare attraverso il portavoce, Vladimir Legoida: «Il patriarca Kirill prega per il riposo delle anime dei morti e dei feriti, così come per la salvezza di coloro che potrebbero essere minacciati dall’incendio».

Il governo ucraino ha immediatamente preso le distanze. Il consigliere presidenziale Mikhail Podoljak ha negato ogni coinvolgimento di Kiev. Gli ha fatto eco il Corpo volontario russo, che combatte dal lato ucraino: «Di certo non siamo stati noi». Un coinvolgimento che però non è escluso dall’ex presidente, ora vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitrij Medvedev. In un commento su Telegram ha invocato l’uso della forza, senza la quale «nessun processo o indagine sarà d’aiuto».

Un’ affermazione che richiama alla mente la famosa dichiarazione di Putin, che nel 2015 prometteva di stanare i terroristi “anche nel cesso”.

«Un deja vu storico» secondo il Forum Svobodnaja Rossija, fondato dal campione di scacchi Garry Kasparov. «Ricordiamo come il regime di Putin e i suoi servizi speciali hanno creato il pretesto per la Seconda guerra cecena», si legge nel comunicato.

L’oppositore politico in esilio Mikhail Khodorkovskij suggerisce che possa esserci un legame con lo scambio di attacchi in profondità tra Russia e Ucraina. «Scrivono che questa potrebbe essere una provocazione di Putin come lo Zucchero di Rjazan», ha dichiarato l’oppositore. Il riferimento è alla serie di attentati avvenuti nel 1999 in alcuni condomini di Bujnaksk, Mosca e Volgodonsk, che con quasi 300 morti fornirono il motivo per l’intervento dell’esercito nel Caucaso. «La reputazione di Putin è tale che sì, può farlo», ha concluso Khodorkovskij.

Ma poco dopo la mezzanotte l’Isis ha rivendicato l’attentato, attraverso l’agenzia Amak.

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